Cina, lotta di classe online

Ambulanti contro funzionari: un gioco di ruolo che rivela la natura politica di Internet

Si chiama “Venditori ambulanti contro Funzionari delle città“, è il nuovo gioco online che – secondo Bbc – impazza in Cina e rivela le pulsioni profonde degli utenti Internet d’oltre Muraglia.
In pratica, il giocatore prende le parti dei venditori ambulanti che devono sfuggire alle retate dei poliziotti e dei “chengguan“, le guardie private assoldate dai commercianti e dai condomìni esclusivi che sorgono come funghi in ogni angolo di Cina. Se resisti a dieci attacchi, hai vinto.
E’ una sorta di lotta di classe online, in cui la Rete si schiera dalla parte dei poveracci: spesso, nella vita reale, cinesi delle minoranze etniche o migranti rurali che cercano di ritagliarsi un piccolo reddito nelle nicchie del boom economico.
Di sicuro, il gioco esprime il dissenso nei confronti del patto sociale tra Partito e ceti medi che regge la Cina contemporanea: noi – sembra dire – stiamo con gli esclusi.

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2 Responses to “Cina, lotta di classe online”

  1. Alessandro Says:

    Scusa Gabriele, ma ho imparato a dubitare della BBC e della qualita’ dei suoi reportage (specie riguardo alla Cina) da lungo tempo. I 城管执法 Chengguan Zhifa, almeno a Pechino, non sono davvero guardie private ma un organo pubblico di polizia amministrativa alle dipendenze della municipalita’. E’ da diverso tempo che vivo qui in Cina, e sinceramente non ho mai visto grossi problemi con gli ambulanti (e ce ne sono moltissimi), ne’ ho mai visto i fuggi fuggi che vedevo in Italia all’arrivo della municipale tra i cosiddetti “vu’ cumpra”. Anzi spesso ho visto la polizia fregarsene altamente degli ambulanti, e passar loro accanto senza dir nulla (con mia sorpresa). Poi non capisco una cosa….da noi si applaude quando la polizia municipale o la guardia di finanza “reprimono” il commercio abusivo, che “deturpa” le nostre vie e fa “concorrenza sleale” ai negozi, tutti vorremmo che tale fenomeno sparisse e si invoca la mano piu’ dura..pero’, guarda un po’, quando succede in Cina (poche volte, e si tratterebbe comunque di far rispettare la legge) deve essere il segno di chissa’ quale mancanza di liberta’. Oltretutto i giochi elettronici vengono creati praticamente su tutto (specialmente online), e non vedo perche’, specialmente in questo caso, dovrebbe indicare chissa’ quale sobollimento sociale.
    Il bisogno degli organi di stampa occidentale di distorcere qualunque fenomeno avvenga in Cina, anche il piu’ normale e tranquillo, e trasformarlo in chissa’ quale diabolico piano dei comunistacci cattivi…mah

  2. Chen Ying Says:

    Prendo atto dell’obiezione sui chengguan e sono d’accordo al 100% sull’uso strumentale di ogni evento cinese da parte dei media occidentali. Per me comunque non è tanto questione della maggiore o minore “cattiveria” degli sbirri cinesi rispetto a quelli occidentali nei confronti degli anelli deboli della società. Io sono più interessato alla Rete come luogo di dissenso

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