Mongolia

Quando arriviamo alla sua gher (yurta) dopo una cavalcata al freddo e al gelo, lui non c’è. Dalban è partito di buona mattina seguendo le tracce nella neve. Poi ha trovato la tana, con i cuccioli, e li ha uccisi tutti. Mamma lupa aveva ammazzato alcune sue capre proprio per nutrire i piccoli, lui ha dovuto farlo. Ma la storia, probabilmente non finirà qui. La lupa farà altri cuccioli e insidierà ancora il gregge di Dalban.
Questa è la Mongolia, dove l’ancestrale lotta uomo-lupo continua nel rispetto reciproco e con le spietate regole del gioco. E’ un’economia del riciclo realizzata, dove nulla si spreca: dai cavalli (ce ne sono trenta per ogni essere umano), che diventano carne quando sono troppo vecchi per cavalcare, alla merda, buona per il falò e altri usi.
Ulaanbaatar, la capitale, ha vissuto come tutti centri urbani un processo di urbanizzazione: dei 2 milioni e 600mila mongoli, più di un milione ormai vive lì. Ma restano nomadi: si costruiscono la casetta di legno in una periferia che è già prateria e ci piazzano di fianco la gher dove, si capisce, passano la maggior parte del tempo.
Eppure anche qui la terra chiama. Khuu, la mia guida che sogna di insegnare inglese in un villaggio, indica un torrente e mi dice che l’anno scorso c’era più acqua. Però – aggiunge – lo stile di vita dei mongoli è una garanzia, qualcosa che potrebbe insegnare molto a tutto il pianeta. L’urbanizzazione sta già lasciando il posto a un movimento inverso, di ritorno alla vita nomade e alla steppa. Si mettono via due soldi a Ulaanbaatar – se si riesce – e poi si investono in cavalli, yak e capre da pascolare altrove. E pochi chilometri fuori dalla capitale le strade sono già sterrate. E’ già prateria.
Siamo nei giorni delle elezioni presidenziali e chi vincerà dovrà occuparsi anche di questo: come dare sviluppo alla Mongolia rispettando l’ambiente? il Partito della rivoluzione (MAXH, ex comunista) e quello democratico si sfidano nelle persone di Nambariin Enkhbayar e Tsakhiagiin Elbegdorj.
In giro non si trovano alcolici.
Il fatto è che l’anno scorso, dopo la vittoria dei comunisti, Elbegdorj ha accusato i rivali di brogli. E’ scoppiata così la “rivolta della vodka“, in cui i suoi sostenitori hanno devastato le sedi del MAXH dopo essersi fatti coraggio con abbondanti libagioni: cinque morti tra i manifestanti e stato d’assedio. Quest’anno è meglio non correre rischi.
Un reportage più ampio comparirà prossimamente su altri media
Cina Mondo Globalizzazione
giugno 30th, 2009 at 6:44 pm
breathtaking places! and amazing pictures! life seems to be working in a completely different way there…
luglio 1st, 2009 at 9:34 am
If you chose to live home all your diving stuffs just once, that’s the place to go!
luglio 1st, 2009 at 1:17 pm
it’s worth the pain on the lower body part during a horse ride under the snow!
luglio 1st, 2009 at 1:56 pm
Oh yes! With your ass rubbed by the saddle and wet underwear of course
settembre 11th, 2009 at 2:35 pm
[...] Mongolia è una terra magica, equilibrio perfetto uomo-natura su paesaggi [...]
ottobre 23rd, 2009 at 5:42 pm
[...] avevo già pubblicata un’anticipazione su questo blog, dalla quale potete pure accedere alla gallery fotografica e allo slideshow. Anche [...]
marzo 21st, 2010 at 10:18 pm
[...] in Mongolia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 20% della popolazione maschile e il 5% [...]
maggio 8th, 2010 at 8:28 pm
[...] sono già stato brevemente l’anno scorso, producendo le foto sopra, gli articoli Mongolia e Tradizione e modernità (per PeaceReporter), alcune registrazioni audio che però non si sono [...]
maggio 10th, 2010 at 11:36 am
Ti consiglio di contattare Alfredo Savino grande esperto e viaggiatore. Vive in Mongolia e organizza viaggi particolari e interessanti, mi ha aiutato molto alla preparazione del mio viaggio è incredibile quanti luoghi della Mongolia ha visto.
Basta che scrivi il suo nome sul web e trovi tutte le info
Antonio