Sul confine

Le foto | lo slideshow

Esce all’improvviso da dietro un albero, carica il lancio con un movimento rabbioso ma il sasso cade in acqua piuttosto lontano dalla barca. “Biè paizhao!“, non fotografare, mi urla il barcaiolo, mentre sto cercando di scattare la seconda.
E’ questo il momento più teso di un week-end con vista sul Paese dei reietti.
I soldati nordcoreani sono sbucati dal terrapieno a quindici metri da noi, nel punto più vicino alla rete che divide il loro Paese dalla Cina. Il barcaiolo cinese mi ordina di fotografare solo “Zhongguo“, alla nostra destra, la Corea del Nord è meglio lasciarla perdere.

Queste foto sono state scattate tra Dandong, l’ultima città cinese prima della Corea del Nord, e Hushan Changcheng, lo spezzone più orientale della Grande Muraglia dove il fiume Yalu, che divide i due Paesi, è largo in alcuni punti non più di dieci metri.
Siamo nei giorni di giugno in cui il regime di Pyongyang ha riproposto la sua sfida al mondo: un test nucleare e il lancio di alcuni missili balistici, con le minacce di rito alla Corea del Sud. Il “caro leader” Kim Jong-il, indebolito da un ictus, ha anche scelto il proprio erede, il terzogenito Kim Jong-un.

Due Paesi “fratelli” ma due mondi contrapposti. Da un lato la scoppiettante esuberanza tutta neon, business e musica assordante della nuova Cina; dall’altro il silenzio, la vita rurale, l’isolamento, simboleggiati da una ruota panoramica che nessuno ha mai visto girare.
E i cinesi, intraprendenti, costruiscono il loro business sul “turismo della tensione“.

Un reportage più ampio comparirà prossimamente su altri media

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5 Responses to “Sul confine”

  1. bibi - benny Says:

    absolutely marvellous pictures gab, congrats. liked especially the one with the river in the middle and the two nations on the banks… it reveals a lot about the lands themselves!
    do you know how the chinese feel about their neighbours (well, apart from the binoculars… :-) ? afraid? respectful? joking about them?

  2. Chen Ying Says:

    It looks like Chinese feel they are a bunch of fool, like monkeys in a cage, and more recently they are also a little angry toward them. Something like: “ehi, we are protecting you and dealing with international pressures and you behave like fools with your damn’ escalations!”
    Definitely it’s a sort of superiority complex, but every Chinese I talked to speaks of “them” as if “we” share a common code and even culture, while “they” come from Mars.

  3. Chen Ying » Blog Archive » Dongbei (东北) on the road Says:

    [...] giù a sudest, verso il confine con la Corea del Nord. La campagna è verde e rigogliosa, sembra la pianura padana quando si approssima alle colline [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Turismo della tensione 02 Says:

    [...] seguito al mio pezzo sul confine sino-coreano, comparso poi per esteso su Peacereporter, per segnalare un articolo dell’Independent su [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Radio reportage: Dongbei on the road Says:

    [...] Sul confine [...]

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