Urumqi un anno dopo: esercitazioni congiunte Cina-Pakistan
Lo Xinjiang appare sempre più come una pedina nello scacchiere centroasiatico
A un anno dai disordini di Urumqi, qualcosa si muove in Xinjiang.
Nessuna riedizione degli incidenti che il 5 luglio 2009 provocarono centonovantasette morti e oltre milleseicento feriti, perché la polizia e 40mila telecamere controllano le strade. Ma alcune notizie rivelano che Pechino non abbassa la guardia.
Già a maggio, l’ufficio di pubblica sicurezza della municipalità di Urumqi aveva istituito un’unità speciale della polizia denominata “Squadra delle Tigri Volanti“, con il compito specifico di combattere il terrorismo, liberare ostaggi e intervenire in caso di attentati.
Il 3 luglio, con l’approssimarsi dell’anniversario della rivolta uigura, Cina e Pakistan hanno poi avviato esercitazioni militari congiunte. L’operazione “Amicizia 2010” – questo il nome del progetto – si svolge nella città cinese di Qingtongxia, nella regione autonoma del Ningxia, anch’essa a maggioranza islamica (Hui) come lo Xinjiang.
Alle esercitazioni partecipano circa cento membri di corpi speciali per ognuno dei due Paesi, coadiuvati dall’aviazione cinese. E’ la terza volta che gli eserciti di Cina e Pakistan fanno esercitazioni congiunte.
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Tags: cina, Pakistan, Turkestan Orientale, Uiguri, Urumqi, Xinjiang
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luglio 7th, 2010 at 6:28 pm
Scusa Gabriele, ma chiamare la Kadeer “dissidente” e “esiliata” mi pare alquanto inesatto. Se ricordi ne parlammo anche qualche tempo fa in occasione degli atti terroristi in Xinjiang.
luglio 8th, 2010 at 11:38 am
Ciao Ale, il tema della Kadeer è alquanto controverso, in effetti riconosco di avere utilizzato acriticamente la terminologia corrente.
Tecnicamente però non fa una grinza: la Kadeer è andata negli Usa dopo un accordo tra i governi cinese e americano. E’ stata messa su un aereo e spedita via. “Leader in esilio” non mi sembra una forzatura eccessiva. Quanto a “dissidente”, mi pare che non ci sia dubbio.
Non avrei potuto certo scrivere “terrorista” assumendo la versione cinese al 100%.
Sicuramente se l’articolo fosse stato SULLA Kadeer avrei dato informazioni un po’ più ampie sia sulla figura sia sulla natura del Congresso Mondiale Uiguro e dell’Etim.
luglio 8th, 2010 at 5:31 pm
Mmm, sull’accordo, mi pare che si debba tener conto del fatto che la signora prima dell’”accordo” era in prigione in seguito a una condanna per reati finanziari, e che (non ricordo perfettamente se fosse per lei, o per seguire il marito) e’ stata lasciata andare per cure mediche (mi sembra per il marito, ora non ho tempo di controllare purtroppo), quindi praticamente e’ stata liberata. Chiamarlo esilio mi pare decisamente eccessivo..se vuol tornare credo sia liberissima, ma giustamente sconterebbe la pena detentiva. Tra parentesi l’accordo prevedeva anche la promessa della Kadeer a non agire contro il paese..promessa ampiamente disattesa. Credo che moltissimi ricchi detenuti sarebbero felici di poter avere esili simili. Sul “dissidente”..non so, ma mi pare che in questo modo potremmo per assurdo chiamare dissidente anche Bin Laden (cosi’ tanto per fare un parallelo tirato per i capelli). Che i suoi obiettivi (e quelli di che le e’ dietro) e quelli della Cina non collimino mi pare evidente, ma “dissidente”, al di la’ del puro significato grammaticale, ormai quasi minoritario, ha un significato politico ben preciso, che malissimo si adatta secondo me alla signora in questione.
luglio 8th, 2010 at 5:33 pm
Preciso che non intendevo dire che avresti dovuto definirla “terrorista” (anche se dopo aver rivisto diverse fonti, rimango convinto che quelli di Urumqi siano stati atti di terrorismo bello e buono), ma chiamarla “dissidente” e “esiliata” mi sembra parimenti fuori obiettivo.