Penisola coreana, il gioco delle parti
Dietro alle rinnovate tensioni si staglia la figura dell’erede alla leadership di Pyongyang: Kim Jong-un
Si infittisce il mistero attorno all’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, avvenuto il 26 marzo, che una commissione d’inchiesta controllata da Seul (era formata da esperti militari locali, statunitensi, britannici e canadesi) ha successivamente imputato a un siluro nordcoreano.
In concomitanza con le esercitazioni navali congiunte Usa-Corea del Sud, fonti americane lasciano trapelare la notizia secondo cui l’affondamento sarebbe da inquadrarsi nei preparativi alla successione del “caro leader” nordcoreano, Kim Jong-il, da parte del suo terzogenito Kim Jong-un.
Secondo questa interpretazione, l’”incidente” della Cheonan sarebbe stato voluto dal 27enne erede alla leadership per rassicurare l’establishment militare della Corea del Nord: con lui, la linea politica intransigente di suo padre e di suo nonno è in buone mani.
In realtà, l’ultimo “scoop” – le cui fonte sarebbero Ong sudcoreane con contatti nel nord – riprenda pari pari dichiarazioni risalenti a un mese fa, 27 giugno, rilasciate ad Abc dal direttore della Cia, Leon Panetta.
La Corea del Nord è in questi giorni sottoposta a un accerchiamento sia militare sia mediatico a regia statunitense che punterebbe in realtà a riconfermare il ruolo di Washington nello scacchiere dell’Asia Orientale e del Pacifico.
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