Mercato yin e yang

 

Socialismo finanziario o capitalismo rosso? La crisi Usa scompagina le carte e mentre il piano da 700 miliardi di dollari dell’accoppiata Paulson-Bush per salvare Wall Street viene accusato dai liberisti duri e puri di essere un’eresia poco meno che comunista, i piccoli investitori del Dragone guardano con timore al virus che arriva dall’America.

I cinesi hanno una vera e propria passione per la casa e il mattone non è solo un bene rifugio, bensì uno status-symbol e un “valore“. Tuttavia i mutui e i prodotti finanziari a rischio non hanno attecchito al di là della Grande Muraglia, gli acquirenti tendono a non esporsi oltre le proprie possibilità e spesso comprano casa in contanti.
Le banche, anche quelle che si sono lanciate in investimenti sui mercati americani, hanno un surplus di liquidità che dovrebbe metterle al riparo da crolli improvvisi.

Per questo motivo, nella patria del Maoismo il mercato sembrerebbe funzionare paradossalmente meglio che in quella del capitalismo. Il boom immobiliare ha gonfiato i prezzi e ora le case costano troppo, circa 15-20 volte lo stipendio annuale del cinese medio. Il prezzo riconosciuto come “ragionevole” a livello internazionale è 3-6 volte il reddito di una persona.

E allora, molto semplicemente, in alcune città le vendite immobiliari sono crollate, in un processo molto più “naturale” di qualsiasi prodotto derivato: Xi’an -20%, Xiamen addirittura -64%.
Cina nuova patria dell’ideologia di mercato? Non proprio, perché anche qui gli apologeti del turbocapitalismo riscoprono all’improvviso le virtù dell’”aiutino” statale.

I gruppi di pressione che rappresentano gli interessi immobiliari stanno infatti chiedendo sussidi governativi indiretti – in pratica la detassazione delle transazioni e contributi per chi vuole acquistare un prima casa – per non dover abbassare i prezzi.

La giustificazione? Il mattone è il settore trainante del Paese, quello da cui il governo trae le maggiori entrate fiscali. Le stesse entrate con cui – secondo il gioco a somma zero che propongono gli immobiliaristi – bisognerebbe rifinanziare il settore immobiliare.
Lo yin capitalista contiene lo yang socialista (o viceversa) e il movimento delle cose che stanno sotto al Cielo è del tutto circolare.

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10 Responses to “Mercato yin e yang”

  1. Chen Ying » Blog Archive » La Cina e la crisi Says:

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  2. Chen Ying » Blog Archive » G20, istruzioni per l’uso Says:

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  3. Chen Ying » Blog Archive » Fate pulizia in casa vostra Says:

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  4. Chen Ying » Blog Archive » Ipotesi per l’anno del bue Says:

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  5. Chen Ying » Blog Archive » Sboom immobiliare Says:

    [...] bolla immobiliare si sgonfia un po’ dappertutto e in Cina, dove gli investimenti nelle costruzioni hanno trainato la crescita boom, i dati gettano ulteriori ombre sul futuro. E’ quanto emerge [...]

  6. Chen Ying » Blog Archive » Disoccupazione Says:

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  7. Chen Ying » Blog Archive » Investire in Cina, occhio allo yogurt Says:

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  8. Chen Ying » Blog Archive » Al traino del Dragone Says:

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  9. Chen Ying » Blog Archive » Soldi in fumo Says:

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  10. Chen Ying » Blog Archive » Germogli già appassiti? Says:

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