La lady antipop

 

Chi è Peng Liyuan?
A noi il nome dice pochissimo, ma la signora Peng45 anni – è nientepopodimeno che la più famosa cantante folk cinese, un maggiore dell’Esercito popolare di liberazione e la moglie di Xi Jinping, il più accreditato successore di Hu Jintao alla guida della Cina.
Non solo: nel segno del tradizionale accumulo di cariche dei potenti cinesi e di un presenzialismo quasi italiano, Peng Liyuan è anche ambasciatrice del Dragone nella lotta contro l’Aids e la star più inquadrata durante la recente cerimonia di conto alla rovescia verso Pechino 2008.

Ma il bel canto è indubbiamente il suo regno, tant’è che non disdegna apparizioni come cantante d’opera, sia in Cina sia in Occidente, dove ha recitato la parte dell’eroina Mulan nell’omonima opera suonata dall’orchestra sinfonica del Brandeburgo.

Immaginatevi se possibile un incrocio tra Iva Zanicchi, Maria Callas e Nilde Jotti: avrete così la signora Peng.
In questi giorni, a capo di una quarantina di musicisti, ha firmato una petizione per il boicottaggio della musica online “malsana”.
“I lavoratori della musica – recita il testo dell’appello – dovrebbero fare grande attenzione a ciò che procura onore o disonore al socialismo”.
E’ un messaggio rivolto a quei cantanti cinesi che potrebbero essere tentati da testi “indecenti” e “volgari”. Un invito a prediligere più classici gorgheggi che si suppone piacciano alla gioventù la quale, dal canto suo, impazzisce invece per cantanti taiwanesi come la star Jay Chou.

La petizione prende di mira soprattutto testi come quello di “Na Yi Ye” – “Quell’unica notte” -  di Xie Jun, una canzone che racconta di una notte brava a base di ubriachezza e variegata deboscia. Ha avuto un grande successo e rivela un processo più diffuso e profondo: i giovani cinesi scaricano musica dalla Rete passando attraverso le maglie della censura. L’intervento di Peng Liyuan e della sua brigata moralizzatrice vorrebbe invertire la tendenza.

Madame Peng è famosa nel suo Paese perché compare spesso in scena indossando abiti tradizionali han o delle minoranze etniche. Le sue tournée non mancano mai di fare il giro delle guarnigioni militari, dove i soldati vengono ammaliati dal suo canto patriottico, che mischia temi della tradizione han con quelli delle minoranze che popolano il Tibet, lo Yunnan e il Sichuan.

I suoi successi hanno titoli come “Noi siamo il Fiume Giallo”, “Nella terra della speranza”, “Sorella del Partito”, “Vecchi compagni del villaggio”, “Noi siamo il monte Taishan” e dipingono una società cinese armonica, del tutto in linea con il progetto del presidente Hu Jintao.
L’ondata moralizzatrice in ambito musicale arriva a cavallo di quella analoga sulle “immagini ineleganti“, che ha colpito anche Lust, Caution, il film di Ang Lee trionfatore a Venezia.

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One Response to “La lady antipop”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Cina, il futuro leader Says:

    [...] La lady antipop [...]

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