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La Cina e il gelsomino

giovedì, febbraio 24th, 2011

La Twitter-rivoluzione non funziona oltre Muraglia. Il mutamento ha ritmi diversi

Con il gelsomino, i cinesi ci fanno solo il . Così, quando si è diffusa la notizia che un anonimo microblogger aveva postato su Twitter l’appello a fare una “rivoluzione dei gelsomini” nel Celeste Impero, indicando perfino quando e dove (il 20 febbraio, alle 14.00 in alcuni luoghi simbolo delle maggiori città), quasi tutti i cinesi e i conoscitori della Cina hanno pensato a uno scherzo o a una provocazione di matrice straniera.
Sono state le forze di sicurezza e la voglia di “evento” dei media occidentali a creare la notizia che di fatto non c’era.
Le prime hanno messo in atto un preventivo giro di vite – invitando qualche dissidente a “prendere il tè” – e presidiato in forze lo spazio antistante il McDonald’s di Wangfujing, la maggiore via commerciale di Pechino, uno dei luoghi indicati dall’anonimo micro-postatore. Ad attenderli c’era uno spiegamento di zoom e videocamere degno di ben altra causa e così sono accorsi anche i curiosi che magari stavano da quelle parti per fare shopping, la polizia ha spintonato un paio di persone e la faccenda si è chiusa lì. Però tutti ne hanno parlato.

La paranoia della sicurezza cinese fa quindi il gioco della propaganda occidentale che, però, riesce a fare proseliti solo in Occidente: un circolo vizioso e un gioco a somma zero.
Il commento più interessante è forse quello di C. Custer sul blog ChinaGeeks: “È chiaro che se ci sarà qualche cambiamento in Cina, questo verrà dall’interno. Una rivoluzione non può essere auspicata o ‘twittata’ dai cinesi oltremare o da troppo zelanti fan di Twitter inebriati dalle cosiddette ‘loro’ vittorie in Nord Africa”.

Ma come può avvenire una trasformazione – se non una rivoluzione – “secondo caratteristiche cinesi”? Un mutamento, si intende, mediato proprio dai social media?

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Salvate i bambini: la Cina si mobilita per tutelare i piccoli mendicanti

venerdì, febbraio 11th, 2011

Una campagna che nasce dal basso, via internet. Ma non tutti sono d’accordo

Salvate i bambini“. Così si concludeva Diario di un pazzo, di Lu Xun, il più famoso romanzo cinese del Novecento.
Ora la Cina prende alla lettera il fondatore della cultura cinese contemporanea utilizzando i moderni strumenti offerti dalla Rete.
Yu Jianrong
– professore all’Accademia di Scienze Sociali, già noto come mediattivista – ha infatti aperto un account su Sina Weibo, chiedendo ai navigatori di fare qualcosa di molto semplice ma al tempo stesso efficace e controverso: scattare foto dei bambini-mendicanti per le strade delle città cinesi e spedirgliele, affinché lui le pubblichi sul microblog. Così le famiglie possono sperare di ritrovarli e la autorità agire di conseguenza.

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Cina, libertà mobile

mercoledì, gennaio 26th, 2011

Gli utenti Internet sono tanti e usano soprattutto il telefonino. Le implicazioni

Secondo l’ultimo rapporto del Chi­na Internet Network Information Cen­ter (CNNIC), i cinesi che navigano in Rete sono 457 milioni. Ben 303 milioni di questi si connettono via mobile, privilegiando il microblogging fra le varie attività possibili.

Sul noto blog Shanghaiist è comparsa una lista nera di parole che le compagnie telefoniche China Mobile, China Telecom e China Unicom intenderebbero vietare nelle comunicazioni via sms. Le tre compagnie avevano precedentemente annunciato che nel 2011 avrebbero monitorato i messaggi di testo alla ricerca di “contenuti cattivi“. Al momento, non risulta che le parole comprese nella lista vengano cancellate dagli sms.

Il 3 febbraio comincia l’anno del coniglio, che segue quello della tigre. Sulla Rete cinese è comparso “Coniglietto fai il bravo“, un biglietto d’auguri in formato video pieno di riferimenti ad argomenti sensibili, come lo scandalo del latte alla melamina e gli espropri-demolizioni di case. La cosa del tutto nuova è che il video si conclude con una vera e propria carneficina di tigri compiuta da un esercito di coniglietti furiosi, con tanto di denti aguzzi e scene splatter. Tutti hanno interpretato il finale come un invito alla rivolta di popolo (i coniglietti) contro il potere politico (le tigri).
Il video, postato un po’ ovunque, è stato velocemente rimosso, così come i commenti comparsi a migliaia sui social network, ma già ripresi e rilanciati da siti al di fuori della Cina. Lo stesso filmato è ricomparso su YouTube.

Huang Yimeng, creatore e amministratore di VeryCD, il più famoso sito di file-sharing, ha annunciato che chiuderà a breve. In una successiva dichiarazione ha però precisato che il sito continuerà a esistere ripulito dei contenuti la cui condivisione viola il diritto d’autore. Nel 2009, VeryCD era già stato chiuso e riaperto nel giro di un giorno con altri siti di file-sharing.

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Cina, il sito disarmonico

mercoledì, dicembre 8th, 2010

“Società progressista”, nazionalista e maoista, è un caso: più che i contenuti, colpisce il linguaggio

Potrebbe essere definito un sito hardcore, nel senso di estremo, violento. Si chiama Jìnbù Shèhuì (进步社会), “società progressista” e nell’header reca in bella vista l’immagine di un panda armato di Kalashnikov con una bandiera cinese sullo sfondo affiancato dal volto di Mao Zedong.

Destra? Sinistra? In Cina, anche le nostre categorie si mescolano, è più importante soffermarsi sui contenuti, organizzati in quattro categorie molto esplicite: “Impiccare gli schiavi dell’Occidente“, “Media marci“, “Il nuovo movimento di emancipazione ideologica“, “Guerra soft“.
Gli autori si definiscono “patriottici“.

E’ il nuovo fenomeno della Rete cinese e Globalvoices - il network internazionale di blogger – lo analizza accuratamente.
Ciò che colpisce di più gli utenti internet cinesi, che si esprimono nei forum e nei microblog di altri siti, non sono le posizioni politiche di “società progressista”, per altro affini a quelle espresse da libri best-seller come Zhongguo keyi shuo bu (“La Cina può dire di no”) e Zhongguo bu gaoxing (“La Cina è infelice”).
A scioccare è il tono: la violenza verbale e il fatto che i contenuti “sensibili” non siano per il momento censurati.

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Censura in Cina: videointervista

lunedì, novembre 29th, 2010

Intervista al sottoscritto di Alessandro Zanardi della rivista Sintesi

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