Tempesta di sabbia

Prima tempesta di sabbia stagionale nella regione autonoma della Mongolia Interna.
Da Xilingol, nella parte centrale dell’area, il fenomeno si è allargato per 57mila chilometri quadrati, riducendo la visibilità a meno di 800 metri.

Vento e sabbia si sono quindi mossi verso est, flagellando il nord dello Hebei, la provincia che circonda Pechino.
Le tempeste di sabbia sono frequenti nel periodo compreso tra febbraio e maggio e durano fino a 10 giorni.

A complicare la situazione contribuiscono il disboscamento e il dissesto idrogeologico che da almeno trent’anni erodono le aree verdi nel nord della Cina, dove il deserto avanza. Quest’anno ci si è messa anche la peggiore siccità degli ultimi 50 anni.

Nel romanzo il Totem del lupo, già definito “il primo romanzo ecologista della letteratura cinese”, Jian Rong racconta come tutto cominciò: con la graduale colonizzazione della Mongolia Interna da parte dei cinesi han e la sostituzione della tradizionale economia – basata sulla pastorizia - con lo sfruttamento intensivo del suolo.

Negli ultimi anni il governo cinese ha investito decine di miliardi di yuan per impiantare alberi, ma il problema non è di facile soluzione. Si tratta infatti di ricostituire gli antichi equilibri ecologici, il che contraddice le esigenze dell’economia.

L’erba della prateria funziona meglio degli alberi per evitare le tempeste di sabbia, ma perché resista alla desertificazione è necessario che si ricostituiscano gli antichi rapporti uomo-natura: pochi umani e pochi animali che si integrino con i cicli biologici del territorio.

In un articolo del 2007, Jiang Gaoming, dell’Accademia Cinese delle Scienze, sosteneva che le aree aride e semi-aride possono sostenere solo una o due persone per chilometro quadrato. In Cina, la densità in queste zone è invece di oltre 10 persone. “Gli abitanti originari erano nomadi che si muovevano alla ricerca di erba e acqua, dando tempo alla prateria di riformarsi. Ma ora sono diventati sedentari, aumentando la pressione sull’ambiente e inevitabilmente danneggiandolo”.
Secondo Jiang, si tratterebbe quindi di dare incentivi economici a questa gente affinché muova verso le città.

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3 Responses to “Tempesta di sabbia”

  1. Chen Ying » Blog Archive » Verdi speranze Says:

    [...] Tempesta di sabbia [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Nevica, il global warming non esiste Says:

    [...] perché a Pechino l’emergenza clima è reale, fa paura. Come abbiamo già sottolineato, la desertificazione avanza e ogni occasione è buona per aumentare i volumi d’acqua della città. Disagi o non disagi, [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Una notizia biodiversa Says:

    [...] Tempesta di sabbia [...]

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