Giornali, il mondo al traino di Cina e India

Sorpresa: non è vero che i giornali cartacei stiano irreversibilmente declinando, almeno a livello globale.
Lo ha affermato la World Association of Newspapers (Wan) nel suo studio “World Press Trends“: nel 2007 sono state vendute 18milioni di copie in più dell’anno precedente, cioè un +2,98% che diventa +9,39 se si considerano gli ultimi 5 anni.
Alla stampa cartacea va anche la maggior parte della pubblicità destinata ai media, il 40%.

In Occidente invece la stampa tradizionale sta perdendo colpi, tant’è che gli editori più saggi ormai puntano all’integrazione, con scambi sempre più fitti e studiata divisione del lavoro tra testata in edicola e corrispettivo web.

Come si spiegano allora i dati della Wan? Semplice: Cina e India, da sole, hanno visto un aumento complessivo di 18,4 milioni di copie vendute – più del totale globale – e l’80% dei Paesi del mondo sta vivendo una crescita della circolazione dei giornali cartacei connessa all’aumento di benessere e scolarizzazione.
Sono proprio Stati Uniti e vecchia Europa, la parte più ricca, a segnare invece un calo.

A risollevare le sorti del cartaceo, anche nell’Occidente sviluppato, ci pensano i free-press, che rappresentano ormai il 7% dei quotidiani a livello globale e ben il 23% in Europa.
I giornali gratis portano la crescita complessiva anno su anno a un +3,65%, che diventa +14.3 se si valuta il periodo 2003-2007.
Ogni giorno si vendono al mondo 532 milioni di giornali; se si considerano anche i free-press, la circolazione stimata è di 573 milioni di copie. I lettori sono 1,7 miliardi.

74 dei 100 quotidiani più venduti sono pubblicati in Asia. Di questi, 62 si suddividono tra Cina, Giappone e India.
I 5 maggiori mercati per i quotidiani sono:

  • Cina107 milioni di copie vendute ogni giorno
  • India - 99 milioni
  • Giappone - 68 milioni
  • Usa - 51 milioni
  • Germania - 20,6 milioni

I giornali cinesi continuano ad avere ottime performance: +3,84% in un anno e +20,69 in cinque. Questa crescita traina anche gli investimenti pubblicitari: le revenues sono cresciute nel 2007 del 16,13% e del 49,39 negli ultimi cinque anni.
Le vendite crescono anche a Hong Kong (+2,50 ma -8,89 sul lungo periodo), Macao (+2,70 e +12,43) e Singapore (addirittura +16 nell’ultimo anno e +16,44 in cinque); scendono invece a Taiwan (-4,76 e -11,11).

C’è anche un’informazione curiosa: i lettori cinesi trascorrono in media 48 minuti al giorno con il proprio giornale. Questo li colloca al terzo posto, con i finlandesi, nella classifica del tempo dedicato alla lettura del quotidiano. Sono preceduti da turchi (74 minuti) e belgi (54).

Le vendite sono cresciute soprattutto in Sud America (+6,72%) e Asia (+4,7%), mentre sono calate in tutte le altre regioni del mondo, con il record negativo dell’Oceania (-4,28%).
Nella Ue le vendite sono calate del 2,37%, in Italia dello 0.29; boom in Bulgaria (+7.20%), crollo in Lettonia (-26,48%).
Se però si considerano i free-press, la circolazione nell’Unione è cresciuta del 2% in un anno e addirittura del 9,61% in cinque.

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