Il Dragone apre i forzieri

Nel mese di febbraio, il surplus commerciale della Cina ha toccato un nuovo record: 23,7 miliardi di dollari.
Il volume commerciale ha raggiunto i 140,45 miliardi di dollari, cioè il 32,7% in più rispetto allo scorso anno.
Nel frattempo, Pechino sta creando un’agenzia per gli investimenti all’estero per gestire in maniera più efficiente l’enorme riserva valutaria di cui dispone. Stiamo parlando di mille miliardi di dollari, accumulati grazie a un’economia votata all’export aggressivo. Questo surplus finanzia di fatto il debito Usa e dà luogo a quel circolo virtuoso o vizioso – dipende dai punti di vista – che fa parlare di “chain gang economics” quando ci si riferisce ai rapporti commerciali Cina-Stati Uniti: l’economia dei “galeotti incatenati”.
In pratica, i cinesi producono, gli americani comprano e consumano. La Cina esporta, l’America importa. E Pechino reinveste poi i proventi in buoni del tesoro americano. Si calcola che circa il 70% delle risorse accumulate sia investito in obbligazioni a basso rischio in dollari.
Ora, per impiegare meglio questo tesoro, il governo cinese ha deciso di costituire una società finanziaria sul modello della Temasek di Singapore. Dovrebbe essere una superholding indipendente dalla State Administration of Foreign Exchange (Safe), l’agenzia controllata dalla People’s Bank of China che gestisce la riserva. Sarà probabilmente guidata da Lou Jiwei, promosso proprio questa settimana vice segretario del Consiglio di Stato. Il principio di fondo è quello di separare proprietà e gestione dei capitali in due società. La Safe continuerà a gestire le operazioni quotidiane, mentre la nuova compagnia – il cui nome provvisorio sembra sia “Lianhui” (联会?) - si occuperà degli investimenti. La Lianhui avrà da subito il controllo di circa il 20-25% della riserva. I calcoli sono presto fatti: si tratta di una cifra compresa tra i 213 e i 266 miliardi di dollari.
Inutile dire che dalle scelte che farà la nuova società finanziaria dipenderanno non solo l’andamento dei mercati cinesi ma – data l’enorme liquidità a disposizione – anche di quelli internazionali, nonché le oscillazioni del valore del dollaro Usa. Sembra che nelle intenzioni cinesi ci sia anche la possibilità di spostare parte degli investimenti su altre valute, euro in primis.
Secondo indiscrezioni, i primi cospicui investimenti della nuova società verranno effettuati per rafforzare le posizioni internazionali delle imprese cinesi dell’energia, come la China National Offshore Oil Corporation (Cnooc). Una massa di denaro prêt à porter per dare ancora più forza a Pechino nella competizione per le fonti energetiche.
Ecco intanto la classifica delle riserve in valuta estera di alcuni Paesi asiatici – in milardi di dollari - secondo il Sole-24 Ore:
CINA – 1066
GIAPPONE – 895
TAIWAN – 266
COREA DEL SUD – 239
INDIA – 177
SINGAPORE – 137
La notizia:
su Shanghai Daily
Cina Mondo Globalizzazione
febbraio 28th, 2008 at 1:34 pm
[...] miliardi di dollari a dicembre 2007. Di questi, circa 200 miliardi sono investiti nel principale fondo sovrano: il China Investment [...]
maggio 7th, 2008 at 4:08 pm
[...] Il Dragone apre i forzieri [...]
novembre 12th, 2008 at 7:52 pm
[...] Il Dragone apre i forzieri [...]
marzo 18th, 2009 at 1:32 am
[...] la Cina ha scelto infatti di diversificare i propri investimenti a partire dal 2007, attraverso la State Administration of Foreign Exchange (Safe), l’agenzia controllata dalla People’s Bank of China che gestisce la riserva. Tale [...]
aprile 1st, 2009 at 9:20 am
[...] Il Dragone apre i forzieri [...]
aprile 23rd, 2009 at 2:39 pm
[...] Il Dragone apre i forzieri [...]
novembre 27th, 2009 at 3:59 pm
[...] Il Dragone apre i forzieri [...]