Hu Jintao, tra Mao e Confucio

Dalla tavola rotonda “La Cina di Mao nella Cina di oggi. Storia, politica e mito”, a cura dell’Università degli Studi di Milano, sintetizzo qui l’intervento di M. Miranda (Università di Napoli Federico II):
“Hu Jintao tra maoismo e nuovo confucianesimo”.

Hu Jintao si è da subito presentato come erede di Mao. In questo senso, ha assunto uno stile pubblico frugale e atteggiamenti di estrema sensibilità verso le persone, come durante l’emergenza della sars.
Il suo slogan “il potere serve al beneficio del popolo”, sembra riecheggiare il maoista “servire il popolo”. La sua politica dedica dichiaratamente molta attenzione agli squilibri sociali.
D’altro canto, Hu ha lanciato anche delle campagne ideologiche, rivolte in special modo verso i membri del partito. Uno slogan è “migliorare le capacità di governo del partito”. Tra il 2005 e il 2006 è stato lanciato un progetto di ricerca sull’ideologia marxista che si accompagna a una decisa virata a sinistra, con più controllo sui media e un giro di vite repressivo verso i dissidenti. nella primavera 2005, sono state emanate norme che richiedono ai giornalisti l’adesione ideologica alla linea del governo. Nell’estate 2006, una nuova legge impone multe a chi pubblica notizie di emergenze sociali senza che siano prima state prima comunicate dalle autorità. “Emergenze sociali” significa tante cose, dalle catastrofi ambientali ai conflitti sociali nelle campagne. Inoltre, questa legge coinvolge anche la stampa straniera.

Hu, in sintesi, esprime una forte leadership di stampo leninista che si unisce a una forma di populismo autoritario, funzionale alla crescita equilibrata e alla stabilità.
Il contributo originale di Hu alla politica cinese, un vero e proprio nuovo modello politico, è la cosiddetta “Società armoniosa socialista”, che compare in tutti gli atti ufficiali. Vuole realizzarla entro il 2020.
La agiatezza materiale è fondamentale per l’armonia sociale. Si tratta di redistribuire più equamente la ricchezza, perché le diseguaglianze sociali aumentano sempre più, ma non è assolutamente un ritorno all’egualitarismo marxista.

In questa cultura, emergono anche elementi confuciani. Il “nuovo confucianesimo contemporaneo” è un movimento che nasce intorno al 1984, con la fondazione di un centro studi e alcuni convegni. Precedentemente, negli anni Settanta, un filone confuciano si era sviluppato in alcune università straniere.
Si cercano gli elementi comuni tra la Cina e le “società dei quattro dragoni”: Hong Kong, Singapore, Corea del Sud e Taiwan. Si tratta di trovare una base filosofica comune allo sviluppo economico.
Hu non ha ancora “riabilitato” ufficialmente Confucio, tuttavia la “società armoniosa” ha una evidente matrice confuciana. L’armonia è intesa come cooperazioneassenza di conflitto, per conseguire risultati più alti. Si parla anche di equità e giustizia.
Per Confucio, il più alto livello di sviluppo morale coincideva con il “ren” (), tradotto con “umanità“, ma nella società odierna l’enfasi non è posta sullo sviluppo individuale. E’ invece una specie di dispotismo illuminato che si fonda anche su un altra categoria che viene dal passato, il mandato celeste: i governanti hanno il dovere di prendersi cura del popolo. Ne conseguono moralità, buongoverno e lotta alla corruzione.

  • Share/Bookmark

20 Responses to “Hu Jintao, tra Mao e Confucio”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Il Dao della politica (e dell’ecologia) Says:

    [...] Si parla sempre più spesso del revival confuciano in Cina, ma anche l’altra grande dottrina classica, il taoismo, sta vivendo una fase di rinascita. In molti casi, sono proprio alti funzionari della nomenklatura comunista a promuoverne il recupero. La “società armoniosa” indicata da Hu Jintao come nuovo orizzonte politico, può insomma essere perseguita sia attraverso il sistema di regole e rituali del neoconfucianesimo in salsa ipercapitalsocialista sia, secondo alcuni, attraverso la ricerca dell’armonia del Dao. E si dice addirittura che diversi membri di spicco del PCC, come gli antichi funzionari imperiali, siano “confuciani di giorno, taoisti di notte”. [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Più case, meno…? Says:

    [...] La misura appare del tutto coerente con la “Società armoniosa” perseguita ufficialmente dalla Cina di Hu Jintao. Si tratta di allargare il benessere a tutti i cinesi in tempi rapidi, prima che disordini sociali possano mettere a repentaglio lo stesso potere del Pcc. Ed è del tutto in linea con gli sforzi delle autorità cinesi per non “perdere la faccia” di fronte al mondo intero durante la grande kermesse delle Olimpiadi 2008. [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Pensare con la Cina Says:

    [...] la nostra Rivoluzione – cioè una frattura – e ha mantenuto al tempo stesso il proprio principio di regolazione armoniosa (ribadito anche nella terminologia da Hu Jintao). I cinesi hanno oggi a disposizione due [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Come ci vedono Says:

    [...] patria della “società armoniosa“, si sottolinea anche l’instabilità politica tutta [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Confucio e il mattone Says:

    [...] E in effetti l’ossessione del passato sta conquistando la Cina. Una sua lettura in chiave economica ci porta all’articolo su Asia Times di Sun Wukong, secondo cui i tentativi del potere centrale di raffreddare l’economia limitando gli investimenti in capitale fisso, verrebbero aggirati dai funzionari locali che li presentano come “investimenti nel rinascimento culturale“, un argomento di particolare successo anche al cospetto del “neoconfuciano” presidente Hu Jintao. [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » La legge sull’economia circolare Says:

    [...] – il dissesto ambientale che ha ampiamente superato i livelli di guardia – e della “società armoniosa“, la parola d’ordine che ispira il mandato di Hu [...]

  7. Cina, parola d’ordine, riciclare | Laogai Says:

    [...] necessità – il dissesto ambientale che ha ampiamente superato i livelli di guardia – e della “società armoniosa“, la parola d’ordine che ispira il mandato di Hu [...]

  8. Chen Ying » Blog Archive » Va’ dove ti porta il business Says:

    [...] enormi problemi del Dragone, salvo poi concludere che la loro risoluzione potrebbe dare al duo Hu Jintao-Wen Jiabao l’occasione per far spiccare alla Cina il grande salto verso [...]

  9. Chen Ying » Blog Archive » Soft power Says:

    [...] Hu Jintao, tra Mao e Confucio [...]

  10. Chen Ying » Blog Archive » Peacekeeping Says:

    [...] L’impegno corrisponde a un’ esplicita esortazione del presidente Hu Jintao: l’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) deve “svolgere una nuova missione [...]

  11. Chen Ying » Blog Archive » Prospettiva interculturale Says:

    [...] Hu Jintao, tra Mao e Confucio [...]

  12. Chen Ying » Blog Archive » Shopping in Corso Italia Says:

    [...] in 150 circa (c’è chi dice 300) al seguito del presidente Hu Jintao, vengono in Italia per fare accordi di partnership, comprare tecnologie ma non solo: lo shopping [...]

  13. Chen Ying » Blog Archive » Pèrché la Cina ha vinto e la Russia ha perso? Says:

    [...] Hu Jintao, tra Mao e Confucio [...]

  14. Chen Ying » Blog Archive » Paul Krugman e il Renminbi Says:

    [...] vuole entrare in questo gioco. La posta in gioco è una crescita equilibrata (ricordate la “società armoniosa“?). Tanto, ci sono molti modi per tenere l’inflazione sotto controllo (aumentare i [...]

  15. Chen Ying » Blog Archive » Tecniche monetarie e salari industriali Says:

    [...] “elitaria”, che protegge la borghesia export-oriented delle zone costiere. Oggi comanda Hu Jintao, leader della fazione populista, e si parla di “società armoniosa“. Quello che appare [...]

  16. Chen Ying » Blog Archive » Alterità e contaminazione Says:

    [...] Hu Jintao, tra Mao e Confucio [...]

  17. Chen Ying » Blog Archive » Il partito darwiniano-leninista Says:

    [...] Hu Jintao, tra Mao e Confucio [...]

  18. Chen Ying » Blog Archive » Cina, verso la fine dell’Hukou (户口) Says:

    [...] è tratto: la Cina vira dalla crescita a tutti i costi alla crescita equilibrata, verso quella “società armoniosa” che è il progetto politico della presidenza di Hu Jintao. Almeno a parole. Le parole, nella [...]

  19. Chen Ying » Blog Archive » Stabilità Says:

    [...] forse sintetizza meglio la politica cinese di oggi. Stabilità per continuare a crescere con “armonia“, stabilità per gestire il sommovimento quasi geologico provocato da un miliardo e trecento [...]

  20. Chen Ying » Blog Archive » Grandi sorelle e popoli blu Says:

    [...] ma qualsiasi netizen cinese sa che quella parola – slogan portante della presidenza di Hu Jintao – è ormai utilizzata in rete quasi asclusivamente in chiave ironica. Nè con Google né con [...]

Leave a Reply