Archive for the ‘Argomenti’ Category

Gùgōng (Forbidden City) timelapse (from Jingshan park)

venerdì, novembre 18th, 2011

Un piccolo esperimento…

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Ordine

venerdì, novembre 18th, 2011

Di nuovo sul tema “cultura” (dominante) e di nuovo Caparrós.

«Vorrei capire come si afferma un’idea di “ordine”. Ordine nel senso più immediato: che un tale cammini per una strada qualsiasi e pensi, ah, si vede che qui c’è un ordine. Perché mi viene da pensare che la cultura che impone la sua forma di ordine è la cultura dominante di un’epoca: le altre sono errori, variazioni più o meno accentuate che dovrebbero correggersi.
O, addirittura, che per dominare un’epoca, una cultura debba imporre il suo senso di ordine, uova e galline.
Adesso l’idea egemonica dell’ordine è nordeuropea: un ordine, per cominciare, arrivato dal freddo, dalla vita tra quattro mura, strade la cui funzione è trasportarti da un posto all’altro. E allora non ci sono luoghi d’incontro – mercati, piazze, angoli – non ci sono grida, non c’è spazzatura, non ci sono odori.

Un ordine di individui:
Un ordine di mormorii.
Un ordine di colori soavi.
Un ordine di silenzi rispettosi.
Un ordine di movimenti controllati, moderati.
Un ordine dove il lavoro è molto di più dell’ozio.
Un ordine dove le regole appaiono chiare, e sono fatte per essere rispettate.
Un ordine dove l’onestà dovrebbe comandare senza che nessuno lo comandi, per pura convinzione di ciascuno.
Un ordine protestante, casto, che non vuole ostentare ma detesta l’idea di nascondere.
Un ordine che tollera due o tre eccessi – amori, sbornie – sempre che accadano nel luogo e nel tempo tollerati.
Un ordine che crede soprattutto in se stesso.
Come sarà, quando arriverà, l’ordine cinese, di grida e spintoni, di moltitudine, di mascheramenti e tranelli, di ori e di rossi?»

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Un cammello sulla via della Seta

mercoledì, novembre 16th, 2011

In questi giorni, sto chiedendo a  chiunque intervisti per lavoro, o anche a quelli con cui faccio quattro chiacchiere, come possa la Cina esportare la propria cultura e, soprattutto, di che cultura stiamo parlando. E’ la missione del futuro, quella indicata dal presidente Hu Jintao come eredità politica del suo mandato. Raccolgo risposte disparate, le archivio con cura e un giorno spero di metterle insieme come in un puzzle.
La risposta più sorprendente mi è arrivata da un’amica: “Ma non capisci che sta già succedendo?
“Oddio – le ho detto – ma non è la vostra merce abbia la stessa forza di Hollywood.”
Pensavo ai film di cappa e spada cinesi, con gente che vola e roba del genere. Fondamentalmente cretinate che fanno sorridere e rafforzano una certa idea di Cina “freak”.
Sei tu – ha incalzato lei – che porti la cultura cinese nel mondo. Tu e gli stranieri come te: venite qui magari per business, poi tornate a casa ed esportate la Cina.”

Rivelazione. Mi stava dicendo che non è tanto con la merce culturale (film, libri, news, soap operas) che la Cina esporterà il proprio soft power, ma con il nostro (mio e degli altri, sempre più numerosi, che qui vengono e fanno avanti indietro con il proprio Paese) riempirci di polline cinese per poi fecondare le nostre terre. Siamo infetti di Cina.
Torniamo a casa e parliamo di Cina, diventiamo oggetto d’interesse semplicemente perché siamo stati in Cina (“L’ha vist’ chel lì, sciura, l’è el fioeu della sciura Mariuccia ch’el va semper in Cina”), abituiamo amici e parenti all’idea di Cina, sia che ne parliamo bene, sia che ne parliamo male.
La Cina adesso c’è. E’ nelle teste dell’Occidente. Trenta, venti, dieci anni fa non era così.

Mi sono sentito un cammello sulla via della Seta, un animale ignaro che trasporta in groppa quelle spezie di cui ora l’Occidente non può più fare a meno. Ho pensato al té che è così naturalmente e ovviamente “mio”.

“Hu Jintao – ha concluso la mia amica – ha semplicemente preso atto di questo processo e adesso vuole valorizzarlo. Potenziarlo. Magari rallenteremo un po’ l’esportazione dell’economia e velocizzaremo quella della cultura. Va bene, io sono d’accordo.”
Ma a quel punto, i film di Zhāng Yìmóu e notiziari di Xinhua in Africa Subsahariana non mi sembravano già più la cosa essenziale: anzi, mi apparivano un astuto diversivo.

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Bestemmia

venerdì, novembre 11th, 2011

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Xinhua fa 80

mercoledì, novembre 9th, 2011

L’agenzia di stampa ufficiale “Nuova Cina” celebra i suoi 80 anni di vita e si lancia alla conquista dell’infosfera. Una nuova al Jazeera si aggira per il mondo? Ecco il mio articolo su PeaceReporter.

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