Stupro temporaneo

Cos’è uno stupro in Cina? Un delitto “temporaneo”, almeno secondo i giudici di Huzhou, in Zheijang, che hanno condannato solo a 3 anni due ausiliari di polizia che hanno violentato una giovane.
Secondo i giudici, i due uomini hanno “commesso temporaneamente il crimine, senza programmarlo… e sono stati perdonati dalla vittima”.
Di fatto, avevano portato la ragazza, ubriaca, nella loro camera d’albergo, e avevano abusato di lei.
Se ne parla in articoli, blog e forum cinesi, la discussione è ripresa da Globalvoices.
I netizen d’Oltre Muraglia sembrano stupefatti soprattutto da questa categoria del diritto del tutto nuova: la temporaneità.
Ci si chiede se d’ora in poi il concetto di “temporaneità” servirà a rendere meno punibile qualsiasi tipo di crimine: “E’ stato temporaneamente picchiato a morte“, “ha preso temporaneamente tangenti“, e così via.

Su ChinaSMACK si prova a fare chiarezza, citando un giudice che vuole restare anonimo e che si dissocia dalla sentenza:
“Quando due criminali violentano la loro vittima in sequenza, si tratta di un tipico stupro di gruppo. E se il caso viene identificato come tale – in base all’articolo 4, comma 3, clausola 236 del codice penale della Repubblica Popolare Cinese – ‘quando due o più persone stuprano in gruppo una ragazza’, devono essere condannate a più di dieci anni di prigione, all’ergastolo o alla pena di morte, il che è sostanzialmente diverso da tre anni di reclusione”.
Secondo la sentenza, un “crimine temporaneo sulla base di un capriccio” (così è stato definito), cioè non premeditato, è invece meno pericoloso per la società di un crimine pianificato a tavolino: si pensi alla patente di premeditazione immediatamente assegnata ai disordini di Urumqi per renderli più gravi. In una società in cui l’”armonia” sociale conta di più del diritto individuale – della donna, questa volta – un delitto “temporaneo” è per forza di cose meno grave.
In questo caso, però, l’indignazione diffusa viralmente in Rete, ha trasformato la vicenda “individuale” in un attentato all’”armonia sociale”.
E quindi – secondo Netease, “a causa del diffuso interesse dei cittadini, il tribunale popolare intermedio di Huzhou ha cominciato la revisione del ‘caso di stupro associato alla polizia’. La corte municipale si baserà su solide prove, seguirà il principio secondo cui gli errori devono essere corretti, revisionerà il caso in linea con i fatti e comunicherà immediatamente gli esiti al pubblico”.
Non si sa come andrà a finire, ma la vicenda appare comunque significativa: anche in Cina, la Rete può creare un’opinione pubblica capace di fare pressioni sul potere costituito, quasi “spontaneamente”. Succede un fatto, l’informazione si diffonde, le opinioni pure, le autorità devono intervenire per garantire l’armonia sociale e quindi la propria sopravvivenza.
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