<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Chen Ying &#187; escalation</title>
	<atom:link href="http://www.chen-ying.net/blog/tag/escalation/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chen-ying.net/blog</link>
	<description>Milano-Pechino, Cina-Europa-Mondo: fatti, parole, immagini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Dec 2011 09:32:40 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Cina-Usa, la tensione sta già scendendo</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2010/02/08/cina-usa-tensione-sisci/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2010/02/08/cina-usa-tensione-sisci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[escalation]]></category>
		<category><![CDATA[francesco sisci]]></category>
		<category><![CDATA[g2]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[hu jintao]]></category>
		<category><![CDATA[obama]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=806</guid>
		<description><![CDATA[Parla Francesco Sici: &#8220;I tempi elettorali americani non coincidono con i tempi lunghi cinesi&#8221;

Cina e Stati Uniti, il G2 del nuovo ordine mondiale, sembrano ai ferri corti sui temi della libertà di comunicazione, dei diritti umani e delle urgenze in politica estera. Sullo sfondo, tensioni finanziarie e commerciali.
Francesco Sisci, esperto di Cina  e inviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parla Francesco Sici: &#8220;I tempi elettorali americani non coincidono con i tempi lunghi cinesi&#8221;</strong></p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20151/Cina-Usa%2C+la+tensione+sta+gi%E0+scendendo" target="_blank"><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2771/4340416805_ff672fe926_o.jpg" alt="" width="450" height="315" /></a></strong></p>
<p><strong>Cina </strong>e <strong>Stati Uniti</strong>, il <strong>G2</strong> del nuovo ordine mondiale, sembrano ai ferri corti sui temi della libertà di comunicazione, dei diritti umani e delle urgenze in politica estera. Sullo sfondo, tensioni finanziarie e commerciali.<br />
<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=98" target="_blank"><strong>Francesco Sisci</strong></a>, esperto di Cina  e inviato de <em>La Stampa</em> a Pechino, spiega perché lui intravede già un <strong>riavvicinamento tra i due Paesi</strong>. I problemi tuttavia non mancano. Alla radice, interessi geopolitici, economici e un diverso modo di intendere i tempi della politica e della diplomazia.</p>
<ul>
<li><strong>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno la temperatura dello scontro tra Cina e Usa si è fatta improvvisamente alta. Proprio quando sembrava si andasse inevitabilmente verso un G2 di fatto. Lei però ritiene che le cose vadano già meglio. Perché?</strong></li>
</ul>
<p>La febbre si sta abbassando, diciamo che siamo attorno ai 38, 39°. Il punto è che <strong>uno scontro duro è insostenibile</strong>. Non conviene a nessuno, perché le due economie sono troppo interlacciate. Per la <strong>Cina</strong> significherebbe <strong>perdere le proprie riserve monetarie</strong>; per l&#8217;<strong>America</strong>, perdere <strong>l&#8217;unica economia disposta a comprarle il debito</strong>.<br />
Sicuramente però gli Usa provano un <strong>sentimento di fiducia tradita</strong>. L&#8217;amministrazione Obama ha passato il primo anno scommettendo sulla Cina e ratificando l&#8217;<strong>idea di G2</strong>. La Cina doveva darle in cambio <strong>l&#8217;accordo a Copenaghen</strong> sul clima, aiuto con la <strong>Corea del Nord</strong>, L&#8217;<strong>Iran</strong>, l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, e la <strong>rivalutazione dello Yuan-Renminbi</strong>. Su questi dossier, Obama non ha ottenuto <strong>praticamente nulla</strong>.<br />
L&#8217;aiuto è arrivato in un <strong>altro settore</strong>: la Cina ha continuato a<strong> comprare bond del Tesoro</strong> Usa. Le riserve cinesi hanno superato i <strong>2.400 miliardi di dollari</strong>, la maggior parte dei nouovi bond (<strong>300 miliardi</strong>) sono americani.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;aiuto industriale: la Cina ha commissionato all&#8217;America molte attrezzature per il risparmio energetico. Però l&#8217;impatto economico arriverà lentamente e Obama ha scadenze elettorali.<br />
Sui temi di <strong>politica estera</strong> &#8211; per ragioni di tradizione culturale e interesse geopolitico &#8211; la Cina è restia a interventi immediati e preferisce le <strong>pressioni dietro le quinte</strong>. Ma, per l&#8217;America, ciò che non si vede, <strong>non è spendibile elettoralmente</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Facciamo una ricostruzione dei momenti salienti di questa crisi. </strong></li>
</ul>
<p>Prima c&#8217;è stata la <strong>delusione per la Conferenza Onu sul clima di <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/12/20/il-bicchiere-di-copenaghen/" target="_blank">Copenaghen</a></strong>.<br />
Poi ci sono stati due episodi che hanno aumentato la tensione: la <strong>condanna del dissidente Liu Xiaobo</strong>, il giorno di Natale, e la <strong>condanna a morte del narcotrafficante di passaporto britannico Akmal Shaikh</strong>, il 28 dicembre. La Cina ha sottovalutato l&#8217;effetto moltiplicatore di questi due casi.<br />
A quel punto, credo che negli Usa sia scattato il semaforo verde per lo<strong> <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/13/google-vs-china/" target="_blank">scandalo Google</a></strong>, che in realtà bolliva in pentola da mesi.<br />
La vicenda ha tre aspetti. Uno riguarda la <strong>libertà di comunicazione</strong>, che in Cina non c&#8217;è, ma lo si sapeva anche prima. E Google aveva già accettato di operare in Cina sotto censura.<br />
Poi c&#8217;è un problema di <strong>sicurezza</strong>. I cinesi entrano nei siti e nella posta altrui, ma questo lo fanno tutti i governi seri, anche quello americano. E&#8217; ovvio che, da utente, uno si fida più di un governo democratico &#8211; che ha dei limiti visibili &#8211; che di uno autoritario.<br />
Infine c&#8217;è<strong> il problema commerciale</strong>. Google ha una posizione minoritaria sul mercato cinese, diversamente che nel resto del mondo.<br />
L&#8217;elemento chiave è però la <strong>politica interna americana</strong>: il 19 gennaio c&#8217;è la <strong>sconfitta elettorale in Massachusetts</strong>; il <strong>discorso di Hillary Clinton sulla libertà di internet</strong> è del 21 gennaio.<br />
I cinesi l&#8217;hanno vissuto come un <strong>fulmine a ciel sereno</strong> perché non avevano capito che nei rapporti bilaterali bisogna considerare anche il problema della politica interna Usa. Tra l&#8217;altro, mentre Obama perdeva elettori a destra e sinistra, anche i cinesi si sono trovati in <strong>difficoltà</strong>: a <strong>Copenaghen si sono sentiti traditi</strong>.<br />
Pensavano: annunciamo che <strong>abbattiamo unilateralmente le emissioni del 40%</strong>. Inoltre <strong>non chiediamo soldi</strong> per farlo. Credevano che questo li avrebbe messi in buona luce ed esentati dal controllo internazionale. Invece c&#8217;è stato lo scontro sul <strong>monitoraggio internazionale</strong> che per la Cina è un intrusione. Lì c&#8217;è stato l&#8217;inizio dello scollamento.</p>
<ul>
<li><strong>Quali sono invece le potenziali tappe di un riavvicinamento?</strong></li>
</ul>
<p>A questo punto la <strong>Cina </strong>ha capito che <strong>deve portare qualcosa al tavolo di Obama</strong>. Il primo dossier potrebbe essere la <strong>Corea del Nord</strong>. <strong><br />
Wang Jiarui</strong>, capo del dipartimento Affari Internazionali, è partito per Pyongyang e dovrebbe tornare con la disponibilità di Kim Yong-Il a riprendere i colloqui a sei sul disarmo.<br />
Il tono del portavoce del Ministero degli Esteri cinese <strong>Ma Zhaoxu</strong> è tornato nel frattempo molto misurato anche perché nel frattempo l&#8217;America ha rincarato la dose con la faccenda della <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/30/usa-vendita-armi-taiwan/" target="_blank"><strong>vendita delle armi a Taiwan</strong></a> e la questione del <strong>Dalai Lama</strong>.<br />
La Cina si sta affrettando a produrre qualche risultato tangibile. Se questo accade, il rapporto tra Usa e Cina potrebbe uscire rafforzato e, a ben pensarci, la Cina sarebbe forse l&#8217;unico paese ad avere offerto qualcosa di realmente concreto agli Stati Uniti.<br />
Ci sono <strong>due appuntamenti da tenere d&#8217;occhio</strong>: Il <strong>viaggio in Cina </strong>del segretario della Difesa Usa <strong>Robert Gates</strong>, previsto tra febbraio e marzo. Non è chiaro se sia stato cancellato o no. Poi c&#8217;è il <strong>vertice di Washington sul disarmo nucleare </strong>ad aprile: bisogna vedere se <strong>Hu Jintao</strong> ci andrà.<br />
Si capirà tutto nelle prossime settimane.<br />
Di sicuro c&#8217;è che <strong>la diplomazia cinese sta lavorando</strong> a pieno regime. Lo dimostra tra l&#8217;altro il <strong>rilascio </strong>da parte della Corea del Nord dell&#8217;attivista americano, il missionario <strong>Robert Park</strong>, che si era introdotto clandestinamente nel paese a Natale.</p>
<ul>
<li><strong>Nel rapporto tra i due paesi, ci sono due punti che per il futuro della Cina mi sembrano più importanti di altri: la <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/18/dollaro-yuan-euro/" target="_blank">rivalutazione del Renminbi</a> e il <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/19/tecnologie-verdi-commercio/" target="_blank">trasferimento di tecnologie verdi</a>.</strong></li>
</ul>
<p>Su entrambi i punti <strong>non c&#8217;è disaccordo</strong>. La Cina ha già detto che <strong>rivaluterà la moneta</strong>, probabilmente del <strong>10 per cento</strong> entro la fine di quest&#8217;anno e poi ancora in seguito.<br />
Il problema è: <strong>quando farlo?</strong> Per Obama è un problema elettorale, per la Cina di economia interna. Significa <strong>svalutazione delle riserve</strong>, <strong>penalizzazione dell&#8217;export</strong> e <strong>arrivo di fondi speculativi</strong> che Pechino proprio non vorrebbe. Quindi la Cina sta cercando di capire quando rivalutare. Intanto sposta la data sempre un po&#8217; più in là.<br />
Sull&#8217;altro tema, l&#8217;<strong>America </strong>ha ormai abbassato il livello di guardia e <strong>accettato di trasferire tecnologie duali</strong> (<em>che hanno un&#8217;applicazione sia civile sia militare, ndr</em>). C&#8217;è ovviamente il <strong>nucleare</strong>. E&#8217; inoltre già stato firmato un <strong>contratto da 10 miliardi</strong> di dollari per un <strong>impianto solare avanzato</strong>. Poi <strong>turbine</strong>,<strong> impianti eolici</strong>.<br />
Ma il punto è che si parla di <strong>grandi complessi industriali</strong>: la Cina costruirà <strong>30 nuove centrali atomiche</strong>, ma <strong>ci vogliono vent&#8217;anni</strong> per farne una. Dal momento in cui si firmano i contratti a quando l&#8217;economia americana ne vedrà gli effetti, ci vorrà del tempo. Di nuovo, per Obama è un problema di <strong>scadenze elettorali</strong>.<br />
Per la Cina è tuttavia più interessante comprare tecnologie dall&#8217;America, piuttosto che da altri, anche per ragioni politiche.</p>
<ul>
<li><strong>In che cosa Usa e Cina faticano a capirsi?</strong></li>
</ul>
<p>Ci sono profonde <strong>differenze culturali</strong> e paradossalmente più i due paesi si avvicinano, più le differenze vengono a galla.<br />
Ma il problema è soprattutto di <strong>tempi</strong>, per cui le agende di Cina e Usa sono diverse.<br />
<strong>Il tempo americano è elettorale</strong>, è stretto, anche perché c&#8217;è la stampa che ti mette sotto pressione ogni giorno.<br />
<strong>Il tempo cinese è molto più lungo</strong>. Un presidente sta al potere dieci anni e &#8211; anche se i risultati in politica estera sono importanti anche per lui &#8211; non ha scadenze elettorali.<br />
Questi tempi diversi creano condizionamenti folli. Su alcune questioni internazionali ci vogliono tempi lunghi, allora i cinesi tendono a porle fuori dall&#8217;agenda principale: l&#8217;<strong>Africa</strong>, l&#8217;<strong>America latina</strong>. Ma alcuni dossier &#8211; <strong>Afghanistan</strong>, <strong>Iran</strong>, <strong>Corea del Nord</strong> &#8211; sono al centro dell&#8217;attenzione e l&#8217;America chiede risultati immediati.</p>
<ul>
<li><strong>N</strong><strong>el dossier <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/10/06/afghanistan-la-cina-dice-la-sua/" target="_blank">Afghanistan</a> che c&#8217;entra la Cina?</strong></li>
</ul>
<p>I <strong>cinesi </strong>sono <strong>proprietari di concessioni minerarie</strong> in Afghanistan. Come mai? Perché nessun altro voleva prenderle. La <strong>sicurezza </strong>di questi siti è garantita da <strong>esercito afghano e Nato</strong> che ora chiedono alla Cina una collaborazione.<br />
Non solo. L&#8217;America ha chiesto alla Cina di <strong>sfruttare il suo accesso all&#8217;Afghanistan attraverso lo Xinjiang</strong>, una vecchia strada che fu già utilizzata dagli Usa per rifornire i mujaheddin <strong>durante la guerra contro l&#8217;Urss</strong>. Allora i rifornimenti arrivavano soprattutto dal Pakistan ma, storia poco nota, <strong>anche dalla Cina</strong>. Quindi la Cina c&#8217;è già in qualche modo implicata.</p>
<ul>
<li><strong>Qual è il sentimento diffuso nella società cinese verso l&#8217;America di Obama?</strong></li>
</ul>
<p>Oggi discutevo con un imprenditore cinese che mi diceva: &#8220;<strong>Ma perché gli americani ci danno così fastidio sul nulla?</strong>&#8221;<br />
L&#8217;uomo della strada se ne frega del dissidente <strong>Liu Xiaobo</strong>.<br />
Sull&#8217;<strong>esecuzione di Shaikh</strong> è d&#8217;accordo con la condanna. Dice: &#8220;C&#8217;è la pena di morte per traffico di droga, la applicano con noi, perché non dovrebbero applicarla con uno straniero?&#8221;.<br />
Su <strong>Copenaghen </strong>i cinesi sono d&#8217;accordo con il loro governo e su <strong>Google </strong>sono generalmente utenti di <strong>Baidu</strong>. Sanno che il governo entra nelle mail, ma non si fidano di altri governi più che del loro. Noi occidentali siamo più portati a schierarci con Google, loro sono <strong>scettici nei confronti di tutti</strong>.<br />
Le <strong>armi a Taiwan</strong> e il <strong>Dalai Lama</strong> sono invece argomenti che <strong>infiammano il sentimento nazional-patriottico</strong> della Cina.<br />
Il concetto è: &#8220;Gli americani sono stupidi a crearci sempre problemi. Sai che c&#8217;è? Tu vendi armi a Taiwan e io le vendo all&#8217;Iran&#8221;.<br />
Quindi in realtà <strong>il governo è più disposto a mediare</strong>, guarda più sul lungo termine, rispetto a un&#8217;opinione pubblica già abbastanza infervorata.</p>
<p><em><strong>Questo articolo compare anche su <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20151/Cina-Usa%2C+la+tensione+sta+gi%E0+scendendo" target="_blank">PeaceReporter</a></strong></em></p>
<p><strong>Vedi anche:</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/02/08/cina-usa-tensioni/" target="_blank"><em>Cina-Usa: il dossier delle tensioni</em></a><br />
</strong></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/02/05/europa-crisi-iberica/" target="_blank"><em>L’Europa ansima al cospetto del G2</em></a><br />
</strong></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/30/usa-vendita-armi-taiwan/" target="_blank"><em>Armi Usa per Taiwan</em></a></strong></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/21/sorpasso-cina-giappone/" target="_blank">Il sorpasso Cina-Giappone</a><br />
</em></strong></li>
<li> <a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/24/cina-internet-egemonia-usa/" target="_blank"><strong><em>Il cyber-Dragone e l’egemonia Usa</em></strong></a></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/14/ancora-su-cina-e-google/" target="_blank"><em>Ancora su Cina e Google</em></a><br />
</strong></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/13/google-vs-china/" target="_blank"><em>Google vs China</em></a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/19/tecnologie-verdi-commercio/" target="_blank"><em>Tecnologie verdi e commercio diseguale</em></a></strong></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/18/dollaro-yuan-euro/" target="_blank">Tra dollaro e yuan ci rimette l’euro</a><br />
</em></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/21/2010/01/07/tecniche-monetarie-e-salari-industriali/" target="_blank"><em>Tecniche monetarie e salari industriali</em></a><br />
</strong></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/21/2009/12/29/paul-krugman-e-il-renminbi/" target="_blank"><strong><em>Paul Krugman e il Renminbi </em></strong></a></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/12/20/il-bicchiere-di-copenaghen/" target="_blank">Il bicchiere di Copenaghen</a></em></strong></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/12/18/giustizia-vs-necessita/" target="_blank">Giustizia vs necessità</a><br />
</em></strong></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/11/19/pepe-il-cinese/" target="_blank">Pepe il cinese</a></em></strong></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=583" target="_blank"><strong><em>Accordo sul clima, quanto sarebbe costato?</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=564" target="_blank"><strong><em>Nobel a Obama, prime reazioni cinesi</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=454" target="_blank"><strong><em>Obama vs Cina</em></strong></a></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=415" target="_blank"><strong><em>Obama e la Cina</em></strong></a></em></strong></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=560" target="_blank"><strong><em>Afghanistan, la Cina dice la sua</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=559" target="_blank"><strong><em>The day after</em></strong></a></li>
<li><strong><em><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=541" target="_blank">Difesa trasparente</a></em></strong></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=497" target="_blank"><strong><em>Peacekeeping </em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/?p=492" target="_blank"><strong><em>Soft power</em></strong></a></li>
</ul>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2010%2F02%2F08%2Fcina-usa-tensione-sisci%2F&amp;title=Cina-Usa%2C%20la%20tensione%20sta%20gi%C3%A0%20scendendo" id="wpa2a_2"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2010/02/08/cina-usa-tensione-sisci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

