Il Grande Timoniere fa ancora discutere

Demaoizzazione nel nome di Mao, ovvero giustificare il presente attraverso la storia. Ma il gruppo dirigente non è unito

Il Dragone turbocapitalista deve fare i conti con le forti diseguaglianze sociali e così il fantasma di Mao Zedong salta fuori dallo sgabuzzino.
Un articolo del quotidiano in lingua inglese China Daily del primo luglio riconosce l’esistenza del problema:
la prosperità economica “ha creato anche problemi sociali di diseguaglianza e crescenti differenze di reddito, inducendo sempre più persone a rimpiangere i ‘bei vecchi tempi’ del presidente Mao.”

Il compito di trovare il giusto mezzo tra Mao “grande leader” e “capo autoritario” è dunque lasciato allo storico Xiao Yanzhong, che ripercorre sia gli errori del Grande Timoniere – il Grande balzo in avanti (1958-60), la Rivoluzione culturale (1966-76) – sia i successi: la costituzione della Repubblica Popolare (1949), la nomina di successori che garantissero riforme a lui postume e l’idea di una “rivoluzione permanente” che attraverso la mobilitazione delle masse impedisse al potere – rappresentato da funzionari di partito e intellettuali – di sclerotizzarsi.

Leggi l’intero articolo su PeaceReporter

Vedi anche:

Share

Tags: , , , , , , ,

Leave a Reply