Inquinamento olimpico

In questi giorni si parla molto del quasi sicuro fallimento delle autorità cinesi nel fare fronte al problema dell’inquinamento di Pechino entro l’inizio dei Giochi. Non è escluso che qualche misura dell’ultima ora permetta di rendere meno brutta la figuraccia, ma il problema è un altro: e dopo?
I tentativi di più ampio respiro non sembrano avere prodotto finora grandi risultati, la Pechino che si vede in questi video è la stessa che ho conosciuto io esattamente due anni fa (vedere per credere), complice il particolare clima di agosto, con temperature attorno ai 30° e umidità al 75-80%.

Il tema rischia di diventare l’ennesima fonte di incomprensione tra Pechino e il resto del mondo. Se l’Agenzia di Stato per la Protezione Ambientale (Sepa) rilascia quotidianamente notizie che sottolineano gli sforzi compiuti dalla Cina per affrontare il problema, i media occidentali non fanno sconti, anche se gli ultimi eventi atmosferici sembrano portare pioggia e vento purificatori: del resto la realtà è sotto gli occhi di tutti, c’è poco da fare.

Con un distinguo: i pechinesi, abituati da decenni a questo clima, non ci pensano troppo e corrono a comprare i biglietti per le gare. 7 milioni di tagliandi venduti e solo 500mila turisti stranieri in arrivo (contro le iniziali previsioni di 1 milione e mezzo). Olimpiadi sempre più a uso e consumo dei cinesi e del loro orgoglio nazionale: “One world, one dream“, ma forse questo mondo non è mai stato così poco unito.

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One Response to “Inquinamento olimpico”

  1. Chen Ying » Blog Archive » La cerimonia in anteprima Says:

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