Posts Tagged ‘cina’

Pechino-Islamabad, un’amicizia molto interessata

martedì, luglio 27th, 2010

I rapporti economici sempre più stretti tra Cina e Pakistan e le ricadute geopolitiche

Mentre cresce l’imbarazzo tra Usa e Pakistan, Islamabad guarda sempre più a Oriente, cioè verso la Cina.
Le ragioni economiche si intersecano a quelle politico-strategiche, in un processo che per il principio dei vasi comunicanti influenza tutta l’Asia centro-meridionale.

Il presidente pachistano Asif Ali Zardari ha compiuto in luglio il suo quinto viaggio oltre Muraglia da quando è al potere (2008). Con i leader di Pechino ha discusso soprattutto di accordi economici che interessano i più disparati settori, dall’energia ai trasporti, passando per miniere e sviluppo portuale.
La Cina punta esplicitamente a diventare il primo partner commerciale del Pakistan, raddoppiando gli scambi dagli attuali 7 miliardi di dollari ai 15 previsti entro un paio di anni.
Per avere idea della portata del fenomeno basti dire che nei primi cinque mesi di quest’anno il commercio bilaterale è cresciuto del 31 per cento.

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Petrolio, il Dragone energivoro e il disastro di Dalian

venerdì, luglio 23rd, 2010

La Cina ha fatto incetta di energia fossile sfruttando la crisi globale. Ora si spera nella green technology

Una macchia nera che ormai ricopre 430 chilometri quadrati di mare, un disastro ecologico riconosciuto anche dai media cinesi che colpisce proprio una delle zone turistiche più famose della Cina, dove gente comune e funzionari di partito affollano spiagge che ricordano le più note località turistiche d’Occidente.
Pesca vietata fino alla fine di agosto, 15 chilometri di barriere antipetrolio calate in mare per evitare che la marea nera raggiunga anche le acque internazionali.

E’ quanto sta accadendo a Dalian, capoluogo della provincia del Liaoning e porto più settentrionale del Celeste Impero, dove il 16 luglio due oleodotti e un silos-cisterna sono esplosi riversando in mare oltre 1500 tonnellate di greggio che arrivava dall’Arabia Saudita.

Le autorità locali hanno requisito in fretta e furia più di 800 pescherecci e dicono che risolveranno il problema entro la fine del mese, i media riportano le notizie della riapertura del porto, ma alcune foto diffuse da Greenpeace rivelano l’altra faccia della medaglia: vigili del fuoco sommersi dal petrolio mentre cercavano di tappare la falla e portati faticosamente in salvo (uno è morto e un altro è disperso).

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Orient Express

mercoledì, luglio 21st, 2010

Le ferrovie cinesi arrivano in Argentina, nuovo Far West del Dragone

Sui binari della ferrovia arrivano i soldi, tanti. Ma come la storia insegna, il treno porta anche presenze straniere che spesso si traducono in colonizzazione, economica e demografica se non militare.
Oggi tutti vogliono i soldi della Cina. Li vuole anche la presidente argentina Cristina Kirchner che ha appena siglato un accordo da dieci miliardi di dollari con Pechino per rinnovare, appunto, le proprie ferrovie.

L’export di tecnologia ferroviaria cinese gode dei benefici dell’assemblaggio. Il Dragone non ti vende il motore più efficiente o il binario più resistente. Ti vende il pacchetto completo, facendo leva su un’economia di scala che non ha pari al mondo: si assorbe tecnologia altrui (Francia, Germania, Giappone) e si costruisce più in fretta e a costi inferiori degli altri.

E così il settore evolve ed esporta, soprattutto per quanto riguarda i treni superveloci. In Cina sono attualmente in costruzione 10mila chilometri di linee ad alta velocità; Singapore, Australia, Turchia, Venezuela sono già nel pacchetto clienti e il ministero delle Ferrovie dichiara di puntare a Nord America, Europa e Sud America.

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Cina, più rigide le regole anticorruzione

martedì, luglio 13th, 2010

Un messaggio ai cittadini e anche agli Usa: nuove misure per controllare meglio i redditi dei funzionari statali

In Cina è in corso l’ennesimo giro di vite sui funzionari corrotti.
Mentre i media danno quotidianamente notizia di punizioni esemplari, il Consiglio di Stato (leggi “il governo”) e il Comitato Centrale del Partito comunista hanno varato una serie di misure che irrigidiscono i controlli sui “nuovi mandarini”. Il varo del nuovo pacchetto coincide con un sondaggio del Quotidiano del Popolo, secondo cui la corruzione è percepita dai cinesi come l’ostacolo principale verso una crescita sia accelerata sia equa. Soprattutto in tempi di crisi globale.

Le nuove regole impongono ai funzionari di dichiarare ogni cambiamento di stato civile e tutti i redditi propri e dei familiari, anche qualora risiedano all’estero: salari, proprietà immobiliari, investimenti in borsa, nei fondi assicurativi e in qualsiasi prodotto finanziario.
Le dichiarazioni andranno fatte su base annua alle sezioni locali del partito, i cui uffici organizzativi e disciplinari – così come i pubblici ministeri – potranno in qualsiasi momento accedere alla documentazione.
La pena prevista in caso di mancata dichiarazione o dati incompleti è il licenziamento. Finora scattava un semplice richiamo.

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Urumqi un anno dopo: esercitazioni congiunte Cina-Pakistan

mercoledì, luglio 7th, 2010

Lo Xinjiang appare sempre più come una pedina nello scacchiere centroasiatico

A un anno dai disordini di Urumqi, qualcosa si muove in Xinjiang.
Nessuna riedizione degli incidenti che il 5 luglio 2009 provocarono centonovantasette morti e oltre milleseicento feriti, perché la polizia e 40mila telecamere controllano le strade. Ma alcune notizie rivelano che Pechino non abbassa la guardia.

Già a maggio, l’ufficio di pubblica sicurezza della municipalità di Urumqi aveva istituito un’unità speciale della polizia denominata “Squadra delle Tigri Volanti“, con il compito specifico di combattere il terrorismo, liberare ostaggi e intervenire in caso di attentati.

Il 3 luglio, con l’approssimarsi dell’anniversario della rivolta uigura, Cina e Pakistan hanno poi avviato esercitazioni militari congiunte. L’operazione “Amicizia 2010” – questo il nome del progetto – si svolge nella città cinese di Qingtongxia, nella regione autonoma del Ningxia, anch’essa a maggioranza islamica (Hui) come lo Xinjiang.
Alle esercitazioni partecipano circa cento membri di corpi speciali per ognuno dei due Paesi, coadiuvati dall’aviazione cinese. E’ la terza volta che gli eserciti di Cina e Pakistan fanno esercitazioni congiunte.

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