Viaggio tra la gente di Cina

La Cina va di moda, non c’è dubbio. Purtroppo, come tutte le mode, rischia di diventare la proiezione dei nostri luoghi comuni.
China candid, di Sang Ye, è un libro che ti porta vicino, anzi “dentro”.
Chi pensa alla Cina come meta per le prossime vacanze o opportunità di lavoro, corra immediatamente a procurarselo; tutti gli altri se lo segnino comunque. E’ unico perché ci racconta vicende private, biografie: un genere coltivato in Cina fin dai  tempi di Confucio, ma costretto all’interno della storia ufficiale, collettiva e agiografica, dalla cultura socialista.

Sang Ye ha realizzato le interviste che compongono questo libro in quattro anni. Sono ventisei monologhi di “gente comune”, che ci conducono al di la’ delle notizie macro sull’ennesima sciagura mineraria, sulla crescita economica attestata al 9% o sul primo viaggio del “treno del cielo”.
Come per tutte le vicende singolari, le testimonianze di storia orale, è necessario uno sforzo di astrazione per capire quanto il particolare corrisponda all’universale.
La condizione per certi versi eccezionale di Zhao Li, ragazza disabile, in quali termini ci parla di altri cinesi simili a lei? La vicenda di una prostituta di Shenzen quanto corrisponde a quella di una sua collega di Pechino o Shanghai?

Ma – e questo è il mio consiglio – ci si può anche abbandonare al flusso dei racconti per ricavarne quella sensazione viva di un mondo estremamente complesso dove, per esempio, dietro l’apparente monolitismo del partito, è possibile trovare un vecchio dirigente che parla senza peli sulla lingua. Oppure un boia che, forse involontariamente, rende conto dell’incredibile altalena tra procedure burocratiche e compiti minuziosi che sta dietro le raccapriccianti esecuzioni capitali.
Questa gente ha vissuto sulla sua pelle le trasformazioni della Cina contemporanea, dal 1949 a oggi. Ci sono i giovani e i vecchi, chi ha nostalgia del passato maoista e chi si tuffa nell’attualità dell’ipercapitalismo nazionalista. Ci sono i vinti e i supposti vincitori, su tutti aleggia una sensazione di durezza del vivere.

Questa recensione compare anche nella rubrica che tengo su Rotta Nord Ovest

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One Response to “Viaggio tra la gente di Cina”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Liu come Achille. O Ulisse? Says:

    [...] class e  rientrate in economica a titolo punitivo (per questi e altri aneddoti si legga “China Candid“, di Sang Ye). Ci sono i colori della nuova Cina da difendere e, se non sei [...]

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