Posts Tagged ‘corea del nord’

Corea del Nord, l’ambientalista scomoda

giovedì, marzo 10th, 2011

Pyongyang vuole partecipare al meccanismo dei crediti carbonio: meno Co2 in cambio di risorse economiche

Soldi per non inquinare. È la logica del sistema di scambio delle emissioni – o cap-and-trade – secondo cui chi manda in circolo meno Co2 può “vendere” le proprie quote risparmiate a chi invece sfora il limite. Così, secondo gli adepti del mercato come ricetta buona a tutto, la “mano invisibile” salverebbe il pianeta.

La faccenda si complica quando nel “giro” vuole entrarci anche qualche partner imbarazzante, in questo caso la Corea del Nord.

Pyongyang ritiene infatti di avere diritto a ottenere crediti carbonio grazie all’energia “pulita” prodotta dalle proprie centrali idroelettriche ed equivalente a sette-otto megawatt l’anno. Ha incaricato la tedesca Hanns Seidel Foundation – una Ong legata alla Unione Cristiano-Sociale di Baviera – di sottoporre la propria istanza alle Nazioni Unite, istituzione competente per la concessione dei crediti: soldi in cambio di Co2 risparmiata e centrali nordcoreane iscritte d’ufficio al Clean Development Mechanism (Cdm). Data la capacità degli impianti, si parla di milioni di euro all’anno.
È inutile sottolineare che il flusso di denaro fresco sarebbe vitale per un Paese alla fame, periodicamente afflitto dalla carestia, in grado di sostenere un programma nucleare ma non di nutrire i propri cittadini.

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La Corea del Nord chiede la pace agli Usa

martedì, gennaio 11th, 2011

Per Pyongyang è la ricerca di un confronto diretto con il nemico di sessant’anni

Mentre il segretario alla Difesa Usa Robert Gates incontra le massime autorità cinesi nel suo viaggio diplomatico, l’agenzia Nuova Cina riferisce che la Corea del Nord ha chiesto agli Stati Uniti di “abbandonare la sua politica ostile contro il Paese e firmare un accordo di pace per sostituire l’accordo di armistizio della guerra coreana”.
L’apertura arriva dal Rodong Sinmun, quotidiano ufficiale del regime, ed è quindi da giudicare attendibile.

L’attenzione si sposta così nuovamente sull’intreccio coreano e sul tema della pace, sul tavolo dal 1953, quando la guerra di Corea terminò senza un trattato di pace e con un semplice cessate il fuoco. Formalmente, Washington e Pyongyang sono ancora in guerra.
Secondo il quotidiano, un accordo di pace dovrebbe essere firmato per trasformare  la “relazione belligerante” tra i due Paesi in una “pacifica e fiduciaria”. Pyongyang ribadisce inoltre che la pace promuoverebbe il processo di denuclearizzazione della penisola, vista quindi come conseguenza e non come prerequisito dell’accordo stesso.

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Corea del Sud, la riunificazione come priorità

mercoledì, dicembre 29th, 2010

Cambia la politica di Seul dopo le recenti tensioni con Pyongyang. La Cina dice no, per ora

Spingere lentamente ma costantemente in direzione della riunificazione evitando, al tempo stesso, rappresaglie di Pyongyang.
E’ questa la strategia sudcoreana per il futuro, resa esplicita da un rapporto presentato dai ministri della Difesa, degli Esteri e della Riunificazione, al presidente Lee Myung Bak.
Una strategia evidentemente concordata con Stati Uniti e Giappone.
Si tratta di un passaggio angusto: bisogna fare terra bruciata attorno alla dinastia dei Kim e al tempo stesso evitare le cannonate. Ma, in caso di cannonate, si deve contrattaccare velocemente, in profondità, senza permettere ulteriori colpi di coda.

Dopo l’attacco di Yeonpyeong le polemiche hanno squassato il mondo politico di Seul.  A farne le spese è stato il ministro della Difesa Kim Tae-young, rimpiazzato dal generale Kim Kwan-jin.
In un sondaggio fatto all’indomani dell’incidente, l’ottanta per cento dei coreani ha affermato che il governo avrebbe dovuto attuare una “risposta militare più forte“.
Da quel momento in poi, la strategia del presidente Lee fondata sulla ripresa dei colloqui a sei con Cina, Russia, Usa e Giappone – oltre che con la Corea del Nord – ha cominciato a vacillare. Non si tratta quindi più di premere per scongiurare il programma nucleare nordcoreano e migliorare le relazioni con Pyongyang, ma anche di agire per un diverso scenario: “La Corea del Sud vuole una pacifica riunificazione della penisola coreana – ha detto Lee in visita alle truppe di confine il 27 dicembre – non attaccheremo per primi, ma se attaccati saremo costretti a rispondere con forza per difendere la pace”.

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38° parallelo: dossier Corea

sabato, novembre 27th, 2010

Un popolo o forse due, sistemi contrapposti, un grande gioco che coinvolge tutta l’Asia orientale.
Lo speciale di PeaceReporter sulle due Coree, con articoli miei e dei miei colleghi. Aggiornamenti costanti dal 38° parallelo.

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Corea del Nord, cannonate per attirare l’attenzione

mercoledì, novembre 24th, 2010

Rosella Ideo, coreanista: chi paga è la popolazione in stato di indigenza

Mentre l’annuncio di nuove esercitazioni militari congiunte Stati Uniti-Corea del Sud rischia di esasperare ancor più le tensioni nell’area, ci si chiede perché la Corea del Nord abbia aggredito, o “provocato” che dir si voglia, quella del Sud. Cerchiamo di capirlo con Rosella Ideo, coreanista e storica dell’Asia orientale.

“Alla base c’è l’esasperazione di Pyongyang perché gli Usa mantengono un atteggiamento di marginalizzazione del problema nordcoreano. Inoltre, Washington dice ‘no’ al tavolo a sei se Pyongyang non dimostra prima una volontà politica e pratica di denuclearizzare unilateralmente. Questo è il modo eccessivo, perché colpisce anche le popolazioni civili, con cui Pyongyang fa valere le proprie ragioni”.

Quindi si tratta di un bombardamento per “attirare l’attenzione”?

La Corea del Nord vuole presentarsi al tavolo di eventuali trattative con armi forti. Le uniche di cui dispone sono il deterrente nucleare e la guerra convenzionale. In questa strategia rientrano anche le recenti rivelazioni sul nuovo impianto di arricchimento dell’uranio.

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