World of Warcraft disobbediente

Il dibattito su Internet e censura in Cina, che ormai si è sclerotizzato su Cina vs Google – America contro Cina, vede l’ingresso di un nuovo protagonista. No, non è Bill Gates, che pure ha detto di non riscontrare grossi problemi nell’adeguarsi alle leggi cinesi (suscitando l’ennesimo vespaio).
Si tratta di World of Warcraft, per gli amici WOW.
E’ forse il gioco di ruolo online più famoso del mondo e proprio le sue caratteristiche globali fanno sì che abbia parecchi cultori anche in Cina, Paese in cui la Rete, specie tra i più giovani, significa anche e soprattutto “gioco“.
In questi giorni circola in rete un video di ben un’ora che, attraverso personaggi e ambientazioni di WOW, fa una parodia dei tentativi del governo di “armonizzare” Internet in Cina. Si intitola ”网瘾战争 War of Internet Addiction”, il riferimento è ai centri di rieducazione dove vengono inviati i giovani “Internet addicted” cinesi.
La versione originale è su Tudou, quella con sottotitoli in inglese è su YouTube, spezzettata (Parte 1 Parte 2 Parte 3 Parte 4 Parte 5 Parte 6 Parte 7)
Le note sul noto aggregatore di video ci dicono che “questo filmato è stato lanciato il 21 gennaio 2010 e bannato 2 giorni dopo da tutti i maggiori siti video cinesi”. L’autore sembra essere tale Corndog, 大兵雷恩, non si sa se cinese o straniero, individuo o entità multipla.
Il video echeggia tutte le polemiche sorte negli ultimi mesi attorno al gioco, al crocevia tra mercato e politica: si va dal conflitto tra The9 e Netease per aggiudicarsi i diritti per il mercato cinese, alla stessa possibilità che WOW non abbia il permesso governativo per continuare a vivere sulla rete del Dragone.
Il tutto, al momento, si traduce in un aumento dei prezzi per i giocatori.
Sembra solo una faccenda di soldi, ma non lo è.
A partire dal minuto 7.00 della sesta parte, si assiste infatti a una delle più esplicite denunce del controllo di Internet, con un invito ai giocatori di WOW ad “alzare le mani” per opporsi all’ingiustizia di questa società.
Arriverà poi un “Harmony Electric Shock” (ogni riferimento all’”Armonia” del governo cinese è voluta) a rimettere le cose a posto.
Tra l’altro, si dice: “Dobbiamo giocare a un gioco per liberarci dal dolore che è troppo reale nella vita” e “siamo abituati al silenzio, ma il silenzio non significa obbedienza“.
Video made in China? Ennesimo attacco mediatico da Occidente?
Non si sa. Ciò che è sicuro, tuttavia, è che forse sarebbe meglio scandagliare ciò che si muove in Rete per scorgere le trasformazioni reali e le vie di fuga possibili rispetto al problema del controllo in Cina. Una community così “addicted” come quella di World of Warcraft veicola codici e contenuti, questo video è probabilmente più vicino alle pulsioni collettive di qualsiasi dichiarazione strumentale di Hillary Clinton.
E, per questo motivo, più efficace.
Vedi anche:
- Il cyber-Dragone e l’egemonia Usa
- Lo stato di Internet in Cina
- Ancora su Cina e Google
- Google vs China
- Il web mandarino fa ricchi anche (alcuni di) noi
- Il pericolo arriva da Hong Kong
- La Tortuga digitale
- Internet 2008: l’anno del sorpasso
- Online Guanxi
- Virtual China
Tags: cina, internet, War of Internet Addiction, world of warcraft
Cina Mondo Globalizzazione
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