Trashing the Beijing Road

Nell’Economist oggi in edicola e online, c’è il reportage dell’unico giornalista occidentale presente a Lhasa durante i giorni della rivolta (credo sia mantenuto anonimo per ragioni di sicurezza).
Tralascio le analisi, pur interessanti, e riporto la cronaca dei fatti.
Secondo l’inviato, i disordini sono scoppiati dopo che la polizia ha picchiato due monaci (versione tibetana, i cinesi hanno detto che i monaci avevano lanciato pietre contro le forze dell’ordine) e da Beijing Road, il principale viale di Lhasa, si sono allargati alla città vecchia, dove i negozi degli han e degli hui (minoranza mussulmana che ha il quasi-monopolio del commercio della carne) sono stati messi a ferro e fuoco.
Gli han sono stati picchiati e molti sono rimasti chiusi in casa a luci spente per non rivelare la propria presenza.
Le autorità hanno inviato i vigili del fuoco per spegnere i principali incendi, hanno circondato la zona ma non sono intervenute per due giorni, suscitando la rabbia degli han che hanno perso tutto. E’ opinione del reporter che questo atteggiamento sia stato motivato dal timore che un intervento repressivo troppo energico avrebbe provocato il boicottaggio delle olimpiadi.
Il 15 marzo le “forze paramilitari” hanno ripreso gradualmente il controllo di Lhasa occupando anche i tetti delle abitazioni ma – sempre secondo l’inviato dell’Economist – non hanno esercitato forme eccessive di violenza: pochi e isolati gli spari. Il Potala è stato chiuso e i principali monasteri sono stati circondati.
Testimonianze tibetane parlano di arresti arbitrari e pestaggi di giovani da parte delle forze di polizia.
Il 18 marzo sono stati allontanati i turisti.
Pare che nelle altre località del Tibet e delle regioni con forte presenza tibetana, a differenza di Lhasa, le proteste abbiano preso di mira i simboli del potere politico e le proprietà del governo centrale.
The Economist: Trashing the Beijing Road
Cina Mondo Globalizzazione
marzo 21st, 2008 at 4:30 pm
Fortunatamente, grazie alla rete, il popolo tibetano non solo. Numerose sono le manifestazioni indette in tutto il mondo. In Italia, a Roma, sono andata ad assisterne ad una, tenuta il 19 marzo scorso. Sono intervenuti numerosi politici di tutti gli schieramenti. Ho raccolto delle interviste audio che mi piacerebbe che tu ascoltassi su http://fragmenta.blogosfere.it/2008/03/interviste-audio-1.html. Per adesso, grazie per il tuo articolo.