Pillole quotidiane: condanne a morte, libri e media

Si chiamano Abdukerim Abduwayit, Gheni Yusup, Abdulla Mettohti, Adil Rozi, Nureli Wuxiu’er e Alim Metyusup i 6 condannati a morte per i disordini nello Xinjiang di luglio. A un altro imputato, Tayirejan Abulimite, è stato comminato l’ergastolo . Lo riporta Xinhua.
Le condanne sono state inflitte per omicidio, incendio doloso e furto.

Domani inizia la Buchmesse di Francoforte. Quest’anno, ospite d’onore è la Cina, al motto di “Tradizione e innovazione” (per l’occasione è stato prodotto anche un sito ufficiale).
Su China Digital Times la si definisce una scelta controversa che rivela le stesse contraddizioni della Fiera di Francoforte.
Su Far Eastern Economic Review si parla della capacità censoria della Cina anche in occasione dell’evento tedesco, mettendolo in relazione con altri episodi precedenti.
Il direttore della Fiera, Juergen Boos, difende le ragioni degli organizzatori e promette piena visibilità a dissidenti e minoranze oppresse.
All’inaugurazione – riporta Xinhua – prenderà parte anche il vicepresidente Xi Jinping, da più parti indicato come “l’erede al trono” del Celeste Impero.

Nel frattempo, si è concluso a Pechino il primo World Media Summit, organizzato da Xinhua, che aveva come sottotitolo “Cooperation, Action, Win-Win and Development“. Nelle intenzioni cinesisi trattava soprattutto di parlare dell’industria dei media e delle sfide future sia con l’avvento delle nuove tecnologie sia alla luce della crisi.
Il comunicato finale mette l’accento su un’informazioneaccurata, obiettiva, imparziale e corretta“. Si aggiunge anche che i media devono promuovere “responsabilità e trasparenza dei governi e delle istituzioni pubbliche“.
Quali saranno le conseguenze in Cina, si vedrà.

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