La legge sul contratto di lavoro

L'industria impara da Daqing, l'agricoltura impara da Dazhai (1974) - IISH Stefan R. Landsberger Collection

E’ finalmente disponibile il testo del nuovo “Statuto dei Lavoratori” cinesi o, per usare la teminologia ufficiale, ”Legge sul contratto di lavoro“.

E’ un provvedimento che regola il contratto individuale, indicandone tre tipologie:
contratto a termine, contratto a scadenza “aperta”, contratto a progetto.
Parifica anche i diritti dei lavoratori assunti da “agenzie di fornitura lavoro” – noi diremmo ‘interinali’ – con quelli degli assunti direttamente dalle aziende.

La legge – si diceva – delinea con precisione i termini del contratto individuale, ma apre uno spiraglio anche alla regolamentazione collettiva, adottabile nella contrattazione “di secondo livello” (mi si passi la semplificazione) e relativa ad alcune materie specifiche.
In pratica, i lavoratori assunti possono mettersi sotto il cappello del Zhōnghuá Quánguó Zǒnggōng Huì, il sindacato di Stato (l’unico ammesso), e contrattare con il datore di lavoro “salari, orario di lavoro, riposo, permessi, sicurezza e igiene sul luogo di lavoro, assicurazioni, benefit, eccetera”.

[Confermo che anche nel testo cinese c'è quell'"eccetera" che potenzialmente apre lo spettro delle materie regolabili da un contratto collettivo: 企业职工一方与用人单位通过平等协商,可以就劳动报酬、工作时间、休息休假、劳动安全卫生、保险福利等事项订立集体合同。集体合同草案应当提交职工代表大会或者全体职工讨论通过。]

Inoltre, tali contratti collettivi tra sindacato unico e imprese possono essere stipulati anche a livello di settore, “in industrie come le construzioni, quelle minerarie, i servizi alimentari, etc., per aree al di sotto del livello nazionale”.
Nessun contratto nazionale, quindi, ma si possono prevedere più contratti a livello di provincia.

Il nuovo provvedimento offre anche alcune garanzie – molto simili a quelle della giurisprudenza europea – contro i licenziamenti arbitrari.

Delinea infine le norme relative alle agenzie di collocamento, il lavoro part-time e la responsabilità legale dei contraenti.

Le reazioni internazionali alla legge sono state abbastanza positive, ma con alcuni distinguo.
Le organizzazioni imprenditoriali hanno espresso qualche timore sul fatto che la legge possa di fatto essere applicata solo alle aziende straniere, rendendole meno competitive rispetto a quelle cinesi.
Molti osservatori hanno invece sottolineato che i diritti del lavoro, in Cina, sono sempre estremamente avanzati sulla carta, ma non vengono poi applicati nella pratica.

Il problema sarà proprio quello di verificare quanto questa legge sarà rispettata anche dalle imprese più piccole, negli angoli remoti del Paese. Soprattutto quando si pensa che spesso gli interessi dei funzionari locali sono del tutto organici a quelli degli imprenditori. Anzi, talvolta l’una e l’altra funzione coincidono nella stessa persona.

Mi riprometto di intervistare un giurista del lavoro per analizzare il testo da un punto di vista interno alla scienza legale e per confrontarlo con la legislazione europea.
Nel frattempo suggerisco di leggere il commento di China Labour Bulletin.

La nuova legge sul contratto di lavoro

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16 Responses to “La legge sul contratto di lavoro”

  1. gandalf Says:

    Hai ragione e sarà quel che succederà: come per altre leggi (codice stradale, ambiente, etc…) resteranno fulgido esempio di come la Cina abbia legislatura tra la più avanzata al mondo.
    Ma poi, all’atto pratico, non verranno applicate neanche nelle grandi città.

  2. Chen Ying » Blog Archive » Non gioco più Says:

    [...] i costi di manodopera complessivi a un più 30-35%, complice la rivalutazione dello yuan e la nuova legge sul contratto di lavoro, che estende i diritti e obbliga gli imprenditori a farsi carico, tra le altre [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Leggi cinesi Says:

    [...] La legge sul contratto di lavoro [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Asiatici sgobboni, italiani un po’ meno Says:

    [...] La legge sul contratto di lavoro [...]

  5. Cina: lo spettro della fuga dei capitali » Panorama.it - Mondo Says:

    [...] 50,9%. Tuttavia, tra le cause dell’aumento dei salari non va trascurato il ruolo giocato dalla nuova legge del lavoro, in vigore dal 1 gennaio 2008, che avendo parificato i diritti dei lavoratori assunti tramite [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » La fine del lavoro low-cost Says:

    [...] insomma che la “Legge sul contratto di lavoro“, entrata in vigore il 1° gennaio, stia funzionando. E’ una legge calata [...]

  7. La fine del lavoro low-cost « China Blog Says:

    [...] crescono in media del 25% all’anno e questo riduce i margini di profitto. Pare insomma che la “Legge sul contratto di lavoro“, entrata in vigore il 1° gennaio, stia funzionando. E’ una legge calata dall’alto, fortemente [...]

  8. Chen Ying » Blog Archive » Cina, licenziare non conviene Says:

    [...] dati della World Bank confermano per l’ennesima volta che la legislazione cinese è piuttosto favorevole per i lavoratori. Il punto è la sua applicazione, con tutto il corollario [...]

  9. Chen Ying » Blog Archive » Ipotesi per l’anno del bue Says:

    [...] veci delle mancate esportazioni, almeno in parte? E il lavoro, che cominciava a beneficiare delle nuove leggi che lo tutelano, potrà essere trattato ancora come un costo [...]

  10. Chen Ying » Blog Archive » Disoccupazione Says:

    [...] La legge sul contratto di lavoro [...]

  11. Chen Ying » Blog Archive » Obama vs Cina Says:

    [...] il valore del renminbi, sottostimandolo per favorire il proprio export. Altre accuse riguardano i diritti del lavoro, la proprietà intellettuale e il libero accesso al mercato cinese per le imprese straniere. Bush [...]

  12. Chen Ying » Blog Archive » Instabilità Says:

    [...] La legge sul contratto di lavoro [...]

  13. Domande Says:

    Molto Utile!
    Complimenti :)

  14. Chen Ying » Blog Archive » Suicidio per una Mela Says:

    [...] La Apple ha buon gioco a scaricare ogni responsabilità sul fornitore cinese. Una laconica nota di Cupertino recita: “Siamo addolorati per la morte di un giovane impiegato e attendiamo i risultati dell’indagine… chiediamo ai nostri fornitori di trattare i lavoratori con dignità e rispetto“. Ma se per la divisione cinese del colosso taiwanese Hon Hai si tratta di una dèbacle terribile sul piano dell’immagine, la vicenda pone diversi problemi anche a Cupertino e a tutte le major occidentali che producono nella cintura manufatturiera cinese: la segretezza aziendale da proteggere a tutti i costi, il controllo dei terzisti e i diritti del lavoro. [...]

  15. Chen Ying » Blog Archive » La recessione colpisce l’emigrazione Says:

    [...] La legge sul contratto di lavoro [...]

  16. Chen Ying » Blog Archive » Il fardello del migrante Says:

    [...] governo e dalla Banca Centrale cinese per raffreddare l’economia; l’introduzione della Legge sul contratto di lavoro a partire da gennaio 2008; infine, e solo infine, la riduzione delle esportazioni causata dalla [...]

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