Spazzacina

 

Il mondo è letteralmente sommerso dai rifiuti.
Ogni anno ne vengono prodotti per oltre 2,1 miliardi di tonnellate: 566 milioni sono generati dai Paesi ad alto reddito (che comprendono i membri Ocse), 986 da quelli a medio-reddito (tra cui Cina e India), 569 dai Paesi poveri.

In rapporto alla popolazione il maggior peso spetta al mondo ricco – quello che consuma di più – dove ogni individuo produce 1,4 kg di spazzatura al giorno, contro lo 0,8 e lo 0,6 rispettivi dei Paesi middle e low-income.

Tuttavia il livello di spreco delle economie sviluppate è rimasto inalterato negli ultimi anni grazie alle politiche di riciclo, mentre è ancora una volta il boom dei Paesi in via di sviluppo a preoccupare: nel 2004, la Cina ha superato gli Stati Uniti come massimo produttore di rifiuti del pianeta ed entro il 2030 è destinata a generarne 500 milioni di tonnellate l’anno.

Si calcola che per fare fronte a questa emergenza il Dragone dovrà aumentare di otto volte le proprie spese nel trattamento della spazzatura e costruire 1.400 nuove discariche: più o meno lo stesso numero di quelle attualmente operative negli Stati Uniti.

Ma non tutti i Paesi scelgono lo stesso metodo per liberarsi da questo fardello. Se per esempio le discariche accolgono percentuali tutto sommato paragonabili di rifiuti americani (43%) e cinesi (55%), la Turchia vi ricorre per ben il 97,8% della propria spazzatura.
E se i giapponesi inceneriscono il 79,6% della propria immondizia, i dirimpettai oltre la Grande Muraglia ne “mandano in fumo” solo il 2,5% (12,5% nel caso degli americani).

Il riciclo, poi, è materia che riguarda quasi esclusivamente i Paesi sviluppati: Usa, Francia e Gran Bretagna rimettono in circolazione circa il 30% dei propri rifiuti.
Dove non esistono politiche per il recupero, sono i poveri a svolgere il ruolo di “spazzini ecologici“: si calcola che al mondo siano 15 milioni le persone che vivono riciclando, riutilizzando o rivendendo i materiali di scarto trovati nelle discariche.
Un caso esemplare è il Brasile, che ha uno dei tassi più alti di riciclo dell’alluminio (94%) grazie a circa 500mila persone che campano quotidianamente raccogliendo rifiuti, tra cui le “preziose” lattine.

Guiyu: la Cina smaltisce anche l’E-waste made in Usa


Vedi anche:

Share

9 Responses to “Spazzacina”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Fare business con il clima Says:

    [...] Spazzacina [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » La legge sull’economia circolare Says:

    [...] Spazzacina [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Ecologia informatica Says:

    [...] Spazzacina [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Computer ed emissioni Says:

    [...] Spazzacina [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Col vento in poppa Says:

    [...] Spazzacina [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » Discarica Pechino Says:

    [...] amico di Pechino è stupefatto dalla velocità con cui ogni tipo di spazzatura scompare. “Basta lasciarla da qualche parte – dice – e stai sicuro che nel giro di un paio [...]

  7. Chen Ying » Blog Archive » Giustizia vs necessità Says:

    [...] Spazzacina [...]

  8. Chen Ying » Blog Archive » Tecnologie verdi e commercio diseguale Says:

    [...] Spazzacina [...]

  9. Chen Ying » Blog Archive » Senza terra Says:

    [...] Non solo: con la crisi, i prezzi dei materiali trovati nelle discariche si sono ulteriormente ridotti, colpendo i raccoglitori-rivenditori. [...]

Leave a Reply