Un rapporto attendibile?
Per ora, non si registrano commenti dei media cinesi alla notizia del Financial Times secondo cui un rapporto della Banca Mondiale sulle conseguenze dell’inquinamento in Cina sarebbe stato “ripulito” per ragioni di opportunità politica.
Attualmente è disponibile online proprio la presunta versione edulcorata.
Il rapporto originale, frutto del lavoro di una commissione mista, avrebbe rivelato che circa 750.000 persone muoiono ogni anno in Cina per le conseguenze dell’inquinamento, specialmente quello prodotto dai grandi agglomerati urbani.
Dopo una prima stesura, l’Agenzia di Stato per la Protezione Ambientale (Sepa) avrebbe fatto pressioni sulla commissione redattrice perché riducesse il numero di decessi collegati all’inquinamento e tagliasse le parti più compromettenti del documento, che riporta anche dettagliate mappe delle aree più a rischio del Paese.
Si tratterebbe di dati “troppo delicati, che potrebbero provocare disordini sociali“: così, uno dei redattori della ricerca ha sintetizzato la posizione cinese.
16 delle 20 città più inquinate del mondo sono cinesi. Nel rapporto sono analizzate le conseguenze sia dell’inquinamento dell’aria, sia di quello delle acque. Dalla versione ufficiale, che verrà diffusa a breve, mancano le parti che rivelano quanto segue:
ogni anno, tra le 650 e le 700mila persone morirebbero per patologie connesse alla scarsa qualità dell’aria che respirano. Altre 60mila sarebbero le vittime dell’inquinamento delle acque.
Guo Xiaomin, il responsabile cinese della ricerca, dice che le parte omesse non erano “attendibili” e avrebbero potuto “creare equivoci”.
Secondo fonti della Banca Mondiale, i temi scottanti sarebbero ancora oggetto di discussione in seno alla commissione incaricata di pubblicare la ricerca.
La questione ambientale è – con l’allargamento del benessere alla totalità della popolazione - il grande tema su cui si gioca il futuro della Cina. Non a caso, anche gli analisti economici prevedono che, in prospettiva, le fonti di rendimento più promettenti sui mercati cinesi saranno i settori delle emissioni/riduzione di anidride carbonica, dell’energia alternativa e delle risorse idriche.
Vedi anche:
Il Dao della politica (e dell’ecologia) (19 maggio 2007)
Global warming: quali i rischi per la Cina? (10 aprile 2007)
Quando l’inquinamento dà una mano all’economia (16 marzo 2007)
Ambiente: la Cina specchio delle nostre contraddizioni (8 novembre 2006)
Foggy Beijing (15 settembre 2006)
Cina Mondo Globalizzazione
luglio 3rd, 2007 at 5:26 pm
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maggio 9th, 2008 at 11:34 am
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giugno 19th, 2008 at 4:10 pm
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novembre 5th, 2008 at 3:58 pm
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gennaio 19th, 2010 at 3:13 pm
[...] impressa da una sincera consapevolezza dell’emergenza. La Banca Mondiale ha già calcolato in 750mila il numero annuale dei morti cinesi a causa dell’inquinamento. Inoltre, il dissesto ambientale (fiumi e falde inquinati, scioglimento dei ghiacciai himalayani, [...]