Archive for the ‘Pillole quotidiane’ Category

Armi Usa per Taiwan

sabato, gennaio 30th, 2010

Rassegna stampa sull’evento del giorno: la paventata vendita di armi Usa a Taiwan e le reazioni cinesi.

Breve riassunto per i non addetti.

L’amministrazione Obama ha chiesto ieri al Congresso l’autorizzazione per vendere armi a Taiwan, per un totale di 6,4 miliardi di dollari.
Del pacchetto fanno parte 114 missili intercettori Patriot (2,81 miliardi), 60 elicotteri Black Hawk (3,1 miliardi), equipaggiamento per le comunicazioni dei cacciabombardieri F-16 di Taipei (340 milioni), 2 cacciamine classe Osprey (105 milioni) e 12 missili antinave Harpoon (37 milioni).

La Cina considera da sempre Taiwan parte integrante della nazione, una questione di politica interna nella quale nessuno deve immischiarsi.
La reazione è stata quindi durissima. Pechino ha dichiarato la sospensione “parziale” degli scambi e delle relazioni militari con gli Stati Uniti. Saranno imposte sanzioni alle aziende americane che venderanno armi a Taiwan.
La vicenda accade all’indomani delle tensioni suscitate dal “caso Google“.

  • La posizione cinese. (Xinhua, China Daily)
  • Dipartimento di Stato Usa: questa fornitura contribuisce “alla sicurezza e alla stabilità tra Cina e Taiwan”. (Bbc)
  • Alcuni commenti made in Us: le relazioni sino-americane sono troppo importanti perché la Cina vi rinunci per una vicenda così marginale. (New York Times)
  • Adesso Pechino potrebbe negare il proprio appoggio a Washington su eventuali nuove sanzioni all’Iran. (The Guardian)
  • Ma la Clinton ha già messo le mani avanti (con un giorno d’anticipo): “Se la Cina non si unisce alle sanzioni, resterà isolata“. (Los Angeles Times)
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Pillole quotidiane: condanne a morte, libri e media

lunedì, ottobre 12th, 2009

Si chiamano Abdukerim Abduwayit, Gheni Yusup, Abdulla Mettohti, Adil Rozi, Nureli Wuxiu’er e Alim Metyusup i 6 condannati a morte per i disordini nello Xinjiang di luglio. A un altro imputato, Tayirejan Abulimite, è stato comminato l’ergastolo . Lo riporta Xinhua.
Le condanne sono state inflitte per omicidio, incendio doloso e furto.

Domani inizia la Buchmesse di Francoforte. Quest’anno, ospite d’onore è la Cina, al motto di “Tradizione e innovazione” (per l’occasione è stato prodotto anche un sito ufficiale).
Su China Digital Times la si definisce una scelta controversa che rivela le stesse contraddizioni della Fiera di Francoforte.
Su Far Eastern Economic Review si parla della capacità censoria della Cina anche in occasione dell’evento tedesco, mettendolo in relazione con altri episodi precedenti.
Il direttore della Fiera, Juergen Boos, difende le ragioni degli organizzatori e promette piena visibilità a dissidenti e minoranze oppresse.
All’inaugurazione – riporta Xinhua – prenderà parte anche il vicepresidente Xi Jinping, da più parti indicato come “l’erede al trono” del Celeste Impero.

Nel frattempo, si è concluso a Pechino il primo World Media Summit, organizzato da Xinhua, che aveva come sottotitolo “Cooperation, Action, Win-Win and Development“. Nelle intenzioni cinesisi trattava soprattutto di parlare dell’industria dei media e delle sfide future sia con l’avvento delle nuove tecnologie sia alla luce della crisi.
Il comunicato finale mette l’accento su un’informazioneaccurata, obiettiva, imparziale e corretta“. Si aggiunge anche che i media devono promuovere “responsabilità e trasparenza dei governi e delle istituzioni pubbliche“.
Quali saranno le conseguenze in Cina, si vedrà.

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Pillole quotidiane: un complotto contro Hu?

mercoledì, luglio 22nd, 2009

Tiene banco ancora la vicenda dello Xinjiang.
Segnalo, dal blog di Francesco Sisci, “Hitting at Hu?“, pezzo (ripreso da Asia Times) che avanza la tesi complottista sui disordini di Urumqi. Il ragionamento conduce all’analisi dei meccanismi decisionali interni al potere cinese e alla conclusione che bisogna renderli più trasparenti e democratici proprio per garantire la sopravvivenza del potere stesso.
Rimando al mio pezzo sui “Lati oscuri” per un confronto/ampliamento.

Su Xinhua, compare una notiziola che potrebbe avere enormi conseguenze. Alcuni esperti di diritto consigliano al governo cinese di dotarsi di una vera e propria legislazione antiterrorismo. Si sostiene infatti chele attuali norme “poco esplicite” vadano coadiuvate da specifiche leggi adatte a un conflitto sul lungo periodo, quello appunto contro il terrorismo. La Cina come gli Usa del post 11 settembre? Vedremo.

Tornando a Hu, segnalo l’articolo di Lavoce.info: “In affari con Hu Jintao“. Fa il punto sulle relazioni economiche Cina-Italia e sottolinea come il Dragone sia ormai più interessante per gli investimenti che può fare all’estero, piuttosto che come terra di conquista.
Sempre su La Voce, ecco “La Cina cresce. Ma quanto?
Molti economisti esultano per la ripresa cinese, che può trainare le altre economie. Ma quanto la crescita oltre Muraglia può essere di beneficio agli altri Paesi? E soprattutto, le statistiche che arrivano da Pechino sono attendibili?

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Pillole quotidiane: “Noi non c’entriamo”

giovedì, aprile 30th, 2009

 

La Cina guarda con preoccupazione all’influenza suina e nega che possa avere avuto origine nel Fujian, dove si è verificata una moria di maiali: la patologia è diversa, non ci sono casi di umani colpiti da “swine flu” in Cina e il Dragone non esporta maiali vivi in Messico e Usa.

  • Febbre suina:
    lo speciale di China Daily
    Quello di Xinhua
  •  ”Non c’entrano niente i maiali del Fujian“. (China Daily)
  • L’esperienza asiatica nella gestione dell’epidemia. (Far Eastern Economic Review)
  • Ottimismo a livello internazionale sulla ripresa dell’economia cinese. Ma è meglio andarci cauti. (Bbc)
  • Ma gli Usa si lamentano per il “protezionismo cinese“. (BusinessWeek)
  • Soft power: 10 miliardi di dollari cinesi per foraggiare l’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN). (Asia Times)
  • Wen Jiabao invita il Giappone a “trattare correttamente le questioni storiche“. (Cctv)
  • Reportage sui Qiang, minoranza etnica del Sichuan. (Beijing Review)
  • Ma lo scioglimento dei ghiacciai minaccia la biodiversità umana e animale sull’altopiano tibetano. (Chinadialogue)
  • Anche gli eroi sono corrotti. (Asia Times)
  • E contro la corruzione il governo cavalca il cristianesimo (protestante). (Red blue China)
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Pillole quotidiane: Prendi i soldi (pochi) e scappa

venerdì, aprile 3rd, 2009

L’agenda che si è affermata al G20 di Londra ha posto in primo piano l’immissione di nuova liquidità sui mercati e solo in seconda istanza la necessità di riformare le istituzioni economiche globali.
In pratica è quello che volevano gli Usa: prima mettiamo una toppa alla crisi, in seguito, forse, parleremo delle nuove regole.
Ma è una vittoria parziale. Le risorse che il G20 ha deciso di stanziare non sono certo trascendentali: 1.100 miliardi di dollari, di cui 750 destinati a foraggiare il Fmi. E’ sufficiente osservare che finora le singole economie avevano già investito in misure anticrisi circa 5mila miliardi.

Per una ricostruzione complessiva:

E la Cina? Dovrebbe contribuire al nuovo finanziamento del Fmi con 40 miliardi di dollari, secondo il meccanismo consolidato degli SDR: ogni Paese, in caso di bisogno, può prelevare dal fondo comune. Se usa la propria quota, altri Paesi lo pagano con le proprie riserve reali, subentrando nel possesso dei Diritti Speciali di Prelievo”. Insomma, la Cina foraggerà il Fmi più che in passato e in cambio avrà quella valuta che vorrebbe (con la Russia) far diventare la nuova moneta di riserva globale.

Il punto di vista cinese:

  • Lo speciale di Xinhua
  • Il sunto di China Daily, con un pregevole schemino sulle “quote” di ogni Paese all’interno delle istituzioni economiche internazionali
  • Hu Jintao: cooperando ce la faremo,  bisogna riformare il sistema economico mondiale, non bisogna cadere nel protezionismo. (Xinhua)
  • Grande enfasi sull’incontro Hu-Obama e soddisfazione per il varo del meccanismo dei “China-U.S. Strategic and Economic Dialogues“. (Xinhua)
  • L’incontro Cina-Francia: nessun appoggio all’indipendenza del Tibet. (China Daily)
  • Le highlights del tour di Hu Jintao. (Xinhua)

La mia sensazione complessiva è che la Cina abbia fatto un ulteriore passo avanti nella sua lunga marcia verso la stanza dei bottoni.
Apparentemente esce dal G20 come il ricco parvenu che apre il portafoglio per conquistare un posto alla tavola del nobile decaduto.
Ma per spiegare meglio, parlerò presto di “soft power” e “peaceful rising“.
Alla prossima…

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