Armi Usa per Taiwan

Rassegna stampa sull’evento del giorno: la paventata vendita di armi Usa a Taiwan e le reazioni cinesi.

Breve riassunto per i non addetti.

L’amministrazione Obama ha chiesto ieri al Congresso l’autorizzazione per vendere armi a Taiwan, per un totale di 6,4 miliardi di dollari.
Del pacchetto fanno parte 114 missili intercettori Patriot (2,81 miliardi), 60 elicotteri Black Hawk (3,1 miliardi), equipaggiamento per le comunicazioni dei cacciabombardieri F-16 di Taipei (340 milioni), 2 cacciamine classe Osprey (105 milioni) e 12 missili antinave Harpoon (37 milioni).

La Cina considera da sempre Taiwan parte integrante della nazione, una questione di politica interna nella quale nessuno deve immischiarsi.
La reazione è stata quindi durissima. Pechino ha dichiarato la sospensione “parziale” degli scambi e delle relazioni militari con gli Stati Uniti. Saranno imposte sanzioni alle aziende americane che venderanno armi a Taiwan.
La vicenda accade all’indomani delle tensioni suscitate dal “caso Google“.

  • La posizione cinese. (Xinhua, China Daily)
  • Dipartimento di Stato Usa: questa fornitura contribuisce “alla sicurezza e alla stabilità tra Cina e Taiwan”. (Bbc)
  • Alcuni commenti made in Us: le relazioni sino-americane sono troppo importanti perché la Cina vi rinunci per una vicenda così marginale. (New York Times)
  • Adesso Pechino potrebbe negare il proprio appoggio a Washington su eventuali nuove sanzioni all’Iran. (The Guardian)
  • Ma la Clinton ha già messo le mani avanti (con un giorno d’anticipo): “Se la Cina non si unisce alle sanzioni, resterà isolata“. (Los Angeles Times)
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2 Responses to “Armi Usa per Taiwan”

  1. giovanni Says:

    l’ho sempre detto che queste belve sono pronte a scatenare la terza guerra mondiale pur di non pagare i debiti…

  2. Chen Ying » Blog Archive » Cina-Usa, la tensione sta già scendendo Says:

    [...] misurato anche perché nel frattempo l’America ha rincarato la dose con la faccenda della vendita delle armi a Taiwan e la questione del Dalai Lama. La Cina si sta affrettando a produrre qualche risultato tangibile. [...]

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