Posts Tagged ‘economia’

I leghisti di Hong Kong

lunedì, maggio 30th, 2011

Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell’ex colonia britannica

Si chiama “Potere locale di Hong Kong” (Xiānggǎng běntǔ lìliàng), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: opporsi all’estensione dei diritti dei residenti agli immigrati più recenti.
Il governo dell’ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare 6mila dollari locali (poco più di 500 euro) a ciascun residente. Gruppi come “Potere locale” – pare che un’altro abbia raccolto oltre 800mila membri – non vogliono che siano dati a chi arriva dalla Cina continentale.
Nel frattempo, è comparsa su Youtube una canzone, “Il mondo delle locuste” (Huángchóng tiānxià), che, su un sottofondo mielosamente melodico, ci va giù pesante: “Urlano nei ristoranti, negli hotel, nei negozi”; “Gli piace invadere e occupare la terra di altri”; “Rubano le carte d’identità”; “Vendono prodotti contraffatti” e, naturalmente “Sono come locuste parassitarie”. Ovviamente si sta parlando dei cinesi provenienti dalla terraferma.

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Cina, guerra virtuale agli Usa

domenica, maggio 22nd, 2011

L’Esercito Popolare di Liberazione lancia il proprio videogioco “sparatutto”. I cattivi sono gli americani

Si chiama Guāngróng Shǐmìng, Missione gloriosa, è un cosiddetto “sparatutto in prima persona” (dìyī rénchēng shèjī yóuxì), cioè uno di quei videogiochi in cui, da una visuale in soggettiva, si crivella di colpi tutto quello che si incontra.
È stato creato dal gigante dell’elettronica cinese Network Technology Co sotto la supervisione dell’Esercito Popolare di Liberazione e – riporta Wired – sembra un’imitazione di America’s Army, gioco che, come evidenzia il nome, è prodotto dall’esercito statunitense.
È quindi un gioco di recruitment – invoglia i giovani ad arruolarsi – e di training – offre cioè una simulazione di addestramento militare. Poi ovviamente si spara.

Le similitudini finiscono qui. Se infatti i “cattivi” da sterminare nel gioco made in Usa sono i consueti islamici barbuti, nella versione cinese si abbattono soldati incredibilmente simili a quelli che Washington ha dislocato in Afghanistan, Iraq e così via: si spara sullo zio Sam.
Sia chiaro: anche negli Stati Uniti esistono giochi di guerra in cui si prendono di mira i cinesi, come Operation Flashpoint Dragon Rising, Battlefield 2, Call of Duty.
Ma nel caso cinese è proprio l’esercito a dare ufficialità al videogame.

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La Cina nella corsa alla poltrona di Strauss-Kahn

venerdì, maggio 20th, 2011

Due candidati per affermare il proprio ruolo internazionale

Ci sono anche due candidati cinesi tra i papabili per il ruolo di Dominique Strauss-Kahn, accusato di violenza sessuale e quindi dimissionario dalla direzione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
Sono due economisti d’alto rango.

Il primo è Zhu Min, consigliere dell’ex direttore e quindi già inserito nei meccanismi dell’istituzione che detta ricette neoliberiste al mondo. Ha studiato negli Stati Uniti, poi è stato vicedirettore della banca centrale cinese (Zhongguo Renmin Yinhang - Pbc) e quindi ha trascorso sei anni alla Banca Mondiale. Di lui si dice - Wall Street Journal – che ha una visione “franca” del principale problema economico della Cina: l’inflazione, che non sarebbe un problema passeggero, bensì strutturale.
L’altro candidato è Zhou Xiaochuangovernatore attuale della banca centrale. Fu proprio lui, nel 2009, a proporre di sostituire il dollaro come moneta di riserva universale. Al posto del biglietto verde, Zhou avrebbe visto bene una supervaluta controllata proprio dal Fmi: loSpecial Drawing Right (Sdr, “Diritti Speciali di Prelievo”, in italiano).

Sia ben chiaro che molto difficilmente un cinese sarà scelto come direttore generale del Fmi. I tempi non sono ancora maturi per occupare una carica tradizionalmente prerogativa degli europei. Il britannico Peter Mandelson e la francese Christine Lagarde partono il pole position.
Ma il semplice fatto che se ne parli rivela lo spostamento di baricentro dell’economia mondiale verso Oriente.

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L’asse Cina-Pakistan sulla nuova ‘Via della Seta’

martedì, maggio 17th, 2011

La Zona Economica Speciale di Kashgar come punto d’arrivo della Karakoram Highway: un legame politico che viaggia sui flussi dell’economia

I legami tra Pechino e Islamabad si rafforzano “secondo caratteristiche cinesi”, viaggiano sulle infrastrutture e si corroborano con gli investimenti, fino a rispolverare la formula che ha dato il via al boom del Dragone trent’anni fa: le Zone Economiche Speciali.

Da tempo ormai la Karakoram Highway, che congiunge Pakistan e Cina – l’area di Abbottabad con Kashgar, nello Xinjiang – è l’arteria su cui viaggiano le relazioni tra i due Paesi. Relazioni molto concrete: Pechino investe massicciamente non solo nella regione pachistana di frontiera del Gilgit-Baltistan (“Territori del Nord” in italiano), ma giù lungo tutto il percorso. Sono ormai circa 150 le imprese cinesi che operano in Pakistan per oltre undicimila lavoratori, tra operai e ingegneri, provenienti dal Celeste Impero. Costruiscono infrastrutture, fanno ricerche minerarie, allestiscono reti di telecomunicazioni, centrali elettriche, deviano i corsi d’acqua.

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Mongolia, pattumiera nucleare

giovedì, maggio 12th, 2011

Tanto spazio e giacimenti d’uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell’atomo

La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare laMongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati UnitiGiappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L’accordo sarebbe stato sottoscritto prima deldisastro di Fukushima e in un’ottica di concorrenza globale.
La Russia offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell’energia atomica un servizio “tutto completo”: tecnologie per aprire le centrali e poi attività – e soprattutto luoghi- di smaltimento delle scorie.
Anche la Francia, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l’unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo Purex (plutonium and uraniumrecovery by extraction) che produce il famigerato combustibile Mox. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari prêt à portervendita di reattori e smaltimento delle scorie.

Ed ecco la Mongolia, cioè il Paese con la minore densità demografica al mondo dopo la Groenlandia - 1,7 abitanti per chilometro quadrato – nonché un’economia a caccia di investimenti e tecnologia. È proprio il suo spazio a essere in vendita: in cambio di tecnologie nucleari – rivela il Mainichi Shimbun – il ministero degli Esteri e del Commercio (significativa fusione di funzioni) inizia a settembre 2010 le trattative con il dipartimento dell’Energia Usa e il ministero dell’Economia giapponese per concedere come discarica nucleare l’ex base militare sovietica di Bayantal, circa 200 chilometri a sud-est di Ulan Bator.

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