Posts Tagged ‘nucleare’

Tokyo, un voto contro il governo della catastrofe

lunedì, aprile 11th, 2011

Nelle elezioni per la carica di governatore vince il vecchio candidato dei liberal democratici

Shintaro Ishihara è stato confermatogovernatore di Tokyo, un solo mese dopo ilterremoto e lo tsunami che hanno devastato il Giappone. È al suo quarto mandato quadriennale. Il politico 78enne che, all’indomani della catastrofe, definì lo tsunami una “punizione del cielo” che aveva travolto con la sua forza rinnovatricel’egoismo e ilpopulismo, mettendo nuovamente a nudol’autentico spirito giapponese“, ha sbaragliato con il 57 per cento dei voti gli sfidanti. C’è da chiedersi il perché.

Prima di tutto, Ishihara era appoggiato dal vecchio Jimintō, il Partito liberal democratico. Non correva cioè per il Minshutō, il Partito democratico al governo dal 2009, reputato quasi unanimamente responsabile della sciagura. Non è esattamente così, infatti la politica nucleare in un Paese estremamente sismico fu inaugurata proprio dai liberal democratici, che hanno governato ininterrottamente il Giappone dal 1958 al 2009. Non solo: diversi membri dell’attuale Partito democratico sono ex papaveri del Jimintō saltati sul carro del vincitore.

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Giappone, un fiume radioattivo sfocia nel mare

lunedì, aprile 4th, 2011

Rilascio “controllato” dell’acqua contaminata di Fukushima nel Pacifico

La notizia del giorno è che la Tepco, la compagnia che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, starebbe per – o avrebbe già iniziato a - riversare nell’oceano 15mila tonnellate di acqua radioattiva.
Con nonchalance solo apparente, i vertici della compagnia avevano precedentemente annunciato questa soluzione per sbarazzarsi diun’enorme pozza contaminata che, secondo la loro versione, ostacolerebbe il lavoro dei tecnici chiamati a ripristinare il funzionamento dell’impianto.
L’acqua è radioattiva “solo” cento volte oltre il limite legale, quindi a un livello “relativamente basso”, secondo la compagnia.

A proposito dei tecnici, giunge voce che gli uomini in tuta bianca che in questi giorni si avventurano all’interno dei reattori danneggiati, tra cui gli ormai famosi “Cinquanta di Fukushima“, sarebbero volontari solo fino a un certo punto: gente con età non inferiore aicinquant’anni, retribuiti duemila dollari al giorno, non necessariamente “tecnici”, che rischiano la vita appesi all’amo del ricatto occupazionale.
Notizia da verificare ma che trova parziale conferma in una testimonianza raccolta dal New York TimesKunikazu Takahashi, 47 anni, è stato intervistato in un centro di raccolta dove è sfollato insieme all’anziana madre. Sente di non avere scelta, per guadagnare il necessario al mantenimento di entrambi, deve tornare al suo lavoro come tecnico all’impianto di Fukushima Daini, che dista una decina di chilometri da quello danneggiato.
“Mi hanno cercato diversi giorni fa – racconta – devo tornarci”. Nell’economia stagnante di Fukushima, si considera fortunato ad avere ancora un lavoro. Quanto ai pericoli: “Cerco di non pensarci“.

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Fukushima, e venne il giorno del plutonio

martedì, marzo 29th, 2011

Ritrovato nel terreno intorno alla centrale: oltre a essere nocivo, indica che probabilmente il nocciolo del reattore 3 si sta fondendo

Come in un film di cui si conosce già la trama, è giunta l’ora del plutonio. L’hanno trovato incinque diversi punti nel sottosuolodell’impianto di Fukushima, in un rilevamento fatto tra il 21 e il 22 marzo.
La Tepco – nell’ennesimo tentativo di minimizzare – dice che solamente due di queste perdite sarebbero dovute alla crisi ingenerata da terremoto e tsunami, forse senza rendersi conto che, se possibile, questa constatazione rende la situazione ancora più preoccupante.

Il plutonio emette particelle alfa che, se inalate, si depositano nelle ossa e nei polmoni della gente producendo diversi tipi di cancro. Alla nocività, si unisce un lunghissimo periodo di dimezzamento (quanto ci mette a perdere radioattività): quello del plutonio-239, una delle varianti del materiale radioattivo, è stimata intorno ai 24mila anni.
Sia la Tepco sia gli esperti della Genshiryoku Anzen Hoanin – cioè l’Agenzia per la sicurezza industriale e nucleare giapponese, su cui diremo in seguito – sostengono che la quantità di plutonio trovata nel terreno non è tale da allarmare. Ma il problema va visto nella sua drammaticità per un altro motivo.

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Fukushima, una storia di veleni e corruzione 2

giovedì, marzo 24th, 2011

Una dinastia di politici e i sussidi al pluthermal: così sulla centrale cala il silenzio

Vedi anche: Fukushima, una storia di veleni e corruzione

Quando, nel 2006, l’ex governatore Eisaku Sato esce di scena per uno scandalo di mazzette e concessioni, nella prefettura diFukushima si indicono nuove elezioni.
Il13 novembre, con il 51 per cento dei consensi, vince Yuhei Sato, che corre da indipendente con l’appoggio del Partito democratico e di quello socialdemocratico. Il nuovo Sato non ha alcun rapporto di parentela con quello precedente, ma è nipote(figlio di una sorella) ed ex segretario di Kozo Watanabe, una vecchia volpe della politica giapponese, già liberaldemocratico, passato ai democratici.

Kozo Watanabe è soprattutto l’uomo che negli anni Settanta, quando militava ancora nel Partito liberaldemocratico, ottenne la costruzione della centrale nucleare nella propria circoscrizione elettorale, Fukushima appunto.
E se lo zio porta a casa l’atomo, il nipote ci porta il mixed oxide fuel (Mox), la miscela di plutonio e uranio, estremamente velenosa, che alimenta il reattore 3 e su cui sia il governo giapponese sia la Tepco continuano a tacere.

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Fukushima, una storia di veleni e corruzione

lunedì, marzo 21st, 2011

Il retroscena politico-giudiziario dell’emergenza nucleare: il vecchio governatore contrario al progetto “pluthermal” fu messo fuori gioco nel 2006

Nell’agosto del 2008, l’ex governatore di Fukushima, Eisaku Sato, è condannato percorruzione a tre anni, poi ridotti a due nel 2009, con sospensione per quattro anni dai pubblici uffici. Per il politico settantenne sembrerebbe la definitiva uscita di scena, anche se siamo in una gerontocrazia come ilGiappone.
È stato pescato con le mani nel sacco in uno scandalo di quelli che si vedono a ogni latitudine.
O almeno così sembra. Ma oggi, moltigiapponesi si chiedono se tra quella condanna e l’emergenza nucleare di Fukushima non ci sia qualche nesso.

Il terzo reattore della centrale di Fukushima-Daiichi, quello che sta dando tanti problemi, è alimentato a mixed oxide fuel (Mox), una miscela di uranio (in tutte le sue forme) eplutonio, alternativa al combustibile di solo uranio. I giapponesi hanno coniato un termine (in inglese) per descrivere i progetti di reattori alimentati a Mox: plu-thermal, che sta per l’utilizzo di plutonio (‘plu’) nelle centrali commerciali (‘thermal’).
Il vantaggio fondamentale del Mox è che consente di riciclare il plutonio dismesso dalle armi nucleari – che altrimenti resterebbe in circolazione come spazzatura di difficile smaltimento – e riduce la percentuale (e quindi la domanda) di uranio necessario alla produzione di energia.
Tuttavia si tratta di una sostanza molto tossica. Secondo il politico ambientalista americanoRalph Nader (citato dal Fatto Quotidiano), “la sostanza più tossica conosciuta dall’uomo”. I detrattori sostengono anche che, lungi dal far piazza pulita del plutonio in circolazione, i progetti pluthermal ne incentivano invece la produzione.

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