Archive for the ‘Attualità’ Category

Wukan, contadini e tweets

domenica, dicembre 18th, 2011

A Wukan, nella provincia meridionale del Guangdong, c’è qualcosa di nuovo. Non è tanto la protesta degli abitanti, simile a migliaia di altri “incidenti” che si verificano ogni anno in Cina.
Qui, nello specifico, un intero villaggio è sceso in piazza contro le autorità locali dopo che uno dei leader della protesta contro l’esproprio di terre, il 42enne Xue Jinbo, è morto in carcere per cause non chiare. La gente chiede giustizia per Xue, giusti rimborsi per gli espropri di terre e la condanna dei funzionari corrotti. Le autorità cittadine hanno abbandonato il villaggio, la polizia l’ha circondato e si segnalano le prime defezioni tra i dimostranti, ma gli eventi sono in costante evoluzione, quindi quanto leggete qui rischia di essere già superato dalla situazione sul campo.

La vera novità, consiste proprio nella copertura in diretta, via Twitter, di quanto sta accadendo.

Dall’interno della cittadina circondata dalla polizia cinese, twittano infatti tre giornalisti occidentali: @MalcolmMoore, @Bendilaowai e @TomLasseter.
La popolazione locale, raccontano le loro stesse cronache, si è interrogata sulla presenza di questi “intrusi”: può danneggiare la lotta o favorirla?
In particolare, gli ultimi tweets ci suggeriscono un’evoluzione nei rapporti con i media.

@TomLasseter oggi scrive:
Each time I walk down the street in #Wukan, someone offers to give me food or asks if I need help.
A villager in #Wukan today offered to go with us on walk toward edge of village, said was worried plainclothes police might try to grab me.
In addition to hospitality, I take these as signs that people are worried that govt might push into #Wukan when outside press leaves.

E @Bendilaowai:
Shop owner in #Wukan: “We rely on the media to help us”. relying on media always a bad idea…

Per una cronaca sempre aggiornata si può seguire anche il tag  #wukan, sempre su Twitter.
Alcuni video compaiono infine su Chinageeks. Anche qui vengono aggiornati di continuo.

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Esperimenti pechinesi

mercoledì, novembre 30th, 2011

A Pechino raccolgo materiale e con l’aiuto di Claudia Pozzoli faccio qualche esperimento: ho provato un po’ di video e timelapse. Mi serviranno in futuro.
Intanto, chi volesse darci un’occhiata, vada qui

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Ai Weiwei, ecco la foto

lunedì, novembre 21st, 2011

Sul Guardian, la foto che sarebbe all’origine della nuova incriminazione di Ai Weiwei.
Si intitola “Una tigre, otto seni” (一虎八奶图 – One Tiger Eight Breasts).
Fa parte di una serie.
Ai ha commentato: “I netizen vengono per fare delle foto con me, noi diciamo loro ‘perché non facciamo foto di nudo?’ e loro accettano. Così le abbiamo fatte e poi pubblicate su internet, e questo è tutto, ce ne siamo perfino dimenticati”.

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国进民退- Guó Jìn Mín Tuì

domenica, novembre 20th, 2011

Sull’onda delle vicende di Wenzhou e sulla situazione del sistema bancario (e delle imprese) cinese, ho imparato questa nuovo modo di dire: 国进民退- Guó Jìn Mín Tuì, cioè praticamente, “se lo Stato avanza, la gente si ritira“.
Di quello che sta accadendo, abbiamo dato ampio resoconto su PeaceReporter e su Chinafiles (dico “abbiamo” non perché parli di me in pluralis majestatis, ma perché c’è di mezzo anche Simone Pieranni). Per chi volesse ricostruire le vicende, ecco alcuni articoli in ordine cronologico (dal primo all’ultimo):

Qui mi interessa segnalare un commento di Patrick Chovanec (professore di Economia e Management alla Tsinghua di Pechino), che nell’agosto 2010 ci dava una visione più estesa di quel modo di dire (“The rough ambiguity of the characters could also suggest ‘the nation advances, but the people fall behind’”) e, riprendendo un articolo del NYT, ricordava che in risposta alla crisi economica globale, lo Stato cinese aveva iniziato un processo di rinazionalizzazione dell’economia, favorendo le imprese di Stato a scapito di quelle private.
Oggi, la parziale liberalizzazione del credito cominciata a Wenzhou inaugura una fase nuova, in cui si cerca di riaprire i cordoni della borsa per i privati.  Per un quadro complessivo, segnalo anche questo articolo di Antoaneta Becker.

Ideologie l’un contro l’altra armata? Di qui i buoni e di là i cattivi? Niente affatto. Noi occidentali siamo ancora legati alle guerre di religione tra ultraliberisti e statalisti. Dato che il liberismo è la dottrina (proprio nel senso religioso del termine, cioè come qualcosa che non si può spiegare rezionalmente ma che richiede un atto di fede) che ci viene trapanata nel cervello come “naturale” da almeno un trentennio, tendiamo a considerare vecchio e inefficiente tutto ciò che puzza di Stato. Dimenticando spesso le sciagure prodotte dal liberismo, che esporta guerre e crisi economiche e, ultimo trend, impone i propri uomini alla politica, affinché il capitalismo finanziario continui ad accumulare risorse sui cadaveri del welfare e della convivenza sociale (senza però disdegnare una incidentale virata “statalista” quando le banche, attraverso le proprie lobby politiche, impongono alla collettività di salvarle mettendoci le mani in tasca).
Per la Cina si tratta di successivi aggiustamenti in corso d’opera, tenendo ben presente il fine ultimo: crescere evitando il disordine. Quindi, fasi liberiste e stataliste si alternano e compenetrano.
Che questo movimento yin & yang dell’economia continui a funzionare, è la scommessa del futuro. Forse l’unico, vero “modello cinese“.

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Tutti nudi

sabato, novembre 19th, 2011

La notizia è di ieri e la leggete qui: Ai Weiwei, l’artista-attivista ormai da tempo nel mirino del sistema giudiziario cinese, è stato accusato anche di pornografia (oltre che di evasione fiscale) per alcune foto di nudo comparse tempo fa su Internet.

Da oggi, su Twitter, Ai e i suoi follower stanno postando a raffica autoscatti molto ironici (anche nei commenti) e molto nudi.
Ecco alcuni esempi: 123456
Se volete seguire tutta la faccenda, diventate follower di Ai Weiwei (che, per inciso, avrebbe pure il divieto di postare su Twitter) qui: @aiww

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