Massa critica e convergenza: la politica nella Rete cinese

Un contributo notevole al dibattito su Internet, Cina e apertura, viene da un intervento che Ying Zhu ha tenuto nella sede newyorkese di Google, ripreso poi da Chinabeat.

La signora Ying è professore di “Media Culture” alla City University of New York, College of Staten Island. E’ sino-americana e ha già scritto libri su cinema e televisione in Cina.
Direi che ha tutto per essere considerata un’autorità in materia.

Il suo intervento, al netto dei tributi più o meno espliciti a Google (mai sputare nel piatto) è particolarmente interessante perché introduce due categorie che facilitano la lettura della realtà cinese: quelle di “massa critica” e di “convergenza“.

Secondo Ying, gli Internet user cinesi sono massa critica in tre sensi:
“‘Critici’ verso uno stato monopartitico che non è più nella posizione di reprimere facilmente una ribellione popolare;
‘critici’ nel senso che identificano problemi e richieste e di fatto influenzano l’azione dello stato;
e ‘critici’ nel senso che formano network di audience e di consumatori dell’informazione con la potenzialità di agire collettivamente attraverso un evento o un tema catalizzatore, che trasforma l’associazione passiva in partecipazione attiva nella forma di gruppi di cittadini dalle idee simili. Questi esprimono la loro passione in forum che spaziano dai dibattiti online alle dimostrazioni di strada e perfino alle campagne politiche e culturali allargate.”

L’esibizione della potenza della Rete si è vista quando le autorità hanno dovuto rinunciare a installare il programma “Green Dam” – un sistema di controllo e monitoraggio della navigazione – nei computer cinesi, proprio per le proteste allargatesi a macchia d’olio (effetto “brushfire” di Internet) soprattutto nei social network.

Questo esercito consapevole, ha quindi comportamenti di per sé politici che nessun Grande Firewall può ingabbiare.
Comportamenti ancora più incisivi se si incontrano con gli interessi del mercato e delle lobby economiche cinesi che contrattano quotidianamente con il governo i propri spazi di manovra (e di profitto).

Confrontiamo due casi recenti: Google e Avatar.

Nel primo caso, un motore di ricerca che non riesce a sfondare in Cina, trova nuova popolarità (cioè aumento di traffico) nel momento in cui sale agli onori della cronaca per il noto conflitto con il governo di Pechino. I pareri del web cinese si dividono tra sostenitori di Mountain View e sostenitori delle autorità, il dibattito scatena abbastanza “massa critica” da non potere più essere ignorato.
Google si è trasformato così “da fenomeno tecnologico a fenomeno sociale“.
Tuttavia manca di appoggi economici in Cina, non incontra gli interessi locali e quindi, al di là del brusio della Rete, non ha la forza di imporsi al governo.

Nel secondo caso, per ragioni puramente commerciali, il filmone hollywoodiano è stato tolto dalle sale 2D (resta in quelle 3D) in occasione dell’uscita del blockbuster cinese “Confucio“. Non ci sono implicazioni politiche, ma è tradizione che il capodanno lunare sia salutato da una megaproduzione autoctona.
Tuttavia, “Confucio” si rivela un flop clamoroso, riconosciuto come tale perfino dai media ufficiali.
La massa critica degli internet user, che protestano, trova a questo punto una sponda ideale negli interessi dei proprietari di cinema, che senza Avatar, perdono incassi. Molti di loro semplicemente non applicano la direttiva del governo. E Pechino lascia correre, il film resta in molte sale.

Che senso trarre da queste vicende?
Ying introduce la categoria di “convergenza“: nelle società fortemente mediatizzate, sia in Occidente sia in Oriente, l’agire politico si basa sempre più sulla messa in comune degli stili di vita. E’ la cosiddetta “politica informale-partecipativa” (“informal participatory politics”).
La gente si unisce sulla base di valori individuali e agisce in forme molteplici: scelte di consumo, comunicazione online, dimostrazioni reali e virtuali.
La massa critica non fa rivoluzioni e non spinge per cambiamenti politici radicali. Organizza piuttosto gli individui in gruppi d’interesse che possono sia minacciare sia rafforzare il regime: dipende dalla capacità di adattamento di quest’ultimo.

In Occidente se ne parla da almeno 15 anni, come si traduce oltre Muraglia?
“Nel caso della Cina, i cambiamenti che si sono accumulati con lo sviluppo rapido e il rinnovato contatto con il mondo esterno hanno prodotto una sfera quasi-pubblica che costringe lo Stato a coltivare e incorporare attivamente l’opinione pubblica in un processo decisionale più aperto. Ancora autocratica nella forma, la gestione politica della Cina è diventata nella pratica più sensibile verso una società civile distinta e mediatizzata, nella quale l’audience emula la sfera pubblica.”

E va notato – aggiunge Ying – che il sostegno dei cinesi al loro governo è superiore a quello di qualsiasi altro Paese. Appoggiano sia la forma di Stato sia le sue scelte.
“Così, le masse critiche cinesi sembrano molto distanti dal pensare a un cambiamento di regime. Sono più interessate alla propria fetta di torta”.
Il regime cinese, non democratico secondo i canoni occidentali, può sopravvivere all’infinito se continua ad adattarsi e addirittura a favorire le pulsioni che arrivano dalle masse critiche.

Questo processo di adattamento è fondamentale non solo per la Cina, ma anche per il resto del mondo: la massa critica non è infatti di per sè “buona” e in questo caso tutto il mondo è Paese.
Di nuovo Ying: “La qualità di questo discorso pubblico super-emozionale può essere discutibile. E’ altamente democratico nel senso dell’accesso alla partecipazione, ma è anche pieno di problemi. Ha la caratteristica di essere confuso e frequentemente incivile. E’ fortemente esposto alle manipolazioni e all’inganno e abbonda di ignoranza intenzionale, disinformazione, e fede distorta nei numeri e nelle quantità come prove di verità”.

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5 Responses to “Massa critica e convergenza: la politica nella Rete cinese”

  1. Nino Says:

    Ciao, ho visto questo spazio di comunicazione con Wen Jiabao, lo trovo molto interessante.
    Sarà pure demagogia, ma almeno mi sembra ben presentata ed estremamente pratica, vedi il forum a destra.

    http://www.news.cn/forum/2010lhzl/index.html

  2. Chen Ying » Blog Archive » Cina, nuovo sistema di registrazione dei siti Says:

    [...] Massa critica e convergenza: la politica nella Rete cinese [...]

  3. Chen Ying » Blog Archive » Grandi sorelle e popoli blu Says:

    [...] veniamo ad Avatar. Qui la contraffazione avviene a livello più ufficiale. Un editoriale di China Daily entra infatti [...]

  4. Chen Ying » Blog Archive » Censura, arbitrio e giustizia penale Says:

    [...] di qualcosa di più che di loro stessi, ma si tratta senz’altro dell’ennesima prova che la rete cinese produce critica e complessità. L’aspetto più interessante della lettera è tuttavia il fatto che i suoi autori la mettano [...]

  5. Chen Ying » Blog Archive » Oltre il Grande Firewall Says:

    [...] Massa critica e convergenza: la politica nella Rete cinese [...]

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