Usa-Iran: cosa c’entra la Cina?

 

Negli ultimi giorni si è abbastanza parlato dei presunti piani americani per attaccare l’Iran.
Un articolo su Asia Times collega un eventuale escalation bellica mediorientale alla crescita cinese in direzione di un’economia meno votata alle esportazioni e più incentrata sullo sviluppo del consumo interno.
Seguiamo il filo del ragionamento.

Secondo Chan Akya, autore dell’articolo, lo scopo dichiarato della politica economica cinese è aumentare il benessere della popolazione nel suo complesso, entro pochi anni. Per raggiungere questo obiettivo, le autorità finanziarie devono impiegare le enormi riserve accumulate in dollari per acquistare petrolio, acciaio e rame, al fine si sviluppare le infrastrutture che ancora mancano.
La Cina si trova quindi ad avere a che fare con i cosiddetti “Stati canaglia”, fornitori di materie prime.
Gli Stati Uniti hanno ben poco da criticare, visto i propri storici legami con alcuni dei regimi più repressivi del pianeta e anche l’Europa non manca di intrattenere relazioni diplomatiche con alcuni dei più antidemocratici governi arabi.

Questa politica economica può avere due conseguenze:
da un lato, l’immissione di una grande quantità di valuta americana sul mercato mondiale può ingenerare instabilità finanziaria per le imprese e i consumatori USA; e, a cascata, per l’intera economia occidentale.

Dall’altro lato, se nel giro di pochi anni aumenta il potere d’acquisto dei cinesi, il mercato interno si sviluppa e la Cina ha meno bisogno dei Paesi stranieri in cui vendere le proprie merci. La rivalutazione dello Yuan, funzionale anch’essa allo sviluppo del mercato interno, procurerà all’inizio qualche problema alle esportazioni. Ma a questi svantaggi saranno bilanciati dalla crescita del mercato interno. La Cina si creerà quindi una base più forte per la propria economia e diverrà sempre meno vincolata in politica estera, innescando un circolo virtuoso in cui a maggiore ricchezza diffusa corrisponderà più libertà d’azione e quindi maggiore aggressività nella caccia ai mercati e alle materie prime.

Davanti allo spettro dell’autosufficienza cinese, gli americani saranno costretti a riprendere il controllo del Medio Oriente attraverso l’opzione militare: la guerra con l’Iran, appunto.
Oppure - diciamo noi - più saggiamente: svincolandosi dall’economia del petrolio.

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One Response to “Usa-Iran: cosa c’entra la Cina?”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Influenza aviaria, arriva il vaccino Says:

    [...] pandemia di “bird flu” è al terzo posto, dopo un potenziale conflitto Cina-Taiwan e un attacco Usa all’Iran. Prima della recessione americana e dello shock [...]

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