“Perché la Francia è ancora lì?”
mercoledì, ottobre 26th, 2011
La mia amica Xiaojing è una cinese colta, evoluta, cosmopolita, che ha viaggiato in tutto il mondo. Dopo essere stata in Francia, Svizzera e Germania, ha scelto di tornare a vivere a Pechino per cogliere le opportunità del boom in corso nel suo Paese.
L’altro giorno mi ha fatto cadere la mascella con questa domanda: “Ho visto che i francesi sono antipatici a tutti gli europei che gli stanno attorno. Ma allora perché la Francia è ancora lì?”
Meglio articolato, il discorso suonava così: “Visto che la Francia occupa la parte migliore d’Europa [secondo lei] e che in Europa avete fatto guerre di tutti i tipi e per tutte le ragioni possibili, visto anche che i francesi non sono particolarmente amati dagli altri europei [sempre secondo lei, ma dice di averlo verificato sul campo], come è possibile che quella Francia e quei francesi siano ancora lì?”
Ho cercato di spiegarle che gli europei sono molto gelosi delle proprie terre e non è quindi scontato che un danese, per esempio, ritenga la parte d’Europa che occupa la Francia “migliore” di quella occupata dalla Danimarca. Le ho pure detto che la Francia è stata invasa dai tedeschi almeno un paio di volte, che prima ci avevano provato gli inglesi, e che perfino noi italiani abbiamo tentato di addentarne un pezzetto. Ma che alla fine è per tutti più comodo lasciare lì i francesi a governarsi, magari sotto forma di governo “amico” anche quando li hai invasi. Infine, le ho rivelato che i francesi sono abbastanza fieri e bellicosi, quindi hanno sempre creato qualche problema a chi ha cercato di conquistarli.
Di discorso in discorso siamo finiti alla nascita delle nazioni europee e ancora più su, non so come, alla fondazione delle tre religioni monoteiste e alla loro successiva evoluzione storica (ok, in base alla mia personalissima visione, e credo che qualsiasi credente si stia mettendo le mani nei capelli pensando a cosa io possa aver detto). Pensate alla facilità di far stare in un foglio A4, in forma di schemino (iconcine e freccette) tutta la storia religiosa mediterraneo-europea dall’esodo biblico fino alla suddivisione delle chiese protestanti.
Per lei, abituata a 5mila anni di Cina - intesa sia come terra, sia come civiltà, sia come unità amministrativa – e a “un solo imperatore sotto il cielo“, è stata una bella fiction piena di colpi di scena. Poi abbiamo riflettuto sul fatto che tutti gli invasori della Cina – come i mongoli e i mancesi – hanno scelto (scelto?) di diventare cinesi: punto e basta. E quindi ci è apparsa la realizzazione storica del wu wei taoista: 无为.
Agire attraverso il non agire: gli altri ti conquistano e non si rendono conto che tu stai conquistando loro.
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