Xinjiang, il radio reportage, la mostra reale e quella virtuale

Oggi comincia la mostra delle mie foto sui Volti della Cina di confine.
Ed ecco finalmente il radio reportage – che firmo con PeaceReporter:
Xinjiang, il Far West del Celeste Impero
Cliccate con il tasto destro del mouse sul link e scaricate il file mp3 se volete sentirvelo in santa pace, oppure ascoltatelo direttamente in streaming da qui (cliccando sulla freccetta). Dura 20 minuti circa.
In parallelo con l’esposizione “reale”, i paesaggi della regione autonoma diventano anche una mostra fotografica virtuale su Second Life: Sulla Via della Seta.
Le mie foto e il radio reportage sono infatti ospiti di un “museo” creato ad hoc sull’isola di Decoder, per tutto il periodo dell’esposizione in real life alla Casa del Pane (dal 24 al 29 marzo).
Il passaggio senza soluzione di continuità tra i paesaggi di Second Life e il caleidoscopio di colori dello Xinjiang reale vuole essere un esperimento percettivo a cavallo tra realtà fisica e virtuale, per mettersi alla prova su diversi media, facendoli interagire.
Vi assicuro che entrare nel “Misterioso Canyon del Tian Shan“, ricreato magicamente da Serena Zonca (a.k.a Juliet Chambers) sull’isola di Decoder, è stato per me sorprendente, uguale alla realtà e al tempo stesso diverso: un ampliamento cognitivo?
Chi sono gli altri artefici di questo esperimento?
Decoder è un avamposto permanente di sperimentazione cross-reality, un progetto della casa editrice milanese Shake Edizioni diretto da Serena Zonca.
La ShaKe nasce nel 1988. Tra le diverse attività, ma già a partire dal 1985, su iniziativa di Primo Moroni, fondatore della libreria Calusca City Lights, si era formato un gruppo per la creazione di una rivista che proiettasse il dibattito politico oltre gli anni Ottanta e sperimentasse in maniera nuova i territori dell’arte, della cultura cibernetica e delle controculture. Il suo nome era “Decoder”.
In 20 anni di attività indipendente, ShaKe ha costruito un catalogo di circa 150 titoli che spaziano dalla cultura cyberpunk alla letteratura di genere, dalle controculture al mediattivismo, passando per i movimenti e le loro molteplici capacità comunicative nell’arte come nella politica.
L’isola Decoder in Second Life nasce nel giugno 2007 con la costruzione di una struttura post-industriale su un terreno nero, parzialmente sepolto dalle acque, creata da Alessandro Bordicchia e Leandro Agrò. L’inaugurazione coincide con l’apertura della mostra antologica del Prof. Bad Trip, illustratore delle copertine della rivista Decoder, prematuramente scomparso.
Il progetto è ripartito con una serie di iniziative, tra cui la conferenza del 5 marzo sui mondi virtuali alternativi a Second Life e l’evento Border del 20 marzo, trasmesso in entrambi i mondi con mostre e video realizzati in entrambe le realtà.
Per chi non ha familiarità con Second Life
Andate sul sito www.secondlife.com, cliccate su “Get Started” e seguite la procedura di attivazione.
Quando avete creato il vostro avatar (cioè voi stessi nel mondo virtuale), inserite in un browser a vostra scelta il seguente url:
http://slurl.com/secondlife/Decoder/234/32/990
Sarete immediatamente “teletrasportati” all’interno della mostra virtuale. Occhio che si vola!
E se ancora non basta, contattate per informazioni: julietcalvin@hotmail.com
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