Attenti a quei due

Xi Jinping and Li Keqiang, Li Keqiang e Xi Jinping. Dopo la conclusione del 17° congresso del Pcc, questi sono i nomi che rimbalzano su tutti i media come possibili delfini di Hu Jintao.
Entrambi rappresentanti della quinta generazione di leader cinesi, sono entrati nel Comitato permanente del Politburo, l’organismo ristretto di nove membri che di fatto governa la Cina.
Sembra che Xi (54 anni) sia in vantaggio, se non altro perché nel ranking ufficiale precede Li: il primo è sesto della gerarchia, il secondo è settimo. Ma da qui a cinque anni – quando ci sarà il prossimo congresso del Partito - molta acqua scorrerà sotto i ponti. Li è il membro più giovane della nuova leadership, con i suoi 52 anni.
Con loro, altri due volti nuovi sono entrati nel gruppo dei nove: He Guoqiang e Zhou Yongkang.
Il congresso si è chiuso sostanzialmente nel segno della stabilità e dell’equilibrio. Hu Jintao ha apparentemente ottenuto carta bianca sulla sua linea politica e – grande successo – ha ottenuto che la parola d’ordine dello “sviluppo scienetifico” entrasse nella costituzione. Tuttavia, per alcuni commentatori, il vero demiurgo del congresso è stato Jiang Zemin.
L’ex segretario e presidente - che incarna l’ala ultraliberista del potere cinese – ha collocato alcuni dei suoi nelle posizioni chiave. Lo stesso Xi Jinping è considerato più vicino a lui che a Hu, anche se è diventato leader del partito a Shanghai dopo la defenestrazione per corruzione di Chen Liangyu, uno dei protetti di Jiang.
Li Keqiang è invece “in quota” Hu Jintao.
Dobbiamo quindi attenderci cinque anni di ricerca in direzione di un delicato equilibrio tra le esigenze del boom economico e la necessità di governarlo. Tra l’allargamento del benessere – anche per evitare sommosse popolari - e le ragioni dell’ambiente, non più procrastinabili. Tra le aspettative del nuovo ceto medio urbano e quelle dei contadini, dei migranti interni e dei nuovi poveri delle città.
Perché questa navigazione tra le rapide abbia qualche probabilità di successo, Hu ha bisogno di controllare rigidamente il processo di sviluppo. Infatti ogni apertura sul piano della democrazia è stato rimandato al 2020, data che nella Cina attuale assume aspetti taumaturgici. Non è possibile lasciare libero corso alle individualità – e quindi alle forze produttive – senza mettere a rischio il delicato equilibrio che si va ricercando.
Non mi dilungo ulteriormente con il commento degli esiti del congresso perché non farei che ripetere quello che è già stato scritto meglio altrove.
Segnalo invece alcuni articoli:
- China Daily: profilo dei nuovi membri e le conclusioni di Hu in pillole.
- Bbc: l’ascesa dei “principini” e i due principali rivali alla successione. Giochi del tutto aperti.
- Asia Times: dal congresso emerge la contraddizione tra dinamismo del Paese e ingessatura del potere politico; il vero vincitore è Jiang Zemin.
- Financial Times: i giochi per la successione sono del tutto aperti, ma il vincitore è Hu, anche per l’uscita dal Comitato dei vecchi membri filo-Jiang.
Cina Mondo Globalizzazione
ottobre 26th, 2007 at 12:27 am
[...] Chi è Peng Liyuan? A noi il nome dice pochissimo, ma la signora Peng – 45 anni – è nientepopodimeno che la più famosa cantante folk cinese, un maggiore dell’Esercito popolare di liberazione e la moglie di Xi Jinping, il più accreditato successore di Hu Jintao alla guida della Cina. Non solo: nel segno del tradizionale accumulo di cariche dei potenti cinesi e di un presenzialismo quasi italiano, Peng Liyuan è anche ambasciatrice del Dragone nella lotta contro l’Aids e la star più inquadrata durante la recente cerimonia di conto alla rovescia verso Pechino 2008. [...]
maggio 1st, 2008 at 2:40 pm
[...] da una irrigidimento del controllo dei media e nelle restrizioni a internet in preparazione al 17esimo congresso del Partito, sono stati inoltre incarcerati sempre più web-giornalisti e blogger“. Anche se la [...]