Nobel a Obama, prime reazioni cinesi

Nessuna reazione ufficiale cinese immediatamente dopo l’assegnazione del premio Nobel al presidente Usa Barack Obama.
Secondo molti analisti, questo silenzio è già in realtà una presa di posizione: scetticismo se non ostilità.

Xinhua e China Daily non fanno che avvalorare questa tesi.
Asciuttissima la notizia dell’Agenzia Nuova Cina, che però sottolinea come la scelta del comitato norvegese del Nobel sia stata accolta con molte perplessità anche in patria.
Riportando le parole di Mark Halperin di Times, si scrive: “La sorprendente decisione di premiare Obama con il Nobel per la Pace grazie alla sua retorica, farà certamente infuriare i suoi detrattori in America più che fare piacere ai suoi sostenitori.”

Più articolato il commento del quotidiano in lingua inglese che sottolinea come il presidente americano debba ancora “ottenere qualche significativo successo internazionale” e che fa la scelta piuttosto indicativa di riportare per primi i commenti del mondo arabo, tra cui quello di un lavoratore giornaliero iracheno: “Non merita il premio. Tutti questi problemi - Iraq, Afghanistannon sono stati risolti… L’uomo del ‘cambiamento’ non ha ancora cambiato un bel niente.”

La fredda reazione dei media controllati da Pechino è addirittura surclassata dall’esplicita delusione dei dissidenti cinesi che, nel 60° anniversario della Repubblica Popolare, erano candidati a una sorta di Nobel collettivo in alternativa a Obama.
“E’ sia un peccato per i Cinesi, sia un pericolo per la pace mondiale“, dice al colmo della delusione Huang Ciping, direttrice esecutiva della fondazione di Wei Jingsheng, l’ex guardia rossa che è ora uno dei più famosi dissidenti all’estero.

Rebiya Kadeer, la leader uyghura, è più diplomatica: “Sono molto contenta che l’abbia vinto. Adesso con questo premio deve farci qualcosa. Aumenta le aspettative nei suoi confronti, perché combatta a favore delle nazioni oppresse,” (cioè la Cina o forse il “Turkestan Orientale“).

Paradossalmente, per quanto riguarda le faccende cinesi, il “Nobel alle belle intenzioni” di Obama sembra aver tolto un bel po’ di imbarazzo sia al comitato promotore, sia alle autorità di Pechino, sia a Obama stesso.
Del resto, i media cinesi non dimenticano di sottolineare che tra le motivazioni del comitato Nobel c’è il fatto che Obama abbia “creato un clima nuovo nella politica internazionale“.
Leggi, “multilateralismo“. Leggi, non intromissione nelle vicende interne degli altri Paesi e nuovo status di potenza globale per la Cina.

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