Global warming: quali i rischi per la Cina?

Photo by Filipe Fortes 

Il 6 aprile è stato diffuso il “Summary for Policymakers” (file .pdf) del rapporto Onu sul cambiamento climatico. Il documento è stato approvato a Bruxelles da un conclave composto da più di cento Paesi, ma tra i più restii a dare il proprio benestare – con Usa, Russia e Arabia Saudita – c’è anche la Cina.
Si è formato così un fronte che ha cercato di ritardare e smussare le conclusioni del rapporto. Paradossalmente, si tratta di Paesi dagli interessi non omogenei: la Cina infatti è già il secondo inquinatore mondiale dopo gli Usa, ma solo in valori assoluti. Se si calcolano le emissioni pro capite, ogni americano produce 5,5 tonnellate di carbonio all’anno, ogni cinese solo 0,7. La media mondiale è di 1.07 tonnellate annue e, giusto per intenderci, ogni italiano ne produce 2,1.
Proprio questa disomogeneità è alla radice dei disaccordi in sede di approvazione. Posto che bisogna tagliare le emissioni del 60 per cento, quale criterio va usato? Se si considera l’inquinamento pro capite, gli americani dovrebbero ridurre di molto i propri consumi, mentre i cinesi potrebbero addirittura aumentarli. Viceversa, un calcolo delle emissioni di ogni singolo Paese in valori assoluti, addolcirebbe la posizione Usa e andrebbe a intaccare significativamente le speranze di allargamento dei consumi dei cinesi. Speranze sulle quali si gioca anche buona parte della sopravvivenza politica della nomenklatura di Pechino.

Al di là dell’aspetto strettamente politico, la Cina è comunque tra i Paesi che più devono temere gli effetti del global warming. Già oggi, si calcola che i danni all’ambiente incidano per il 7% sul suo Pil.
E il rapporto Onu mette nero su bianco ciò che tutti sanno.
Si fa per esempio esplicitamente riferimento ai ghiacciai himalayani che, sciogliendosi, provocheranno inondazioni e dissesto idrogeologico per i prossimi tre decenni. In seguito il problema diventerà invece proprio la riduzione dei ghiacci e la diminuizione della portata dei fiumi. Il calo dell’acqua disponibile, l’aumento della popolazione e la trasformazione delle abitudini collettive – con maggiori consumi idrici pro capite – determinerà un’emergenza acqua che, con i cinesi, colpirà circa un miliardo di persone in tutta l’Asia, entro il 2050. Ci sarà poi il problema dell’innalzamento del livello dei mari che, per quanto riguarda la Cina, interesserà soprattutto la costa orientale e quella meridionale, minacciando metropoli come Shanghai e Hong Kong. I delta dei grandi fiumi potrebbero trasformarsi in immense paludi, riducendo ulteriormente le aree abitabili e coltivabili.

Il rapporto Onu non fa accenno al problema della desertificazione avanzante. Pechino ha predisposto un piano di deviazione dello Yangtze che dovrebbe portare acqua alle zone settentrionali più aride. La Cina ha addirittura ridotto la propria produzione di legname, nel tentativo di non distruggere ulterioremente le foreste, unica barriera naturale contro tempeste di sabbia che arrivano fino al Giappone e, addirittura, alle Hawai.
Tuttavia, il documento approvato a Bruxelles è per ora una “riduzione per politici” che indica solo le tendenze più generali.
Ricorda però che la diminuizione delle risorse naturali disponibili, causata del global warming, renderà sempre più intensivo lo sfruttamento di quelle residue: sarà ancora più problematico percorrere uno sviluppo sostenibile.

Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC): “Climate Change 2007” - Summary for Policymakers (file .pdf)

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7 Responses to “Global warming: quali i rischi per la Cina?”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Un rapporto attendibile? Says:

    [...] Vedi anche: Il Dao della politica (e dell’ecologia) (19 maggio 2007) Global warming: quali i rischi per la Cina? (10 aprile 2007) Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (16 marzo 2007) Ambiente: la Cina specchio delle nostre contraddizioni (8 novembre 2006) Foggy Beijing (15 settembre 2006) [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Costi umani Says:

    [...] Global warming: quali i rischi per la Cina? [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Il prezzo del global warming Says:

    [...] Global warming: quali i rischi per la Cina? [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Verde Cina Says:

    [...] Global warming: quali i rischi per la Cina? [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Global warming, calcoli e tecnologia Says:

    [...] G8 dell’Aquila è stato raggiunto un apparente accordo sul riscaldamento globale. Si tratta di una bozza che indica obiettivi a lungo termine e che, nelle intenzioni dei firmatari, [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » Kirghizistan, colpa della Cina assetatrice Says:

    [...] Global warming: quali i rischi per la Cina? [...]

  7. Chen Ying » Blog Archive » L’imprevedibilità del monsone Says:

    [...] Global warming: quali i rischi per la Cina? var a2a_config = a2a_config || {}; a2a_localize = { Share: "Condividi", Save: "Salva", Subscribe: "Abbonati", Email: "E-mail", Bookmark: "Segnalibro", ShowAll: "espandi", ShowLess: "comprimi", FindServices: "Trova servizi", FindAnyServiceToAddTo: "Trova subito un servizio da aggiungere", PoweredBy: "Fornito da", ShareViaEmail: "Condividi via email", SubscribeViaEmail: "Abbonati via email", BookmarkInYourBrowser: "Aggiungi ai segnalibri", BookmarkInstructions: "Premi Ctrl+D o Cmd+D per aggiungere questa pagina alla lista dei segnalibri", AddToYourFavorites: "Aggiungi ai favoriti", SendFromWebOrProgram: "Invia da un indirizzo email o client di posta elettronica", EmailProgram: "Client di posta elettronica" }; a2a_config.linkname="L’imprevedibilità del monsone"; a2a_config.linkurl="http://www.chen-ying.net/blog/2010/04/27/limprevedibilita-del-monsone/"; [...]

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