Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (ancora sul Green GDP)

Ricevo dalla mia amica e compagna di classe (di cinese) Stefania Bianco un articolo che spiega molto meglio di quanto abbia fatto io il concetto di Green Gross Domestic Product. Lo pubblico e ringrazio Stefania.

L’Economia  Cinese  procede con i suoi ritmi impressionanti, e negli ultimi 20 anni la sua crescita è stata la più veloce al mondo.
In generale, per quantificare la crescita economica di un Paese, si usa un indice chiamato GDP, Gross Domestic Product, più familiarmente conosciuto come Prodotto Interno Lordo.
Questo indice dà il valore  del volume totale dell’economia di un Paese ed è basato su diversi fattori come redditi pro-capite, salari, interessi, investimenti governativi, export, ecc. Il risultato ottenuto dà informazioni sul volume di affari dell’economia sia in entrata che in uscita e indica  il livello di sviluppo di un Paese.

D’altra parte, lo sviluppo dell’economia di  un Paese implica un necessario incremento di utilizzo di risorse naturali necessarie affichè i ritmi di crescita possano essere sostenuti. Se il consumo delle risorse naturali cresce, in maniera altrettanto veloce crescono i problemi di inquinamento e i danni effettivi che l’ambiente subisce.
E’ naturale quindi che nel calcolo del livello di sviluppo non possa essere trascurato l’ambiente, in quanto parte integrante dell’economia di un Paese.

Il GDP, essendo un indice totalmente incurante del fattore ambientale, quindi non può dare un immagine veritiera dello sviluppo di un Paese.

Guardiamo però il problema da un altro punto di vista. Siamo di fronte al paradosso per cui, più i problemi ambientali crescono, più l’economia di un Paese ne trae vantaggio.
Pensiamo al caso dell’inquinamento urbano. Il suo incremento favorisce l’ammalarsi della popolazione. Ciò causa un incremento e il potenziamento delle strutture ospedaliere e in generale dell’industria medica. Insomma, se un fiume straripa, è necessario costruire una diga e trovare manodopera, materiali, competenze.
E’ evidente che il ragionamento è viziato, in quanto  parlando di sviluppo di un Paese non si può trascurare  il fattore che tiene conto della qualità della vita.

Quali fattori correttivi possono essere introdotti nell’indice per risolvere il problema?
Come calcolarli?
Qualcuno propone calcoli matematici “elementari”: se un industria fa guadagnare al Paese il fattore A, ma le sue scorie inquinano un lago la cui bonifica mi costa B, il contributo al GDP equivale ad una banale sottrazione C=A-B.
Ma se A è un valore definito, e B è il costo per l’acquisto di nuovi pesci e della purificazione delle acque, come valuto economicamente l’impatto su uccelli, alberi, ecc.? Come calcolare gli impatti economici sull’intero ecosistema?
Il problema non è semplice, in quanto non è banale stabilire dei parametri univoci. Se un bene come un prodotto o un servizio,  proviene da un mercato il quale ha stabilito il suo prezzo in base ai criterio di domanda/offerta, e quindi ha un valore ben preciso, non è facile determinare il valore di una montagna, di un fiume di una foresta, e il relativo danno che una politica miope agli aspetti ambientali può recare.

Alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia, “ambientalmente progrediti”, hanno proposto degli indici che tengono conto del fattore ambientale, considerando lo stato delle acque, gli aspetti biologici, lo stato dei minerali ect. (Green GDP). Tali parametri tuttavia non sono univoci ma  sono un ottimo spunto per cominciare a lavorare.

Che importanza ha essere la prima potenza economica al mondo, se perfino voci della stampa ufficiale hanno recentemente gridato al pericolo, consigliando vivamente agli abitanti di città come Pechino di non uscire di casa se non per necessità? La notizia è dell’ultima settimana.
La Capitale è infatti coperta da una coltre di fitta nebbia, e il sole è perennemente oscurato. E’ una delle città maggiormente inquinate dell’Asia.
E quando parliamo di inquinamento, ne parliamo in termini di veleni presenti nell’aria in quantità spaventose.
Per  avere le idee in po’ più chiare a riguardo, ricordiamo che la soglia per la percentuale di polveri sottili fissata dall’Organizzazione della Sanità è pari a 20 microgrammi per metro cubo.
Se a Milano l’allarme rosso scatta quando la percentuale di polveri sottili (PM10) supera il 50 microgrammi per metro cubo, -e vista la frequenza con cui qui a Milano si è oltre soglia, di certo non c’è nulla di cui andare fieri!-,  la Banca per lo sviluppo in Asia riferisce un valore medio intorno ai 150 nelle città asiatiche maggiormente inquinate, e Pechino rientra nella classifica.

Fortunatamente il tema energetico e ambientale è una delle ossessioni della nuova classe politica cinese. Se i motivi di questo forte interesse siano economici, strategici o ambientali, poco importa.
Ciò che importa è che consapevolezza dell’esistenza del problema si deve tradurre nel mettere in pratica strategie di risparmio energetico efficace e di attenzione ambientale.
C’è da sperare che queste strategie partoriscano in fretta risultati che rincorrano e si allineino al più presto alla velocità formidabile con cui il colosso rosso avanza.

Scelte consapevoli che sappiamo coniugare profitti economici e qualità della vita, distribuzione della ricchezza e abbattimento dei divari sociali, sono i nuovi difficili compiti  della nuova classe politica e dirigenziale cinese.
E forse un punto di partenza potrebbe essere una formula matematica.

Stefania Bianco

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3 Responses to “Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (ancora sul Green GDP)”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Un rapporto attendibile? Says:

    [...] Vedi anche: Il Dao della politica (e dell’ecologia) (19 maggio 2007) Global warming: quali i rischi per la Cina? (10 aprile 2007) Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (16 marzo 2007) Ambiente: la Cina specchio delle nostre contraddizioni (8 novembre 2006) Foggy Beijing (15 settembre 2006) [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Meno Pil per tutti Says:

    [...] Quando l’inquinamento dà una mano all’economia [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Pil e contro-Pil: oltre la ricchezza solo economica Says:

    [...] Quando l’inquinamento dà una mano all’economia [...]

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