Università, scalata asiatica

Università asiatiche sempre meglio.
Cina e Corea scalano l’annuale classifica stilata dal Times, dove continuano a primeggiare gli istituti Usa e britannici.
Prima in assoluto per il sesto anno consecutivo è Harvard (Usa), ma al secondo posto Cambridge (Uk) scalza Yale (Usa).

Ecco in dettaglio le prime 10:

  • 1- Harvard University
  • 2- University of Cambridge
  • 3- Yale University
  • 4- University College London
  • 5- Imperial College London
  • 5- University of Oxford
  • 7- University of Chicago
  • 8- Princeton University
  • 9-  Massachusetts Institute of Technology
  • 10- California Institute of Technology

Delle prime 50, 18 sono statunitensi, ma la Gran Bretagna ne piazza 4 nelle prime 6.
Considerando anche quelle australiane, canadesi e irlandesi, si registrano 35 università anglofone sulle prime 50.

Quest’anno le classifiche tengono conto della differenza fra università generaliste e atenei specializzati, settore quest’ultimo in cui l’Europa domina con la London School of Economics e la parigina Ecole Normale Superieure ai vertici rispettivamente dell’economia e dell’ingegneria.

Ma veniamo all’Asia. La prima cinese è la Tsinghua di Pechino, 49esima (era 56esima l’anno scorso), ma Hong Kong è 24esima.
Va ancora meglio Tokyo, al 22esimo posto. La coreana National University di Seoul è 47esima.
La Cina continentale mantiene sostanzialmente la posizione dell’anno scorso, con 6 istituti nei primi 200. Hong Kong e Corea migliorano leggermente, rispettivamente con 5 (4 l’anno scorso) e 4 (3).
La prima italiana è l’Università di Bologna, con un desolante 174esimo posto. Poi più nulla.

Gli analisti britannici sono preoccupati dall’aggressività della Cina che ha già scavalcato il Regno Unito in quanto a produttività dei ricercatori (cioè nel rapporto tra numero dei ricercatori e pubblicazioni accademiche) piazzandosi al secondo posto globale, dietro agli Usa.
Nel 2008, la Cina ha prodotto più di 110mila ricerche, con un incremento di 30mila rispetto al 2007.

Alla base del boom asiatico c’è l’alto livello di investimenti nella formazione universitaria. Secondo Wendy Piatt – direttrice del “Russel Group” – “Cina e Corea, che investono massicciamente nei loro migliori istituti, ci stanno alle calcagna. (…) Stanno investendo molte più risorse pubbliche e private nell’educazione superiore e il Regno Unito è al di sotto della media in quanto a rapporto tra investimenti e Pil”.

La classifica si basa su una serie di dati quantitativi (come il numero di citazioni e il rapporto tra insegnanti e laureati) che sostengono “quattro pilastri” utilizzati per la valutazione di un’università d’eccellenza: qualità della ricerca, qualità dell’insegnamento, livello occupazionale tra i laureati, “prospettiva internazionale“.

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4 Responses to “Università, scalata asiatica”

  1. Chen Ying » Blog Archive » The Recession’s Real Winner Says:

    [...] Università, scalata asiatica [...]

  2. Chen Ying » Blog Archive » Voglia di Nobel Says:

    [...] interessante capirlo, perché il Dragone sta facendo investimenti enormi nell’istruzione d’eccellenza e le autorità di Pechino appaiono consapevoli del fatto che il prossimo step della lunga rincorsa [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » La crisi del maschio Says:

    [...] l’università e continuano le umiliazioni: le ragazze sono la maggioranza nel 25% migliore, i ragazzi nel 25% [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Vuoi avere successo? Diventa un parassita Says:

    [...] Università, scalata asiatica [...]

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