Il Dao della politica (e dell’ecologia)

Statua di Laozi 

Si parla sempre più spesso del revival confuciano in Cina, ma anche l’altra grande dottrina classica, il taoismo, sta vivendo una fase di rinascita.
In molti casi, sono proprio alti funzionari della nomenklatura comunista a promuoverne il recupero.
La “società armoniosa” indicata da Hu Jintao come nuovo orizzonte politico, può insomma essere perseguita sia attraverso il sistema di regole e rituali del neoconfucianesimo in salsa ipercapitalsocialista sia, secondo alcuni, attraverso la ricerca dell’armonia del Dao. E si dice addirittura che diversi membri di spicco del PCC, come gli antichi funzionari imperiali, siano “confuciani di giorno, taoisti di notte”.

A fine aprile, a Xi’an, si è tenuto il Forum Internazionale Taoista, che ha riunito 300 delegati provenienti da 17 Paesi. E’ stato il primo summit di questo genere organizzato in Cina da 50 anni a questa parte.
Nel suo messaggio augurale, Jia Qinglin, quarto membro nella gerarchia del Comitato permanente del Politburo, ha espresso la posizione ufficiale delle autorità: “Il Taoismo non è solo una gemma preziosa del tesoro culturale cinese, ma una ricchezza spirituale comune a tutta l’umanità”.
Un altro alto funzionario, la signora Liu Yandong, ha sottolineato l’attualità del Dao De Jing, che esprime “le aspirazioni della nazione cinese per la felicità e l’armonia“.

Dopo una prima fase di repressione all’indomani della presa di potere, il Partito comunista riammise la dottrina del Dao, controllandola attraverso l’istituzione (1956) della Chiesa (o Associazione) Taoista Cinese.
In epoca denghiana furono riaperti i templi, probabilmente per ragioni del tutto prosaiche: gli introiti economici legati al culto e al turismo.

Ma oggi c’è di più: al di là degli slogan, quali sono gli elementi che rendono il Taoismo del tutto attuale?
Martin Palmer, segretario generale dell’Alliance of Religions and Conservation e traduttore del Dao De Jing  in inglese mette l’accento sulla questione ecologica: “Noi umani siamo fondamentali per mantenere l’equilibrio del qi nel mondo. E se un governante si comporta come se avesse “inventato il mondo”, non agisce bene.
Nella “Dichiarazione sull’ambiente” del 1995, l’Associazione Taoista Cinese promuove la biodiversità, dichiarando che la ricchezza di una società dipende dal numero di specie che la popolano. Se non c’è una costante crescita in questo senso, la società è decadente.
Del luglio 2006 è invece la “Dichiarazione di Qinglin“, un vero e proprio programma operativo.

I taoisti contemporanei promuovono in sostanza una gestione ecologica di templi e monasteri, come esempio da estendere a tutta la società cinese.
Li stanno trasformando in centri dove si insegnano i metodi tradizionali e sostenibili da applicare ad arti e mestieri. Si limitano gli sprechi energetici, si coltiva ecologicamente la terra, si proteggono le risorse idriche. Perfino i tradizionali bruciatori di incenso, per evitare le emissioni nocive, sono ridotti al minimo indispensabile. 
Nel loro ruolo di guide morali, i taoisti criticano anche quelle pratiche della medicina cinese che minacciano specie animali in pericolo, come tigri, orsi e rinoceronti. Una medicina che si propone di ricercare l’equilibrio nel corpo umano, non può interrompere il flusso del Dao uccidendo esseri viventi a rischio estinzione.
Il tempio ecologico di Taibaishan – creato nel 2006 dall’Associazione Taoista Cinese in collaborazione con la provincia dello Shaanxi – è il primo centro concepito interamente per l’insegnamento del “Dao dell’ecologia”.
Il primo workshop, nel luglio 2006, ha formato 14 monaci cinesi come veri e propri “commissari ecologici” sul territorio. 

Attualmente, le autorità stanno definendo nuovi parametri per il risparmio energetico e la protezione ambientale. Le aziende che non li rispetteranno, dovranno chiudere. Hu Shaowei, economista del Centro di informazione dello Stato, dichiara esplicitamente che il futuro della Cina passa solo attraverso la crescita sostenibile.
Dao, politica ed economia stanno forse convergendo? Laozi e Zhuangzi potrebbero sostituire Sung Zi nell’ispirare una nuova generazione di manager. Intanto, i corsi di Taibaishan sono sponsorizzati dalla Ecological Management Foundation di Amsterdam.

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7 Responses to “Il Dao della politica (e dell’ecologia)”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Segnalazione confuciana Says:

    [...] Il mio articolo sul “Dao della politica” sarà tradotto in inglese e pubblicato sul sito Franzbleeker, dove sarà linkato a un’analisi sulla rinascita confuciana che muove dalle argomentazioni del prof. Kang Xiaoguang, dell’università di Pechino. In un discorso che risale ormai al 2004, il professor Kang rifiuta la democrazia liberale di stampo occidentale e sostiene che la rinascita morale della Cina può avvenire solo attraverso una forte iniezione di confucianesimo. Nel suo commento, Franz Bleeker dissente da questa tesi da un punto di vista teoretico, criticando la lettura eccessivamente schematica di Kang rispetto ad alcuni concetti fondamentali. In sostanza, dice Bleeker, Kang parla di “democrazia” e “Occidente“ facendo esclusivamente riferimento al neoconservatorismo Usa e dimenticando completamente la cultura europea. E’ una lettura interessante, anche perché ci fornisce la traduzione di alcune categorie filosofiche della nostra tradizione e di quella cinese. Eccole: – 精英, jīngyīng, élite – 知识分子, zhīshifènzǐ, intellighenzia – 自由民主主义, zìyóu mínzhǔ zhǔyì, democrazia liberale – 西方化, xīfānghuà, occidentalizzazione – 帝国体制, dìguó tǐzhì, sistema imperiale – 个人主义, gèrénzhǔyì, individualismo – 性恶论, xìng’è lùn, teoria della “malvagità naturale” dell’uomo. Homo homini lupus – 仁政, rénzhèng, governo benevolente – 中体西用, Zhōngtǐ-Xīyòng, usare strumenti occidentali, ma mantenere l’essenza cinese. [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Segnalazioni e precisazioni Says:

    [...] Come avevo anticipato, il mio articolo sul “Dao della politica” è stato tradotto in inglese e pubblicato sul sito Franzbleeker. Ecco dunque The Tao of Politics – and the Ecology per chi non avesse dimestichezza con la lingua di Dante. [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Un rapporto attendibile? Says:

    [...] Vedi anche: Il Dao della politica (e dell’ecologia) (19 maggio 2007) Global warming: quali i rischi per la Cina? (10 aprile 2007) Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (16 marzo 2007) Ambiente: la Cina specchio delle nostre contraddizioni (8 novembre 2006) Foggy Beijing (15 settembre 2006) [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Confucio e il mattone Says:

    [...] Il Dao della politica (e dell’ecologia) [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Mercato yin e yang Says:

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  6. Chen Ying » Blog Archive » Prospettiva interculturale Says:

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  7. Chen Ying » Blog Archive » Alterità e contaminazione Says:

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