Cina, più rigide le regole anticorruzione
martedì, luglio 13th, 2010Un messaggio ai cittadini e anche agli Usa: nuove misure per controllare meglio i redditi dei funzionari statali
In Cina è in corso l’ennesimo giro di vite sui funzionari corrotti.
Mentre i media danno quotidianamente notizia di punizioni esemplari, il Consiglio di Stato (leggi “il governo”) e il Comitato Centrale del Partito comunista hanno varato una serie di misure che irrigidiscono i controlli sui “nuovi mandarini”. Il varo del nuovo pacchetto coincide con un sondaggio del Quotidiano del Popolo, secondo cui la corruzione è percepita dai cinesi come l’ostacolo principale verso una crescita sia accelerata sia equa. Soprattutto in tempi di crisi globale.
Le nuove regole impongono ai funzionari di dichiarare ogni cambiamento di stato civile e tutti i redditi propri e dei familiari, anche qualora risiedano all’estero: salari, proprietà immobiliari, investimenti in borsa, nei fondi assicurativi e in qualsiasi prodotto finanziario.
Le dichiarazioni andranno fatte su base annua alle sezioni locali del partito, i cui uffici organizzativi e disciplinari – così come i pubblici ministeri – potranno in qualsiasi momento accedere alla documentazione.
La pena prevista in caso di mancata dichiarazione o dati incompleti è il licenziamento. Finora scattava un semplice richiamo.
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