Posts Tagged ‘jiang zemin’

Cina, il futuro leader

lunedì, ottobre 18th, 2010

Ritratto di Xi Jinping, che dal 2012 succederà a Hu Jintao

Il vicepresidente cinese Xi Jinping è stato eletto nella commissione militare del Partito comunista, durante i lavori del comitato centrale. In base al tradizionale e incrociato accumulo di cariche tra Partito e Stato, tutto lascia intendere che sarà lui il leader della Cina dal 2012, quando Hu Jintao passerà la mano.
Oltre ad occupare la carica militare, il cinquantasettenne Xi (è del 1953) è infatti vicepresidente della Repubblica Popolare, e primo segretario del Partito comunista.
E’ inoltre sesto nella gerarchia del “Comitato permanente dell’Ufficio politico del Pcc” la cerchia ristretta di nove membri che è di fatto la vera stanza dei bottoni di Pechino.

Xi rappresenta la  quinta generazione di leader cinesi e proviene da Shanghai, dove è cresciuto all’ombra dell’ex presidente Jiang Zemin.

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Il Grande Timoniere fa ancora discutere

martedì, luglio 6th, 2010

Demaoizzazione nel nome di Mao, ovvero giustificare il presente attraverso la storia. Ma il gruppo dirigente non è unito

Il Dragone turbocapitalista deve fare i conti con le forti diseguaglianze sociali e così il fantasma di Mao Zedong salta fuori dallo sgabuzzino.
Un articolo del quotidiano in lingua inglese China Daily del primo luglio riconosce l’esistenza del problema:
la prosperità economica “ha creato anche problemi sociali di diseguaglianza e crescenti differenze di reddito, inducendo sempre più persone a rimpiangere i ‘bei vecchi tempi’ del presidente Mao.”

Il compito di trovare il giusto mezzo tra Mao “grande leader” e “capo autoritario” è dunque lasciato allo storico Xiao Yanzhong, che ripercorre sia gli errori del Grande Timoniere – il Grande balzo in avanti (1958-60), la Rivoluzione culturale (1966-76) – sia i successi: la costituzione della Repubblica Popolare (1949), la nomina di successori che garantissero riforme a lui postume e l’idea di una “rivoluzione permanente” che attraverso la mobilitazione delle masse impedisse al potere – rappresentato da funzionari di partito e intellettuali – di sclerotizzarsi.

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