Consigli per la visione

Scrivo con colpevole ritardo sull’Udine Far East Film, che ho seguito nelle tre giornate conclusive.
Quest’anno il festival ha celebrato la decima edizione, registrando la sua piena maturità e una crescita costante nel tempo.
Le cifre: oltre 50 mila spettatori, partecipazioni di attori, registi, operatori dello show biz per un totale di 1100 presenze da una decina di Paesi, circa 200 giornalisti e 42 rappresentanti di festival internazionali; il bookshop, ha venduto circa 1500 pezzi tra libri e Dvd.

Quanto ai film cinesi, ho da segnalarne un paio di registi esordienti che mi sono piaciuti molto:
Lucky Dog, di Zhang Meng, e Ta Pu, di Wang Wei (che è anche attore protagonista).

Non mi dilungo in recensioni perché quelle del sito del Festival sono abbastanza esaurienti, ma ho maturato un’idea: che in Cina ci sia attualmente così tanto da vedere, dire, raccontare, che è del tutto superfluo fare film di “fiction”, intesa come invenzione, fantasia (di cui hanno bisogno invece molti film di Hong Kong, Giappone, Corea). La realtà ha già una forza narrativa sufficiente.
I due film in questione sono infatti ascrivibili all’ondata realista  – non priva di elementi ironici – di cui in Italia abbiamo già goduto con i primi film di Zhang Yimou e con il vincitore di Venezia 2006, “Still Life” di Zhang Ke Jia.

Che si tratti di un prepensionato metropolitano alle prese con un mondo già non più suo o di un gruppo di contadini alla ricerca di elevazione sociale, la Cina dei perdenti tagliati fuori dal boom ha una forza che nessun inseguimento farcito di pistolettate eguaglia. Poco importa la sfasatura temporale tra le due storie raccontate, il nuovo millennio nel primo e gli immediati anni post-rivoluzione culturale nel secondo caso: c’è una matrice comune ed è poesia pura, quella dei fiori che crescono nelle discariche. Ci sono anche i silenzi l’alternarsi di vuoto e pieno, soprattutto in Ta Pu.
Ma gli italiani hanno paura del vuoto.

Infatti il pubblico sembra apprezzare maggiormente gli inseguimenti di cui sopra – si vedano i vari “Audience award” – i film di genere, horror, polizieschi, melodrammi in costume e via dicendo. I bambini cercano sempre l’identificazione e la reiterazione, non l’alterità che spiazza.
Grande merito va quindi alla direzione del Festival, che mantiene uno sguardo a 360° sul cinema d’Oriente, anche se mi pare di ravvisare qualche cedimento alle ragioni dell’audience. Poco male, se questo è il prezzo da pagare perché il Far East continui a vivere e a lottare insieme a noi.

Non credo – lo scrivo sperando di essere smentito – che  Lucky Dog e Ta Pu  saranno distribuiti in Italia: procuratevi i dvd al Cec di Udine o con i soliti metodi più o meno legali.

Altri film che ho visto, con il mio personalissimo voto da 1 a 5 (Lucky Dog e Ta Pu prendono 5)

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One Response to “Consigli per la visione”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Il kolossal dei Tre Regni Says:

    [...] Consigli per la visione [...]

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