La struttura del potere cinese

 

In questo blog, si fa spesso riferimento alle vicende interne all’establishment politico cinese.
Per capirci meglio, sarà utile illustrare brevemente com’è organizzata la Repubblica Popolare.

La struttura del potere cinese è duale: da un lato il Partito comunista (PCC), dall’altra lo Stato. Di fatto, il Partito esercita un controllo sulla struttura statale, anche se diversi poteri e cariche spesso confliggono e si bilanciano. Questo controllo si esercita sia attraverso un controllo generale dell’apparato amministrativo, sia attraverso la collocazione di membri del Partito nei posti chiave della struttura statale. In pratica, per fare carriera politica, è indispensabile essere membri del PCC.

LO STATO
Secondo la costituzione, il più alto organo del potere politico è l’Assemblea nazionale del popolo, i cui membri sono eletti in carica per cinque anni. Si riunisce due volte l’anno; nelle fasi in cui non è convocata, le sue prerogative sono esercitate dal Comitato permanente.

Appartenenti alla struttura dello Stato sono anche il Presidente della Repubblica Popolare – che promulga le leggi decise dall’Assemblea ed esercita funzioni rappresentative – e il Consiglio degli affari di Stato, l’organo amministrativo ed esecutivo supremo, che applica le leggi. E’ composto dal Premier, 4 vice premier, 5 consiglieri di Stato, 29 ministri e capi delle commissioni. Questo organismo, come tutti gli esecutivi, ha anche il compito di proporre disegni di legge.

IL PARTITO
E’ una struttura piramidale: il Congresso Nazionale – che si tiene ogni 5 anni – elegge il Comitato Centrale, che resta in carica un lustro e che a sua volta nomina il Politburo, composto da 24 membri. Ma la vera sede del potere è Comitato permanente di quest’ultimo, in cui siedono 9 membri. Questo è il vero cuore decisionale della politica cinese, perché le leggi proposte dal Consiglio degli Affari di Stato devono passare attraverso controllo e approvazione del Comitato permanente del Politburo, prima di essere inoltrate all’Assemblea.
E’ qui che si svolgono – durante riunioni frequenti e segretissime – le lotte più aspre tra i leader cinesi, come in occasione dei fatti di Tienanmen del 1989.
Attualmente, i membri del Comitato permanente del Politburo sono:
Hu Jintao, Wu Bangguo, Wen Jiabao, Jia Qinglin, Zeng Qinghong, Huang Ju, Wu Guanzheng, Li Changchun, Luo Gan.

La Segreteria generale è l’organismo amministrativo del Comitato Centrale e del Politburo, convoca inoltre le sedute degli altri organismi.

La Commissione militare centrale dirige tutte le forze armate, è guidata da un Presidente e resta in carica cinque anni. I suoi membri sono nominati dal Comitato Centrale.

Infine, c’è la Commissione di ispezione disciplinare, che svolge attività di controllo.

La lotta tra i leader cinesi, si traduce essenzialmente nell’accumulo di cariche e nell’esautorazione degli avversari. Hu Jintao, per esempio, è attualmente Presidente della Repubblica Popolare, Presidente della Commissione militare centrale e Segretario Generale del PCC.

Questa struttura duale, in cui il Partito esercita di fatto un controllo sugli organismi dello Stato, si riproduce a livello locale. L’organizzazione amministrativa della Cina è a livelli:
alla base c’è il villaggio (composto da circa 100 famiglie), segue la città, la contea, la prefettura o municipalità, la provincia. A ogni livello, il potere è suddiviso tra il segretario (o capo) del Partito – nominato dai superiori – che decide le politiche generali, è il capo del governo del popolo – eletto – che la esegue.

Eccezioni: nelle regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao, il PCC non è parte integrante del sistema di governo. Nelle regioni autonome, il capo dell’esecutivo locale è un membro del gruppo etnico dominante, mentre il segretario del PCC è un non locale, generalmente di etnia han.

Per saperne di più:

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8 Responses to “La struttura del potere cinese”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Wen Jiabao: la democrazia può attendere Says:

    [...] Niente di più esplicito. A rilasciare queste dichiarazioni al Quotidiano del popolo non è un funzionario qualsiasi, bensì Wen Jiabao, Primo ministro cinese, membro del Comitato permanente del Politburo e segretario della Commissione finanziaria del Partito. L’affabile Wen – spesso definito così per distinguerlo dal più serio Hu Jintao – è la terza figura nella gerarchia della nomenklatura. Considerando la struttura del potere cinese, si può tranquillamente affermare che la dichiarazione è un vero e proprio manifesto programmatico dei leader che governano il Paese. [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Pena di morte per corruzione Says:

    [...] Le autorità cinesi hanno lanciato da tempo una campagna anticorruzione e danno grande risalto a casi come questo. L’esigenza del Partito comunista è infatti quella di estendere a tutta la popolazione il benessere per ora è garantito solo ai “nuovi ricchi” della borghesia urbana. In questo quadro, la corruzione è considerata crimine particolarmente odioso, perché rivela un baco nella doppia struttura di potere composta da Stato e PCC. Sono infatti i funzionari locali a essere generalmente coinvolti in questi episodi, gli stessi che impongono tasse e gabelle alle popolazioni rurali. Per evitare il formarsi di sacche di potere, tra le nuove misure anti-corruzione è prevista la rotazione delle funzioni direttive nei posti di comando. Ma l’emergenza costituita da circa 80mila “incidenti” – cioè rivolte contadine – nel solo 2006, ha indotto le autorità cinesi a utilizzare le maniere forti. Per tangenti, in Cina, si rischia la pena di morte. [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Congresso del Pcc: alcune coordinate Says:

    [...] Quello in corso è il congresso di Hu – dopo che cinque anni fa ha sostituito Jiang Zemin alla guida del Paese – ma è anche il rito collettivo in cui, secondo molti osservatori di cose cinesi, nominerà il suo successore. Il partito cinese è “unico”, ma non è un monolite al suo interno: le varie correnti si disputano le maggiori cariche e, soprattutto, i seggi all’interno del Comitato permanente del Politburo – vero cuore decisionale della politica cinese – in cui siedono 9 membri. [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Attenti a quei due Says:

    [...] Xi Jinping and Li Keqiang, Li Keqiang e Xi Jinping. Dopo la conclusione del 17° congresso del Pcc, questi sono i nomi che rimbalzano su tutti i media come possibili delfini di Hu Jintao. Entrambi rappresentanti della quinta generazione di leader cinesi, sono entrati nel Comitato permanente del Politburo, l’organismo ristretto di nove membri che di fatto governa la Cina. [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Il mandato del Cielo Says:

    [...] già parlato della struttura del potere cinese e di alcuni suoi aspetti particolari: la società armoniosa, il rapporto con la religione e la [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » Il volto sorridente del regime Says:

    [...] di assolutamente scontato (e ghiotto) per la nostra società dello spettacolo. Adesso il 66enne Primo ministro cinese è contrapposto al presidente Hu Jintao, più elusivo e misterioso. E’ incredibile come la [...]

  7. Chen Ying » Blog Archive » Soft power Says:

    [...] La struttura del potere cinese [...]

  8. Chen Ying » Blog Archive » Il partito darwiniano-leninista Says:

    [...] senso che dopo 63 anni, chiude) della Far Eastern Economic Review, Nicholas Bequelin, definisce il Partito comunista cinese “il primo partito darwiniano-leninista della storia“. E’ una definizione [...]

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