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	<title>Chen Ying &#187; economia</title>
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		<title>L&#8217;Italia vista da Pechino</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Soprassedendo sul sabato romano, ho scritto un pezzo sui timori che l&#8217;Italia riesce a suscitare perfino in Cina.
Ecco dunque L&#8217;Italia vista da Pechino.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/58/584/5846/58467.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<p>Soprassedendo sul sabato romano, ho scritto un pezzo sui timori che l&#8217;Italia riesce a suscitare perfino in Cina.<br />
Ecco dunque <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31013/L%27Italia+vista+da+Pechino" target="_blank"><strong><em>L&#8217;Italia vista da Pechino</em></strong></a>.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F10%2F17%2Flitalia-vista-da-pechino%2F&amp;title=L%26%238217%3BItalia%20vista%20da%20Pechino" id="wpa2a_2"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I padroni scappano (e non pagano)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 12:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Nello Zhejiang, cioè praticamente nella Brianza o Triveneto cinese, c&#8217;è una crisi di liquidità. Il governo ha imposto alle banche di stringere i cordoni del prestito per raffreddare l&#8217;inflazione e la speculazione immobiliare e, come risultato, ha tarpato le ali alle piccole manifatture votate all&#8217;export. Gli industrialotti locali, presi dal panico, scappano letteralmente. Le maestranze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm7.static.flickr.com/6228/6243496896_2a84fc9f1e.jpg" alt="" width="450" height="185" /></p>
<p>Nello <strong>Zhejiang</strong>, cioè praticamente nella Brianza o Triveneto cinese, c&#8217;è una <strong>crisi di liquidità</strong>. Il governo ha imposto alle banche di stringere i cordoni del prestito per raffreddare l&#8217;inflazione e la speculazione immobiliare e, come risultato, ha tarpato le ali alle <strong>piccole manifatture votate all&#8217;export</strong>. Gli <strong>industrialotti</strong> locali, presi dal panico, <strong>scappano</strong> letteralmente. Le <strong>maestranze</strong> restano <strong>senza salario</strong>.<br />
Questo dimostra come il cosiddetto &#8220;<strong>modello cinese</strong>&#8220;, in cui la politica può agire in tempo reale per correggere l&#8217;economia,  sia costretto a fare i conti con una <strong>complessità che gli sfugge</strong>.<br />
<strong>Il mio articolo</strong> è sia su <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/30970/Cina%2C+nello+Zhejiang+c%27%E8+crisi" target="_blank"><strong><em>PeaceReporter</em></strong></a> sia su <a href="http://www.china-files.com/it/link/11862/zhejiang-piccola-e-media-impresa-in-crisi" target="_blank"><strong><em>Chinafiles</em></strong></a>, scegliete voi a chi regalare un click.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F10%2F14%2Fi-padroni-scappano-e-non-pagano%2F&amp;title=I%20padroni%20scappano%20%28e%20non%20pagano%29" id="wpa2a_4"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Al via il welfare alla cinese</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/06/07/al-via-il-welfare-alla-cinese/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Una legge di sicurezza sociale rende il  Dragone un po&#8217; più simile  all&#8217;Occidente e coinvolge anche gli  stranieri. Ma i primi a lamentarci  siamo proprio noi
Entra in vigore il primo luglio, ma già scatena polemiche: è la legge di sicurezza sociale cinese,  approvata lo scorso ottobre. Per le autorità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/511/5110/51100.jpg" alt="" width="310" height="207" /></p>
<h3>Una legge di sicurezza sociale rende il  Dragone un po&#8217; più simile  all&#8217;Occidente e coinvolge anche gli  stranieri. Ma i primi a lamentarci  siamo proprio noi</h3>
<p>Entra in vigore il <strong>primo luglio</strong>, ma già scatena polemiche: è la <strong>legge di sicurezza sociale cinese</strong>,  approvata lo scorso ottobre. Per le autorità di Pechino è un passo  verso l&#8217;integrazione con i Paesi sviluppati d&#8217;Occidente, nel segno del <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28125/Cina%2C+eguaglianza+per+legge" target="_self"><strong>welfare</strong>, dei <strong>diritti</strong> e dei <strong>doveri</strong></a>. Ma per chi ha puntato sulla <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina</strong></a> come paradiso del <strong>business senza vincoli</strong>, è una <strong>sciagura</strong>.</p>
<p>La legge è il primo tentativo organico di trovare <strong>risorse per finanziare lo stato sociale</strong>. In estrema sintesi, prevede che <strong>sia imprese sia dipendenti</strong> che operano e risiedono in Cina <strong>paghino le <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26236/Cina%2C+tassa+dell%27armonia+per+megalopoli+del+caos" target="_self">tasse</a></strong> che andranno poi a finanziare <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24526/Cina%2C+dal+figlio+unico+alla+riforma+delle+pensioni" target="_self"><strong>pensioni</strong></a>, <strong>sistema sanitario</strong>, <strong>sussidi di disoccupazione</strong>, <strong>infortuni sul lavoro</strong> e <strong>maternità</strong>.<br />
<strong>Si applica anche agli stranieri</strong> che da più di sei mesi lavorano in Cina, e qui sorgono i problemi. Se  autorità e commentatori locali sono infatti concordi nel sostenere che  la legge &#8220;assicurerà ai dipendenti stranieri gli stessi benefici dei  cinesi&#8221; (nonché i doveri), il <em>Wall Street Journal</em> e alcune imprenditori occidentali si sono già affrettati a sottolineare come Pechino intenda far pagare ai cosiddetti <em>expat</em> il proprio welfare.</p>
<p>I circa <strong>seicentomila stranieri che lavorano in Cina</strong>,  di fatto, pagheranno le tasse e potranno accedere ai servizi previsti  dalla legge. Nulla di strano: giusto per fare un esempio, anche un  italiano che vive e risiede in Svezia paga tasse e contributi  previdenziali che poi gli ritorneranno sotto forma di cure sanitarie e  pensione d&#8217;anzianità.<br />
Nel malcelato fastidio espresso dal capitalismo occidentale c&#8217;è sicuramente un <strong>aspetto ideologico</strong>:   la salute non è un diritto, ma una merce che si paga; e per la  pensione ci sono le assicurazioni private. Ma il problema sembra  risiedere soprattutto nella <strong>traduzione <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28224/Metropoli+Cina" target="_self">nel particolare contesto cinese</a></strong> di un principio condiviso dai più e della conseguente norma di legge.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28823/Al+via+il+welfare+alla+cinese" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F06%2F07%2Fal-via-il-welfare-alla-cinese%2F&amp;title=Al%20via%20il%20welfare%20alla%20cinese" id="wpa2a_6"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cina, tempeste di sabbia e minoranze inquiete</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/06/01/cina-tempeste-di-sabbia-e-minoranze-inquiete/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
All&#8217;origine del disagio profondo della Mongolia Interna
Qualche anno fa, le foto di piazza Tiananmen offuscata da una nebbia arancione fecero il giro del mondo. Filtri fotografici o post-produzione digitale  non c&#8217;entravano nulla. Ormai, quando a primavera l&#8217;aria di Pechino si  satura di giallo-arancio e l&#8217;aria si fa irrespirabile, tutti sanno che è  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/509/5098/50980.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>All&#8217;origine del disagio profondo della Mongolia Interna</h3>
<p>Qualche anno fa, le foto di <strong>piazza Tiananmen offuscata da una nebbia arancione</strong> fecero il giro del mondo. Filtri fotografici o post-produzione digitale  non c&#8217;entravano nulla. Ormai, quando a primavera l&#8217;aria di Pechino si  satura di giallo-arancio e l&#8217;aria si fa irrespirabile, tutti sanno che è  in corso una <strong>tempesta di sabbia</strong>. Il vento arriva da nord-ovest e porta con sé la polvere del <strong>Gobi</strong>, il deserto che la Cina condivide con la Mongolia, ma anche quella di <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27167/Siccit%E0.+La+Cina+di+fronte+all%27emergenza+ambientale" target="_self"><strong>pianure che un tempo furono pascoli stepposi</strong></a>: ora non più.</p>
<p>La zona da cui arrivano le tempeste di sabbia è la <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28752/Cina%2C+la+questione+mongola" target="_self"><strong>Mongolia Interna cinese</strong></a>. In questi giorni se ne parla per via delle <strong>manifestazioni</strong> che la <strong>popolazione di etnia mongola</strong>, ormai minoranza, sta inscenando dopo la morte di un <strong>pastore rimasto schiacciato da un camion</strong> che trasportava carbone. Non è azzardato dire che alla base del malessere diffuso ci siano anche <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26811/Cina%2C+l%27aviazione+%27semina%27+nuvole+per+combattere+la+siccit%E0" target="_self"><strong>ragioni ambientali</strong></a>.  A creare problemi, è il contrasto tra lo stile di vita tradizionale,  nomade-pastorale, e la globalizzazione che, via Pechino, arriva dal  mondo stanziale.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28784/Cina%2C+tempeste+di+sabbia+e+minoranze+inquiete" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F06%2F01%2Fcina-tempeste-di-sabbia-e-minoranze-inquiete%2F&amp;title=Cina%2C%20tempeste%20di%20sabbia%20e%20minoranze%20inquiete" id="wpa2a_8"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cina, la questione mongola</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/31/cina-la-questione-mongola/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Un pastore ucciso da un camion che trasportava carbone: necessità energetiche contro civiltà nomade
10 maggio. Prefettura di Xinlingol, Mongolia Interna, Cina. Un camion che trasporta carbone travolge e uccide un pastore nomade che cercava di opporsi al passaggio del veicolo su un pascolo. La vittima, Mergen, è di etnia mongola. Alla guida del camion, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/508/5086/50867.jpg" alt="" width="310" height="207" /><strong></strong></p>
<h3>Un pastore ucciso da un camion che trasportava carbone: necessità energetiche contro civiltà nomade</h3>
<p><strong>10 maggio</strong>. Prefettura di <strong>Xinlingol</strong>, <strong>Mongolia Interna</strong>, <a href="http://it.peacereporter.net//area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina</strong></a>. Un <strong>camion che trasporta carbone</strong> travolge e <strong>uccide un pastore nomade</strong> che cercava di opporsi al passaggio del veicolo su un pascolo. La vittima, <strong>Mergen</strong>, è di <strong>etnia mongola</strong>. Alla guida del camion, un <strong>autista han</strong>.<br />
C&#8217;è anche <strong>un&#8217;altra versione</strong> che circola in rete: il pastore starebbe stato <strong>ucciso volontariamente</strong> dopo una disputa non risolta con funzionari della <strong>compagnia mineraria Spring City Group</strong> sul valore dell&#8217;indennizzo per alcune terre requisite. Gli stessi  funzionari avrebbero poi ordinato ai camionisti di passare sul cadavere.  Alcuni agenti di polizia avrebbero assistito alla scena senza  intervenire. Questa versione non è confermata, le autorità stanno  indagando.<br />
Quale sia la verità, è questa la <strong>scintilla che incendia la Mongolia interna</strong>,  regione nella quale, nonostante il nome, i mongoli sono solo il venti  per cento circa della popolazione complessiva (24 milioni di abitanti in  un territorio più grande di Italia, Germania e Spagna messe insieme):  l&#8217;80 per cento degli abitanti è di etnia han, quella maggioritaria in  Cina.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28752/Cina%2C+la+questione+mongola" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F31%2Fcina-la-questione-mongola%2F&amp;title=Cina%2C%20la%20questione%20mongola" id="wpa2a_10"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I leghisti di Hong Kong</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/30/i-leghisti-di-hong-kong/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell&#8217;ex colonia britannica
Si chiama &#8220;Potere locale di Hong Kong&#8221; (Xiānggǎng běntǔ lìliàng), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: opporsi all&#8217;estensione dei diritti dei residenti agli immigrati più recenti.
Il governo dell&#8217;ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare 6mila dollari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/502/5028/50288.jpg" alt="" width="310" height="232" /></p>
<h3>Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell&#8217;ex colonia britannica</h3>
<p>Si chiama &#8220;<strong>Potere locale di Hong Kong</strong>&#8221; (<em>Xiānggǎng běntǔ lìliàng</em>), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: <strong>opporsi all&#8217;estensione dei diritti</strong> dei residenti agli immigrati più recenti.<br />
Il governo dell&#8217;ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare <strong>6mila dollari</strong> locali (poco più di 500 euro) <strong>a ciascun residente</strong>.  Gruppi come &#8220;Potere locale&#8221; &#8211; pare che un&#8217;altro abbia raccolto oltre  800mila membri &#8211; non vogliono che siano dati a chi arriva dalla <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina continentale</strong></a>.<br />
Nel frattempo, è comparsa su Youtube una canzone, &#8220;<strong>Il mondo delle locuste</strong>&#8221; (<em>Huángchóng tiānxià</em>),  che, su un sottofondo mielosamente melodico, ci va giù pesante: &#8220;Urlano  nei ristoranti, negli hotel, nei negozi&#8221;; &#8220;Gli piace invadere e  occupare la terra di altri&#8221;; &#8220;Rubano le carte d&#8217;identità&#8221;; &#8220;Vendono  prodotti contraffatti&#8221; e, naturalmente &#8220;Sono come locuste parassitarie&#8221;.  Ovviamente si sta parlando dei cinesi provenienti dalla terraferma.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28586/I+leghisti+di+Hong+Kong" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
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		<title>Cina, guerra virtuale agli Usa</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/22/cina-guerra-virtuale-agli-usa/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/22/cina-guerra-virtuale-agli-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 10:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione lancia il proprio videogioco “sparatutto”. I cattivi sono gli americani
Si chiama Guāngróng Shǐmìng, Missione gloriosa, è un cosiddetto &#8220;sparatutto in prima persona&#8221; (dìyī  rénchēng  shèjī  yóuxì), cioè uno di quei videogiochi in cui, da una visuale in soggettiva, si crivella di colpi tutto quello che si incontra.
È stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/501/5018/50184.jpg" alt="" width="310" height="174" /></p>
<h3>L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione lancia il proprio videogioco “sparatutto”. I cattivi sono gli americani</h3>
<p>Si chiama G<em>uāngróng Shǐmìng</em>, <strong><em>Missione gloriosa</em></strong>, è un cosiddetto &#8220;<strong>sparatutto in prima persona</strong>&#8221; (<em>dìyī  rénchēng  shèjī  yóuxì</em>), cioè uno di quei <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24121/Cina%2C+quando+il+gioco+%28online%29+si+fa+duro" target="_self"><strong>videogiochi</strong></a> in cui, da una visuale in soggettiva, si crivella di colpi tutto quello che si incontra.<br />
È stato creato dal gigante dell&#8217;elettronica cinese Network Technology Co sotto la supervisione dell&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23641/Usa-Cina%2C+Washington+grida+al+lupo" target="_self"><strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong></a> e &#8211; riporta <em>Wired</em> &#8211; sembra un&#8217;imitazione di <strong><em>America&#8217;s Army</em></strong>, gioco che, come evidenzia il nome, è prodotto dall&#8217;esercito statunitense.<br />
È quindi un gioco di <em>recruitment</em> &#8211; invoglia i giovani ad arruolarsi &#8211; e di <em>training</em> &#8211; offre cioè una simulazione di addestramento militare. Poi ovviamente si spara.</p>
<p>Le similitudini finiscono qui. Se infatti i &#8220;cattivi&#8221; da sterminare nel gioco <em>made in Usa</em> sono i consueti islamici barbuti, nella versione cinese si abbattono  soldati incredibilmente simili a quelli che Washington ha dislocato in  Afghanistan, Iraq e così via: <strong>si spara sullo zio Sam</strong>.<br />
Sia chiaro: anche negli Stati Uniti esistono giochi di guerra in cui si prendono di mira i cinesi, come <em>Operation Flashpoint Dragon Rising</em>, <em>Battlefield 2</em>, <em>Call of Duty</em>.<br />
Ma nel caso cinese è proprio <strong>l&#8217;esercito a dare ufficialità al videogame</strong>.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28554/Cina%2C+guerra+virtuale+agli+Usa" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
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		<title>La Cina nella corsa alla poltrona di Strauss-Kahn</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/20/la-cina-nella-corsa-alla-poltrona-di-strauss-kahn/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Due candidati per affermare il proprio ruolo internazionale
Ci sono anche due candidati cinesi tra i papabili per il ruolo di Dominique Strauss-Kahn, accusato di violenza sessuale e quindi dimissionario dalla direzione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
Sono due economisti d&#8217;alto rango.
Il primo è Zhu Min, consigliere dell&#8217;ex direttore e quindi già inserito nei meccanismi dell&#8217;istituzione che detta ricette neoliberiste al mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/502/5023/50234.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>Due candidati per affermare il proprio ruolo internazionale</h3>
<p>Ci sono anche <strong>due candidati cinesi</strong> tra i papabili per il ruolo di <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28500/La+svolta+scomoda+di+Strauss-Kahn">Dominique Strauss-Kahn</a></strong>, accusato di <strong>violenza sessuale</strong> e quindi dimissionario dalla direzione del <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (Fmi).<br />
Sono due economisti d&#8217;alto rango.</p>
<p>Il primo è <strong>Zhu Min</strong>, consigliere dell&#8217;ex direttore e quindi già inserito nei meccanismi dell&#8217;istituzione che detta ricette neoliberiste al mondo. Ha studiato negli Stati Uniti, poi è stato <strong>vicedirettore della banca centrale cinese</strong> (<em>Zhongguo Renmin Yinhang </em><em>- Pbc)</em> e quindi ha trascorso <strong>sei anni alla Banca Mondiale</strong>. Di lui si dice - <em>Wall Street Journal</em> &#8211; che ha una visione &#8220;franca&#8221; del principale <strong>problema economico della Cina</strong>: l&#8217;<strong>inflazione</strong>, che non sarebbe un problema passeggero, bensì strutturale.<br />
L&#8217;altro candidato è <strong>Zhou Xiaochuan</strong>, <strong>governatore attuale della banca centrale</strong>. Fu proprio lui, nel 2009, a proporre di <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25601/Cina+e+Russia%2C+addio+al+dollaro+tra+politica+ed+economia" target="_self"><strong>sostituire il dollaro</strong></a> come moneta di riserva universale. Al posto del biglietto verde, Zhou avrebbe visto bene una supervaluta controllata proprio dal Fmi: lo<strong>Special Drawing Right</strong> (Sdr, &#8220;Diritti Speciali di Prelievo&#8221;, in italiano).</p>
<p>Sia ben chiaro che <strong>molto difficilmente un cinese sarà scelto</strong> come direttore generale del Fmi. I tempi non sono ancora maturi per occupare una carica tradizionalmente prerogativa degli europei. Il britannico <strong>Peter Mandelson</strong> e la francese <strong>Christine Lagarde</strong> partono il pole position.<br />
Ma il semplice fatto che se ne parli rivela lo <strong>spostamento di baricentro dell&#8217;economia mondiale verso Oriente</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28568/La+Cina+nella+corsa+alla+poltrona+di+Strauss-Kahn" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;asse Cina-Pakistan sulla nuova &#8216;Via della Seta&#8217;</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/17/lasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/17/lasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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La Zona Economica Speciale di Kashgar come punto d&#8217;arrivo della  Karakoram Highway: un legame politico che viaggia sui flussi  dell&#8217;economia
I legami tra Pechino e Islamabad si rafforzano &#8220;secondo caratteristiche cinesi&#8221;, viaggiano sulle infrastrutture e si corroborano con gli investimenti, fino a rispolverare la formula che ha dato il via al boom del Dragone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/499/4993/49938.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>La Zona Economica Speciale di Kashgar come punto d&#8217;arrivo della  Karakoram Highway: un legame politico che viaggia sui flussi  dell&#8217;economia</h3>
<p>I legami tra <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23276/Pechino-Islamabad%2C+un%27amicizia+molto+interessata" target="_self"><strong>Pechino</strong> e <strong>Islamabad</strong></a> si rafforzano &#8220;secondo caratteristiche cinesi&#8221;, viaggiano sulle <strong>infrastrutture</strong> e si corroborano con gli <strong>investimenti</strong>, fino a rispolverare la formula che ha dato il via al boom del Dragone trent&#8217;anni fa: le <strong>Zone Economiche Speciali</strong>.</p>
<p>Da tempo ormai la <strong>Karakoram Highway</strong>, che congiunge Pakistan e Cina &#8211; l&#8217;area di Abbottabad con Kashgar, nello <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/22934/Urumqi+un+anno+dopo%3A+esercitazioni+congiunte+Cina-Pakistan" target="_self"><strong>Xinjiang</strong></a> &#8211; è l&#8217;arteria su cui viaggiano le relazioni tra i due Paesi. Relazioni molto concrete: <strong>Pechino investe</strong> massicciamente non solo nella regione pachistana di frontiera del<strong> Gilgit-Baltistan</strong> (&#8220;Territori del Nord&#8221; in italiano), ma giù lungo tutto il percorso. Sono ormai circa <strong>150 le imprese cinesi</strong> che operano in Pakistan per oltre <strong> undicimila lavoratori</strong>,  tra operai e ingegneri, provenienti dal Celeste Impero. Costruiscono  infrastrutture, fanno ricerche minerarie, allestiscono reti di  telecomunicazioni, centrali elettriche, deviano i corsi d&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28484/L%27asse+Cina-Pakistan+sulla+nuova+%27Via+della+Seta%27" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F17%2Flasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta%2F&amp;title=L%26%238217%3Basse%20Cina-Pakistan%20sulla%20nuova%20%26%238216%3BVia%20della%20Seta%26%238217%3B" id="wpa2a_18"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mongolia, pattumiera nucleare</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/12/mongolia-pattumiera-nucleare/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo
La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare laMongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati Uniti e Giappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima deldisastro di Fukushima e in un&#8217;ottica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/497/4978/49783.jpg" alt="" width="532" height="191" /></p>
<h3>Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo</h3>
<p><strong>La più grande discarica nucleare del mondo</strong>. Così potrebbe diventare la<a href="http://it.peacereporter.net/area/73/1/Mongolia" target="_self"><strong>Mongolia</strong></a>, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giappone</strong>, rivelato dal quotidiano di Tokyo <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em>.<br />
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima del<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27454/Il+Giappone+in+ginocchio" target="_self"><strong>disastro di Fukushima</strong></a> e in un&#8217;ottica di concorrenza globale.<br />
La <strong>Russia</strong> offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell&#8217;energia atomica un <strong>servizio &#8220;tutto completo&#8221;</strong>: tecnologie per aprire le centrali e poi <strong>attività</strong> &#8211; e soprattutto <strong>luoghi</strong>- di <strong>smaltimento</strong> delle scorie.<br />
Anche la <strong>Francia</strong>, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l&#8217;unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo <strong>Purex</strong> (<em>p</em><em>lutonium and </em><em>u</em><em>ranium</em><em>r</em><em>ecovery by </em><em>ex</em><em>traction</em>) che produce il famigerato <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27515/Fukushima%2C+una+storia+di+veleni+e+corruzione" target="_self"><strong>combustibile Mox</strong></a>. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.<br />
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari <em>prêt à porter</em>: <strong>vendita di reattori e smaltimento delle scorie</strong>.</p>
<p>Ed ecco la Mongolia, cioè il Paese con la <strong>minore densità demografica al mondo</strong> dopo la Groenlandia - <strong>1,7 abitanti</strong> per chilometro quadrato &#8211; nonché un&#8217;economia a caccia di investimenti e tecnologia. È proprio il suo spazio a essere in vendita: in cambio di tecnologie nucleari &#8211; rivela il <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em> &#8211; il ministero degli Esteri e del Commercio (significativa fusione di funzioni) inizia a settembre 2010 le trattative con il dipartimento dell&#8217;Energia Usa e il ministero dell&#8217;Economia giapponese per concedere come discarica nucleare l&#8217;ex <strong>base militare sovietica</strong> di <strong>Bayantal</strong>, circa 200 chilometri a sud-est di Ulan Bator.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28433/Mongolia%2C+pattumiera+nucleare" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F12%2Fmongolia-pattumiera-nucleare%2F&amp;title=Mongolia%2C%20pattumiera%20nucleare" id="wpa2a_20"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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