Il Dragone e lo sceicco
mercoledì, maggio 4th, 2011I commenti cinesi alla morte di Osama bin Laden: un fantasma si aggira per il Celeste Impero
Divisa per linee verticali e orizzontali. Così appare la Cina di fronte all’annuncio dell’assassinio di Osama bin Laden da parte delle forze speciali Usa.
A livello ufficiale, l’iniziale plauso per la liquidazione dello “sceicco del terrore” si è accompagnato da subito a precisazioni significative.
Quando la notizia dell’azione dei Navy Seals è giunta a Pechino, China Daily è uscito immediatamente con un editoriale in cui si ricordava che “molti Paesi” sono nel mirino del terrorismo e hanno dovuto subirne le azioni. Il riferimento è allo Xinjiang cinese e all’Movimento Islamico del Turkestan Orientale (Doğu Türkistan İslâm Hareketi), che fu iscritto su indicazione di Pechino, all’indomani dell’11 settembre, nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionalistilata dall’Onu e riconosciuta, fra gli altri, dagli stessi Usa e dal Pakistan.
Tuttavia – riconosce China Daily – terrorismo ed estremismo “sono radicati nell’ingiustizia e nella diseguaglianza dell’ordine economico e politico mondiale. Non c’è bisogno di dire che gli sforzi per combattere il terrorismo devono prende di mira anche queste cause originarie“. Sono quindi necessari “un’impegno più forte, un consenso più ampio e più cooperazione internazionale“.
Dietro il commento c’è l’agenda politica di Pechino: Xinjiang (e quindi Tibet) sono cinesi, chi non li ritiene tali appoggia il terrorismo; la battaglia comune contro il terrore deve passare per una ridistribuzione delle risorse e una ridefinizione delle responsabilità a livello internazionale; la Cina è un partner alla pari, non un parvenu da tenere costantemente sotto esame.
Cina Mondo Globalizzazione
