Posts Tagged ‘corea del sud’

Corea del Sud, la riunificazione come priorità

mercoledì, dicembre 29th, 2010

Cambia la politica di Seul dopo le recenti tensioni con Pyongyang. La Cina dice no, per ora

Spingere lentamente ma costantemente in direzione della riunificazione evitando, al tempo stesso, rappresaglie di Pyongyang.
E’ questa la strategia sudcoreana per il futuro, resa esplicita da un rapporto presentato dai ministri della Difesa, degli Esteri e della Riunificazione, al presidente Lee Myung Bak.
Una strategia evidentemente concordata con Stati Uniti e Giappone.
Si tratta di un passaggio angusto: bisogna fare terra bruciata attorno alla dinastia dei Kim e al tempo stesso evitare le cannonate. Ma, in caso di cannonate, si deve contrattaccare velocemente, in profondità, senza permettere ulteriori colpi di coda.

Dopo l’attacco di Yeonpyeong le polemiche hanno squassato il mondo politico di Seul.  A farne le spese è stato il ministro della Difesa Kim Tae-young, rimpiazzato dal generale Kim Kwan-jin.
In un sondaggio fatto all’indomani dell’incidente, l’ottanta per cento dei coreani ha affermato che il governo avrebbe dovuto attuare una “risposta militare più forte“.
Da quel momento in poi, la strategia del presidente Lee fondata sulla ripresa dei colloqui a sei con Cina, Russia, Usa e Giappone – oltre che con la Corea del Nord – ha cominciato a vacillare. Non si tratta quindi più di premere per scongiurare il programma nucleare nordcoreano e migliorare le relazioni con Pyongyang, ma anche di agire per un diverso scenario: “La Corea del Sud vuole una pacifica riunificazione della penisola coreana – ha detto Lee in visita alle truppe di confine il 27 dicembre – non attaccheremo per primi, ma se attaccati saremo costretti a rispondere con forza per difendere la pace”.

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38° parallelo: dossier Corea

sabato, novembre 27th, 2010

Un popolo o forse due, sistemi contrapposti, un grande gioco che coinvolge tutta l’Asia orientale.
Lo speciale di PeaceReporter sulle due Coree, con articoli miei e dei miei colleghi. Aggiornamenti costanti dal 38° parallelo.

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Corea del Nord, cannonate per attirare l’attenzione

mercoledì, novembre 24th, 2010

Rosella Ideo, coreanista: chi paga è la popolazione in stato di indigenza

Mentre l’annuncio di nuove esercitazioni militari congiunte Stati Uniti-Corea del Sud rischia di esasperare ancor più le tensioni nell’area, ci si chiede perché la Corea del Nord abbia aggredito, o “provocato” che dir si voglia, quella del Sud. Cerchiamo di capirlo con Rosella Ideo, coreanista e storica dell’Asia orientale.

“Alla base c’è l’esasperazione di Pyongyang perché gli Usa mantengono un atteggiamento di marginalizzazione del problema nordcoreano. Inoltre, Washington dice ‘no’ al tavolo a sei se Pyongyang non dimostra prima una volontà politica e pratica di denuclearizzare unilateralmente. Questo è il modo eccessivo, perché colpisce anche le popolazioni civili, con cui Pyongyang fa valere le proprie ragioni”.

Quindi si tratta di un bombardamento per “attirare l’attenzione”?

La Corea del Nord vuole presentarsi al tavolo di eventuali trattative con armi forti. Le uniche di cui dispone sono il deterrente nucleare e la guerra convenzionale. In questa strategia rientrano anche le recenti rivelazioni sul nuovo impianto di arricchimento dell’uranio.

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Corea, la battaglia di Yeonpyeong

martedì, novembre 23rd, 2010

Pyongyang esplode colpi d’artiglieria verso le isole contese: tre morti e numerosi feriti

Millesettecento abitanti e mille soldati di guarnigione, nel Mar Giallo, a soli dodici chilometri dalla costa nordcoreana. Sono le due isole Yeonpyeong, dove stamane almeno due soldati di Seul sono morti nel cannoneggiamento messo in atto dalla Corea del Nord. Si parla di sessanta-settanta colpi di artiglieria. Gli ultimi aggiornamenti riportano anche un totale di quindici militari e tre civili feriti, parecchi edifici sono in fiamme.

La Corea del Sud ha risposto con un’ottantina di cannonate sparate oltre il 38° parallelo e con una squadriglia di F-16 inviata nella zona.
Il generale Lee Hong-ki, dello stato maggiore di Seul, ha dichiarato che  i nordcoreani hanno subito “un danno significativo” nel contrattacco lanciato dalle forze militari sudcoreane.

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Obama d’Oriente, gli Usa verso la nuova frontiera

martedì, novembre 9th, 2010

Il viaggio del presidente statunitense nel centro del mondo futuro e il contenimento della Cina

India, Indonesia, Corea del Sud, Giappone. Il presidente statunitense Barack Obama fa il giro di quelle che il suo Paese considera le “democrazie asiatiche” per rinvigorire la presenza di Washington in Estremo Oriente. Si tratta di accerchiare la Cina? L’abbiamo chiesto a Roberto Menotti, coordinatore editoriale di Aspenia, rivista di Aspen Italia.

Il viaggio di Obama fa parte di un progetto di contenimento della Cina?

Mi sembra che l’obiettivo implicito sia di lanciare messaggi non solo alla Cina ma anche, di tipo positivo, agli alleati regionali: gli Stati Uniti sono vigili rispetto all’ascesa cinese. Questa scelta si traduce nell’inedito sostegno a un ruolo di alto profilo internazionale per l’India, che a Pechino è letto come una forma di contenimento indiretto, soft, molto in linea con le strategie complessive di Obama: una strategia di contenimento guardinga.

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