Posts Tagged ‘migranti’

I leghisti di Hong Kong

lunedì, maggio 30th, 2011

Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell’ex colonia britannica

Si chiama “Potere locale di Hong Kong” (Xiānggǎng běntǔ lìliàng), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: opporsi all’estensione dei diritti dei residenti agli immigrati più recenti.
Il governo dell’ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare 6mila dollari locali (poco più di 500 euro) a ciascun residente. Gruppi come “Potere locale” – pare che un’altro abbia raccolto oltre 800mila membri – non vogliono che siano dati a chi arriva dalla Cina continentale.
Nel frattempo, è comparsa su Youtube una canzone, “Il mondo delle locuste” (Huángchóng tiānxià), che, su un sottofondo mielosamente melodico, ci va giù pesante: “Urlano nei ristoranti, negli hotel, nei negozi”; “Gli piace invadere e occupare la terra di altri”; “Rubano le carte d’identità”; “Vendono prodotti contraffatti” e, naturalmente “Sono come locuste parassitarie”. Ovviamente si sta parlando dei cinesi provenienti dalla terraferma.

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Cina, forza lavoro mutante

mercoledì, aprile 20th, 2011

I cambiamenti materiali destinati a trasformare il volto del Dragone

La prova che la Cina di domani sarà bendiversa da quella a cui ci siamo ormai abituati viene dall’analisi delle tendenze che riguardano la struttura della forza lavoro.
Una mutazione profonda sta investendo il capitale umano del Dragone e nel giro di qualche anno la “fabbrica del mondo” sarà altro, con tutto quello che ne consegue a livello locale e planetario.
Secondo Li Jianmin, professore di “popolazione e sviluppo” all’università Nankai di Tianjin, sono quattro i processi, già in corso, destinati a trasformare lo scenario.

Primo. In numeri assoluti, il picco della popolazione in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) sarà raggiunto nel 2017, con poco meno di un miliardo di “abili al lavoro” (999,6 milioni). Poi, comincerà a decrescere.
Secondo. La proporzione della forza lavoro rispetto al totale dei cinesi toccherà il suo apice nel 2013 (72,14 per cento) per poi calare.
Terzo. Il numero di giovani che ogni anno si affacciano sul mondo del lavoro è già in discesa. Nel 2002 erano 27,9 milioni; nel 2010, 22,5; nel 2015 e 2020 saranno rispettivamente 16,6 e 14,8 milioni.
Quarto. All’interno della popolazione in età lavorativa, è già in calo la percentuale di lavoratori giovani (tra i 15 e i 24 anni) rispetto a quelli vecchi. I primi hanno raggiunto il loro picco nel 2006 (16,63 per cento del totale), nel 2020 saranno solo il 12,84 per cento.

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Cina, il controesodo libico

venerdì, marzo 4th, 2011

Quasi trentaseimila lavoratori tornano oltre Muraglia. Dubbi sul loro futuro e sulla strategia win-win del Dragone

35.860. Sono tanti i cinesi che stanno precipitosamente rientrando in patria dalla Libia, i più numerosi tra i lavoratori stranieri che in questi giorni riempiono navi e aerei per riparare dai disordini.
Il fuggi fuggi si è trasformato in uno spot per il governo, capace di organizzare l’esodo via terra e via mare – per la prima volta anche una fregata militare di Pechino scorrazza nel Mediterraneo – e in grado di rimpatriare anche duemila cittadini di altri Paesi.

Che ne sarà di questa forza lavoro? Nessuno per ora ne parla. I giornali cinesi sembrano più interessati a riferire note di colore, come quella che narra di cento lavoratori della provincia sud-orientale del Jiangxi: sono arrivati a Nanchang da Pechino su un treno superveloce, dove hanno potuto mangiare gratuitamente tutto quello che volevano. Un segno di benvenuto a casa.

Ma qua e là si avverte preoccupazione, anticamera della tensione sociale. Secondo quanto riporta Xinhua, all’aeroporto di Guangzhou (Canton), un centinaio di lavoratori edili appena sbarcati da un charter proveniente dalla Libia si sono rifiutati di ripartire per il natio Henan, inscenando una protesta improvvisata. La Hunan Tianying Construction, loro datore di lavoro, non gli aveva corrisposto 15mila yuan (1640 euro) a testa di salari arretrati.
Alla fine, le autorità di Guangzhou e dello Henan hanno mediato e la compagnia di costruzioni si è impegnata formalmente a saldare il dovuto.

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La Cina e il gelsomino (2)

lunedì, febbraio 28th, 2011

La riforma dell’Hukou potrebbe essere la prossima mossa di Pechino per evitare rivolte del pane

Wen Jiabao, il premier cinese, ha promesso che l’Hukou – il sistema di residenza registrata e obbligatoria in vigore dall’antichità – sarà riformato a breve. L’ha fatto in un’intervista concessa in contemporanea a due organi d’informazione ufficiali – l’agenzia Nuova Cina e il portale del governo – e basata su domande poste dagli utenti online.

L’Hukou è il dispositivo giuridico che, in epoca contemporanea, ha permesso alla Cina di divenire la fabbrica del mondo.
All’epoca di Mao, quando i cinesi erano soprattutto contadini, la comune popolare d’appartenenza pensava al loro fabbisogno anche in termini di welfare (educazione, sanità). A quell’epoca, l’Hukou serviva a contenere la migrazione verso le città e quindi l’urbanizzazione incontrollata.

Con l’avvento delle riforme, alla fine degli anni Settanta, l’Hukou fu progressivamente allentato e si concesse libertà di spostamento, perché era funzionale allo sviluppo industriale: i lavoratori migranti fluivano verso le Zone Economiche Speciali create da Deng Xiaoping e creavano quell’esercito industriale a basso costo che ha permesso alle industrie occidentali di delocalizzare (sia fabbriche sia investimenti) e alla Cina di crescere sull’onda dell’export. Tuttavia le misure di sicurezza sociale rimasero legate alla residenza nel luogo d’origine. Si creò così una liudong renkou (“popolazione fluttuante”) mercificata e priva di diritti, in un regime economicamente inclusivo ma socialmente e politicamente esclusivo. Una sorta di apartheid non basato sulla razza, ma sulla localizzazione geografica: la polarizzazione città-campagna.

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Residenza a punti per i migranti rurali

venerdì, luglio 2nd, 2010

Cittadinanza a punti: per ottenerla è necessario essere bravi, colti, irreprensibili e possibilmente donare il sangue.
E’ questo il sistema escogitato dalla provincia cinese del Guangdong per superare a modo suo l’hukou, il sistema di registrazione della residenza che penalizza i migranti rurali rispetto ai residenti delle città.

In base all’hukou, solo chi è residente può accedere a diritti come l’accesso al sistema sanitario  e all’istruzione per i figli. Ma il diritto di residenza nei centri urbani – meta dei migranti – viene concesso solo a chi ha reddito e abitazione stabili e di un certo livello.

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