Il trEmonto della ragione

Seconda puntata sul tema “crisi dell’Europa al cospetto del G2“.

Segnalo un libro: “Tremonti: istruzioni per il disuso“, scritto dal Collettivo noiseFromAmeriKa: Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, e Giulio Zanella (Edizioni Ancora del Mediterraneo, 2010).

Perché lo segnalo? Beh, ma perché Tremonti, il nostro ministro dell’Economia, c’entra con la Cina, eccome.
E’ l’esempio di un’Europa che non sa fare i conti con il “secolo cinese” e di un’Italia che, presa dalle beghe interne, osserva la storia – e quasi ogni flusso d’intelligenza – scorrere a nord delle Alpi. Con la stessa espressione della famosa mucca che guarda passare il treno.

Tremonti è uno che lo perde, il treno, e lo fa perdere a tutti (almeno finché resterà ministro).
Leggere per credere il paragrafo “sindrome cinese“, che fa parte del capitolo introduttivo del libro.
[l'ho uploadato sul mio sito per isolarlo meglio, spero non ci sia problema]

In «Cina versus Italia», decimo capitolo di una sua imperdibile opera (“Rischi fatali“), Voltremont (così lo chiamano i 5 autori) vuole dimostrare come “la Cina costituisca il grande e fatale rischio che incombe sull’Italia“.
Qundi, con la Cina, non bisogna avere nulla a che fare (meno che mai commerciare).
E’ un’idea purtroppo diffusa, basata fondamentalmente su alcuni stereotipi:

  • i cinesi sono troppi
  • i cinesi ci fanno concorrenza sleale
  • i cinesi ci tolgono ciò che ci spetta di diritto

Tremonti cerca di avvalorare questi luoghi comuni con numeri snocciolati senza citare le fonti, dati irrilevanti o parziali, affermazioni tra il vittimista e lo strampalato.

Gli esempi:

  • la Cina è tra le venti e le venticinque volte più grande di noi (quindi fa paura). Ma allora, osservano gli autori, come hanno fatto il Lussemburgo, Andorra e San Marino a trovare una loro collocazione, proprio attraverso il commercio, in mezzo ai “giganti” (per loro) europei?
  • I cinesi producono le stesse merci italiane (e quindi ci tolgono fette di mercato).
    Balle: anche l’export italiano, non solo di merci ma anche di servizi, è aumentato (magari perfino esportando oltre Muraglia) da quando la Cina si è aperta alla globalizzazione.
  • Ok, ma se non ci fossero stati i cinesi, avremmo potuto esportare di più.
    In effetti, “se nessuno producesse nulla e ci fossimo solo noi italiani a produrre, allora potremmo vendere all’intera Europa tutto quanto vogliamo”. Ma “se gli altri non producessero e non vendessero un beato piffero, con quali soldi pagherebbero le mille cose che noi, e solo noi, potremmo così produrre?”

Leggete come il Collettivo noiseFromAmeriKa smaschera e sbeffeggia il ministro dell’Economia. Farete un passo avanti. E magari lo farete fare anche alla coscienza nazionale.

PS
Di recente, Tremonti ha parlato nientepopodimeno che di fronte alla platea della scuola del Partito comunista cinese.
L’ha fatto – cito il Sole 24Ore – “usando sapientemente tutti gli ingredienti della dialettica geopolitica che piacciono ai cinesi: il multilateralismo, la democrazia occidentale non esportabile, il principio della non ingerenza, le peculiarità del socialismo cinese, aggiungendo anche un pizzico di terzomondismo che a Pechino non guasta mai”.
Ha attaccato quelle banche che non finanziano le imprese ma speculano. Ha auspicato che il G2 diventi un G3 con l’Europa come “terza gamba” del tavolo.
Discorso interessante, ma molto tardivo.

Vedi anche:

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2 Responses to “Il trEmonto della ragione”

  1. Sandro Brusco Says:

    Caro Gabriele, sono Sandro Brusco, uno degli autori del libro e redattore di http://www.noisefromamerika.org. Volevo semplicemente ringraziarti per l’ottima recensione. Hai esposto in modo chiarissimo alcune delle tesi centrali del libro. Non abbiamo pretese di cambiare la ”coscienza nazionale” (magari!!) ma se solo riuscissimo ad aiutare un po’ di italiani ce hanno ancora voglia di ragionare a rendersi conto dell’impostura intellettuale che sta dietro a certi personaggi ci dichiareremmo comunque soddisfatti.

    Un caro saluto e a presto.

  2. gobettiano Says:

    L’intervento di tremonti in cina è fatto dal tremonti versione esportazione che non ha nulla a che fare con la versione standard ad uso interno che rimane quello dei suoi libelli.
    luigi

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